Cosa abbia scatenato di punto in bianco una vera e propria guerra contro l’alcool, sono in pochi a saperlo. Giudizi a parte scatta questa notte il divieto di vendita di bevande alcoliche agli under 16, decisione del Comune di Milano che sembra abbia trovato molti sostenitori tra i sindaci di altre città. Controlli severi, multe ai venditori ma anche ai genitori dei ragazzi che saranno pizzicati.
Ma cambierà davvero qualcosa? Durante una recente soggiorno a Madrid avevo notato la curiosa usanza per cui molti ragazzi escono di casa con bottiglie di vodka gelata e di bibite, pronte per essere mixate in cocktail low cost sulle panchine dei parchi. In Spagna è un modo di combattere la crisi. Mi sono chiesto perché nessuno lo ha mai fatto anche a Milano e sebbene queste mode da noi arrivino sempre un po’ in ritardo (basti pensare ai Botellon) non me lo sono spiegato… invece mi sbagliavo.
In città, da qualche giorno, passeggiando nelle strade vicino a Corso Como e nei dintorni del Parco Sempione (zone meno battute dai poliziotti rispetto alle Colonne di San Lorenzo) si tocca con mano che qualche cosa sta cambiano. Si notano facilmente gruppetti di ragazzi con sacchetti della spesa pieni di bottiglie, facile capire quale sia il loro contenuto.
Intanto arriva anche la prima multa (5000 euro) per un baracchino di Piazza Oberdan sorpreso a vendere alcolici dopo mezzanotte. E ora nascerà il turismo notturno verso i comuni vicini a Milano dove il divieto non è stato introdotto?
Foto | Flickr
pulcinella aviatore
31 lug 2009 - 15:45 - #1se davvero di volesse arginare il fenomeno bisognerebbe vietare la vendita di alcolici direttamente nei superemercati
Gabruz
31 lug 2009 - 16:06 - #2CHE SFIGATA STA GENTE FISSATA COI SUPER ALCOLICI…
3pad
31 lug 2009 - 16:50 - #3Ma quale moda Spagnola? La “mista” quando si esce di casa la si fa a Milano da vent’anni!
FrankDj
31 lug 2009 - 22:16 - #4Questa, secondo me, si chiama “mettera una pezza sulla falla”.
La falla è rappresentata da un passato discutibile: i controlli che non ci sono stati.
Sono un testimone vivo e vegeto: più di una volta, negli anni ‘90, mi sono messo alla guida della mia auto con 4-5 birre in corpo.
Non ho mai rischiato (non andavo veloce) ma è anche vero che in tutti questi anni NON MI HA MAI FERMATO NESSUNO.
Non ho mai avuto paura di mettermi al volante della mia auto dopo una serata col gomito alzato: perchè ero quasi matematicamente sicuro che non avrei trovato polizia sul mio cammino.
Così è stato, infatti…
E lo scrivo con una punta di amarezza.
L’anno scorso, per esempio, mi trovavo in un locale alle porte di Amsterdam, e in quell’occasione ho ritrovato un amico italiano che mesi prima ha messo le radici nella città olandese.
Era sabato notte.
Mi ha detto “Frank, adesso che tornate in albergo fate attenzione - qui non perdonano: se uno di voi non ha bevuto, fate guidare lui. Qui fanno posti di blocco, obbligandoti a uscire dalla corsia, e se ti beccano a guidare che hai bevuto dici ciao alla patente per 6 mesi!”.
Un piacentino fresco di emigrazione mi ha detto questa cosa, abbastanza accigliato.
Qui invece so già cosa succederà (lo sanno tutti): controlli per un mese, un mese e mezzo, poi tutto torna come prima.
Perchè nel nostro Paese vige una certa impunità: mi duole dirlo, ma è un fatto confermato più volte (non si guida col cellulare in mano? Dopo un mese dall’allerta - anni fa - oggi tutti guidano telefonando, o mandando sms - senza vivavoce ma col telefono in mano).
Così, immagino che anche questa legge verrà presa sul serio i primi giorni.
Poi tutto passa: secondo me non è neanche una questione di “mancanza d’organico dovuta a fattori economici” (= pochi poliziotti in giro perchè costano), ma è proprio un “gusto tutto italiano”.
Proibire la vendita di alcoolici? Non è giusto.
E’ come vietare ai commercianti di avviare un negozio di articoli sessuali perchè c’è molta pedofilia in giro: non è la giusta direzione.