CityLife Milano finisce sotto inchiesta per "informazioni ingannevoli"

Ritardi clamorosi rispetto a quanto promesso e imprecisioni nella descrizione del contesto abitativo. La società rischia una grossa multa.

Continua la dura e travagliata vita del cantiere in cui prima o poi sorgerà CityLife Milano. Dopo la notizia sul proseguimento dei lavori per i tre grattacieli e i primi inquilini entrati nel quartiere sembrava che le cose, nonostante i mille ritardi e non solo, potessero prendere una strada un po' più tranquilla.

E invece no, l'antitrust, l'autorità garante della concorrenza, ha fatto sapere alla società CityLife (ora controllata al 100% da Generali) che è stato avviato un procedimento in "materia di pubblicità ingannevole e comparativa, pratiche commerciali scorrette, clausole vessatorie". La prima segnalazione era arrivata da FederConsumatori, che lamentava i messaggi ingannevoli che CityLife diffonde attraverso il proprio sito internet.

Si contestano innanzitutto i ritardi clamorosi rispetto a quanto promesso: l'anno di completamento di cui si parlava nel sito era il 2015, poi modificato in 2023; inoltre sarebbero state fornite anche "informazioni non veritiere anche relativamente ad alcune scadenze intermedie, quali la consegna delle prime unità abitative e della prima parte dell'area destinata a un parco pubblico originariamente prevista nella primavera del 2012".

Meno importante forse il fatto che i progetti che vengono riportati sul sito fanno pensare che l'intera area sia a disposizione della società, mentre tutta la parte del padiglione 7 è ancora di proprietà di Fiera Milano. Insomma, tempi di consegna e contesto diversi da quanto promesso. E considerando che in tanti hanno acquistato (250 finora gli appartamenti venduti sui 600 già pronti) sulla base di quelle informazioni, c'è abbastanza materiale per un'inchiesta che, al termine, potrebbe portare a una multa di 50mila euro.

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