
All’angolo tra via Paolo Giovio e via Andrea Verga noterete subito un’insegna particolare: “Antica Osteria Rap Focolare del Gargano”. Oltrepassata la soglia c’è un bell’ambiente vecchia trattoria, rinnovato così nel 2005, con un bel pavimento in cotto e alle pareti molti quadri di tutte le fogge. Nel 1998 il signor Andrea ha rilevato il locale da due cognati calabresi che dietro a quelle cinque vetrine gestivano anch’essi una pizzeria. Il nuovo proprietario – che già aveva un ristorante pugliese sui Navigli e che per un po’ di tempo, ci confida, aveva provato a tenere entrambe le attività per poi concentrarsi sulla nuova – ama molto questo tranquillo quartiere compreso tra Corso Vercelli e Piazzale Aquileia. E’ una zona dove Milano sembra prendersi una pausa dai suoi ritmi frenetici, dove le strade si allargano e un po’ si svuotano ma che in realtà è vicinissima al cuore della città. Facciamo un salto insieme all’“Osteria del Gargano Rap”, via Andrea Verga 16, 20144 Milano, 02 462715.
L’“Osteria” abbiamo detto occupa un ampio spazio al piano terra di un palazzo vecchia Milano. Il soffitto ha le travi a vista che insieme al bel pavimento contrasta piacevolmente le pareti bianche affollate di dipinti; c’è anche un trompe l’oeil incorniciato da una finta finestra sopra la porta a saloon della cucina. L’ascendenza pugliese del signor Andrea è dappertutto, dalla mappa della regione orgogliosamente esposta vicino al bancone fino ai due trulli presenti nel locale. Uno fa da cappello al forno del pizzaiolo appena entrati sulla destra, l’altro più piccolo è in fondo alla sala come cappa di un finto caminetto. I tavolini di legno sono molti e disposti in un unico ambiente; durante la bella stagione si può anche pranzare e cenare all’aperto, dentro comunque le pale al soffitto fanno il loro dovere. L’intervista inizia dopo il salto.
Ma questo rap citato sull’insegna…
Rap viene semplicemente da “cime di rap” (cime di rapa). Così questa parola richiama insieme sia la nostra cucina regionale con il suo piatto simbolo sia la tradizione musicale che fa capo appunto al rap foggiano. Sai? C’è anche un detto che dice che “le cime di rap’ ti intosta’ la trip’ e t’ammoscia la cap’”. E qui cerchiamo di tenere fede a questo modo di dire, siamo anche una pizzeria per chi vuole la pizza ci mancherebbe, ma invito tutti a provare la nostra cucina che non vi farà alzare dalla sedia appunto se non soddisfatti, con la pancia piena e la testa più leggera.
Siete aperti sia a pranzo che a cena?
Certo e tra i sessanta posti dentro e i quaranta fuori di spazio ce n’è quanto ne volete. Qui intorno ci sono molte banche e uffici; vengono a mangiare all’“Osteria” impiegati, professionisti, famiglie nei fine settimana… tra chi lavora nel quartiere i dipendenti dell’“Espresso” oppure quelli della Doxa di via Panizza. Il prezzo medio di un primo è 7,50€ (9€ per quelli di pesce) mentre i secondi vanno dai 9 ai 12€. Dipende sempre da ciò che prendi ovviamente ma al massimo spenderete 25/30€ tra il bere, primo, secondo e dolce.
Cosa proponete ai vostri clienti?
La nostra base è senza dubbio la cucina tipica pugliese. E allo stesso tempo proviamo anche a riscoprire o a innovare partendo da questa tradizione. Ho contatti frequenti con amici ristoratori di giù e ci scambiamo spesso idee e ricette proprio per variare l’offerta… A volte i miei corregionali che vengono a cenare qui – e che apprezzano quello che prepariamo – non riconoscono dei piatti tipici che abbiamo rielaborato un po’ senza tuttavia stravolgerli. E dalla Puglia arrivano del resto la mozzarella, la burrata, la pasta fresca, i pelati, il pane, l’olio e il vino che gusterete all’“Osteria”.
Il piatto che le chiedono di più?
Vanno molto le orecchiette tra i primi; le serviamo con quasi dieci condimenti diversi. Tra quelli più apprezzati ricordo adesso su due piedi le orecchiette fave e salsiccia, oppure menta e pomodoro fresco, oppure ancora polpette/burrata e verdure alla griglia… Siamo abbastanza conosciuti tra chi apprezza i sapori della cucina pugliese grazie al passaparola, a Internet e anche ai prezzi che pratichiamo… se proprio qualche cliente vuole esagerare arriva a spendere al massimo 35€ ma come ho detto, proprio a voler strafare!
Lei ha una vocazione canora oltre che per la ristorazione…
Beh, sì. Ogni tanto canto, faccio un po’ il rapper, il Leone di Lernia, il Tony Santagata. Oppure da anni qualche volta durante la serata facciamo partire un urlo di Michael Jackson o di Nika Costa… Non lo facciamo spesso dipende dal tipo di clientela che c’è e ci informiamo sul loro stato di salute prima: “A cuore come state?” – ride il signor Andrea. Dopo l’11 settembre abbiamo fatto addirittura scappare fuori dal locale una coppia di americani che non se l’aspettavano proprio e ce n’è voluto a spiegare che era solo uno scherzo: “It was only a joke”.
L’“Osteria” è aperta tutte le sere – tranne il lunedì – a pranzo negli orari canonici e per cenare dalle 19:00 fino alle 23:30 troverete la cucina aperta. I prezzi corrispondono a quelli scritti nell’intervista e coincidono con porzioni abbondanti non temete. La filosofia del locale sta tutta in un altro proverbio pugliese che potete leggere fuori dal locale: “C’ste malat e senza apptet C meng doo te ne iss guarett”. Per la traduzione chiedete al signor Andrea, io vi assicuro che è vero!
vale1983
18 lug 2009 - 11:28 - #1io sn cresciuta con la cucina pugliese…i miei nonni sn di Foggia, direi che tra la vasta scelta italiana è una delle migliori….e questo locale non sembra male
lady brinner
18 lug 2009 - 12:28 - #2Consiglio l’ambasciata tarantina, dove si possono degustare le famose pucce! Via Giosuè Borsi 1
Adso da Melk
18 lug 2009 - 22:31 - #3Io consiglio Mamma Lina, in viale Monza 256.
Nicola Ottomano
19 lug 2009 - 16:46 - #4In realtà non esiste una vera e propria cucina pugliese.
La Puglia è lunga 400 km e la differenza che c’è tra la cucina Foggiana, quella Barese e quella Salentina è la stessa che passa tra la cucina Genovese, quella Bolognese e quella Veneziana.
Ovviamente c’è molto in comune tra le varie cucine, ma le differenze ci sono e sono molto marcate. Ve lo dice un pugliese DOC. :-D
Nicola
ipazia
19 lug 2009 - 23:38 - #5io ti addebito la cena quasi quasi, la prossima volta dove ci mandi, alla mensa della polfer?
60 euro per un antipasto, un contorno,un primo e due secondi, niente vino. porzioni grandi un corno. Contorno di rape SENZA RAPE. E ho detto tutto.
V.o.m.i.t.u.s † M.a.x.i.m.u.s.
20 lug 2009 - 00:37 - #6Ma non è che queste RECENSIONI sono un po’ pelose?
Se è vero quel che dice ipazia, e non c’è motivo per cui non lo sia, il ristorante è un pacco.
Bella roba che proponete.
Milanodabere
20 lug 2009 - 09:04 - #7Oh, ipazia, dici sul serio? No, perché io già pensavo di andarci domani o dopodomani.
Nicola Ottomano
20 lug 2009 - 10:28 - #8@ipazia
Beh, c’è da dire che quando ti siedi, il menù lo devi leggere.
In ogni caso in qualsiasi ristorante spendi quelle cifre per antipasto, primo e due secondi e contorno.
Poi dipende dai secondi che prendi. Puoi spendere anche 20-25 euro per un filetto, come 15-18 euro per una frittura. Cosa hai preso di preciso?
Nicola
Lea
20 lug 2009 - 11:10 - #9Non è da molto che mi sono trasferita a Milano. Se c’è una cosa che mi ha deluso (dopo l’impossibilità di fermare i taxi per strada e la sporcizia soprattutto nella zona Colonne di San Lorenzo), è proprio la difficoltà a trovare ristorantini/trattorie nel centro storico dove 1)si mangia genuino; 2)non ti spelano (cioè non spendi meno di 40 Euro per un secondo un bicchiere di vino e un caffè.
Mi sembra di aver capito che per trovare locali con queste due caratteristiche, bisogna andare fuori Milano…
Lea
20 lug 2009 - 11:17 - #10PS: per “genuino” intendo piatti tradizionali e ingrendienti “non da supermercato”.
Jason
20 lug 2009 - 11:50 - #11Lea (e tutti gli altri)
se vuoi mangiare bene spendendo poco, in un posto molto carino e informale -forse solo un po’ rumoroso-, puoi andare all’osteria vecchi sapori in via carmagnola 3 (zona isola/garibaldi). Ci vado spesso e non mi delude mai!
Lea
20 lug 2009 - 11:54 - #12Grazie Jason, magari uno di questi giorni ci vado a pranzo e faccio anche una bella passeggiata a piedi… ti farò sapere come mi sono trovata ;)
satya
20 lug 2009 - 13:11 - #13Etnico is da way! Se sono fuori sempre e solo ristoranti etnici, mangio bene e come un porco e non spendo più di 12 euro a pranzo / 25 a cena! Che senso ha andare al ristorante per mangiare la pasta o la bistecca, cose che ti cucini bene e meglio a casuccia tua? Mai capito.
Cucina pugliese, poi, mai piaciuta. Pesante e indigesta e pretenziosa e i pugliesi pensano che hanno / fanno / sono sempre tutto loro meglio, e ce l’abbiamo solo noi (lu salento, sole e mmare), e i sapori genuini della terra, e menate so on.
V.o.m.i.t.u.s † M.a.x.i.m.u.s.
20 lug 2009 - 22:51 - #14Etnico??
Maronna, abbiamo la migliore cucina del mondo assieme a quella francese e dobbiamo andare a cercare gli scarraffoni nel cibo??
Bah!
Milanodabere
21 lug 2009 - 09:14 - #15#14 Condivido. Piuttosto che mangiare etnico faccio sempre la spesa e cucino per conto mio a casa. Etnico va bene una volta al mese…anzi, già è tanto.
ip4zi4
26 lug 2009 - 12:33 - #16Io il menù l’ho letto (anche perchè altrimenti come ordinavo, con la forza del pensiero?) non sono ne rintronata ne tanto fuori dal mondo da non sapere quali sono le cifre medie, quello che ho contestato è stata proprio la discrepanza tra quanto raccontato dal proprietario nell’intervista e quello che in realtà era scritto sul menù, non puo dire “certa gente arriva a spendere 30 euro, ma proprio chi esagera”, a meno che non rivediamo il concetto di esagerazione (e per me non equivale a mezzo antipasto, mezzo primo,mezzo contorno e un secondo a testa), i prezzi medi sono quelli? Verissimo, ma allora perchè spacciarsi per la classica trattoria dove si mangia tanto (cosa peraltro falsa, le porzioni sono le stesse che altrove) e non si spende niente? Al di la di questo è un posto dove si mangia abbastanza bene, abbiamo preso un antipasto di polipo con purea di fave, orecchiette con la burratina, contorno di cicoria (che in realtà sarebbero rape ma quel giorno erano finite) fatta con aglio olio e peperoncino che mi ha lasciata alquanto perplessa perchè era in un piattino micro, cosa che nemmeno da Cellini, cozze alla barese (altro micropiatto) e arrosto misto (preso perchè con 5 cozze a testa non ci si sfama facilmente),calcolando una media di 10 euro per piatto oltre alla focaccia (odioso il fatto che non ci fosse il pane a tavola ad esempio, e che per averlo bisognasse ordinare questa focaccia,pagandola,sempre da Cellini ti portano dieci chili di focaccia pugliese con i pomodorini, al posto del pane,e non la devi certo richiedere) a 60 si arriva facilmente, e non c’è niente di male, solo che non c’entra niente con l’intervista (e del giornalista non ho motivo di dubitare perchè ha recensito altri locali in cui mangio abitualmente ripostandone sempre una descrizione più che fedele, questo ci tenevo a puntualizzarlo)
tony_123
27 lug 2009 - 01:58 - #17Confermo che il posto non è entusiasmante…ci sono stato una volta, prezzi mediamente alti, cucina discreta ma non eccelsa, cura del locale (arredamenti e ambientazione) approssimativa. Non ricordavo le porzioni micro.
Se siete in zona e volete mangiare pugliese, su quelle cifre c’è i Muciaccia che è ben altra cosa, e per qualità e per quantità…