Recensioni: l’“Osteria dei Vecchi Sapori", quella di via Jacopo dal Verme

osteria, trattoria

Paolo e Roberto ci sono nati all’Isola e ci sono più che affezionati, basta parlarci insieme per capirlo. Quando Paolo ha aperto l’“Osteria”, quindici anni fa, lo ha fatto a cento metri da casa; adesso dietro al bancone colorato di via dal Verme trovate suo fratello Roberto ma la filosofia dei “Vecchi Sapori” non cambia: “Si mangia bene, si spende il giusto”. Dal 2006 sono stati rinnovati i locali: muri dipinti di rosso e bianco, lampade di vimini, tavolini piccoli di legno e tovagliette di carta. In breve: un locale senza pretese, informale, dove nessuno ti stressa, ridimensionato apposta con pochi coperti per stare tranquilli. Paolo lo incontrate ancora dietro a un altro bancone, quello del locale gemello poco lontano. Ah, questa è una trattoria che tre mesi fa ha chiuso a mezzogiorno – in un momento di crisi come il 2009! – e non ci si può più andare a pranzare ma solo a cenare, perché, mi dice Roberto, “non riuscivamo a stare dietro alla richiesta, c’era troppo lavoro”. Fate un po’ voi. Anzi andate all’“Osteria dei Vecchi Sapori”, via Jacopo dal Verme (di fronte al 14), 20159 Milano, 02 66802223.

Prima di tutto mi sono fatto spiegare il mistero di questa osteria: sono due, lo chiariamo una volta per tutte. Non ha chiuso quella originale e non si è neppure “spostata” in via Carmagnola. Sono due con lo stesso nome. Capisco che in Rete ci possa essere confusione, a volte non hanno le idee ben chiare neppure i clienti che pensano di avere prenotato da una parte e invece si presentano nell’altra… In ogni modo adesso concentriamoci sull’“Osteria dei Vecchi Sapori” di via Jacopo dal Verme. Eredita i muri di una trattoria storica dell’Isola: la Trattoria “Romagna”. La ristrutturazione di tre anni fa ha ridotto lo spazio e da centoventi coperti ora ne ha cinquanta. Le due vetrine danno sulla strada “senza filtri” ovvero senza tende ma dentro l’atmosfera è raccolta e pacifica. I fratelli Tiezzi hanno origini lombardo-toscane e questo si riflette sul loro menù – identico per entrambi i locali – che si concentra su pasta, carne e formaggi con delle incursioni in Sardegna e Piemonte per alcune specialità. L’intervista inizia dopo il salto.

Allora non avevate chiuso…
Siamo stati chiusi cinque, sei mesi. Il vecchio numero l’avevamo nel frattempo passato al locale di via Carmagnola che ha inaugurato a febbraio 2006. Quando abbiamo riaperto in autunno ci siamo accorti che questo scambio di telefoni aveva generato un po’ di caos. Comunque non ci sono problemi, finché c’è posto accolgo clienti che magari hanno chiamato per un tavolo da Paolo, dopo sento mio fratello e tra me e lui riusciamo davvero a far sedere tutti. Tuttavia consiglio sempre di prenotare oppure di arrivare presto: nonostante ci chiedano spesso di aprire un terzo locale abbiamo duecento posti (50+150) non di più.

Quanto spendo ai “Vecchi Sapori”? E se prendo il vino pago tanto di più?
Normalmente tra primo, secondo, acqua o vino della casa il cliente in media spende tra i 15 e i 25€. I primi costano 5/6€, i secondi vanno dagli 8 ai 15€, i dolci fatti in casa 5€. Abbiamo anche settimane con menù a tema, che potete consultare sul nostro sito, di volta in volta a base di selvaggina, funghi e così via a 35€ tutto compreso. Per quanto riguarda il vino ecco i nostri punti fermi: 1) non avere vini eccessivamente ricercati – ma se uno proprio non vuole rinunciare all’Amarone o al Brunello da 40/50€ ce l’abbiamo –; 2) cambiare di frequente la lista delle etichette; 3) avere bottiglie abbordabili a partire da 15€.

Che tipo di clientela avete?
Beh, abbiamo rinunciato alla clientela tipica da osteria – sorride Roberto –. Al posto degli anziani milanesi impegnati a giocare a carte con il bicchiere di bianchino ci sono invece, seduti ai nostri tavoli, studenti e ragazzi giovani, oppure i nuovi abitanti del quartiere, liberi professionisti o imprenditori. Ma abbiamo davvero clienti di tutte le classi sociali e tra l’altro vengono pure da fuori città. Arrivano da Varese, Como, dalla provincia… perché ormai ci conoscono e apprezzano l’ambiente, la cucina e i prezzi.

Che piatti state proponendo in questo periodo?
Tra i primi abbiamo i tagliolini al tartufo; i tortelli con le pere e il formaggio al burro fuso e zafferano; i fiocchetti al gorgonzola e salvia. Adesso che sono appena tornato dalla Toscana ne ho approfittato anche per prendere il pane per la panzanella… Ci sono tanti formaggi e tipi di carne diversi alla griglia; facciamo sempre la polenta taragna, beh, adesso no, riprenderemo con i primi freddi; dalla Sardegna abbiamo tutto l’anno l’agnello e, a parte d’estate, anche il maialetto. Ecco, non serviamo pesce, unica eccezione il filetto di tonno ai semi di papavero…

Cosa vi ha portato a essere così apprezzati?
Credo sia stato il mix tra l’ambiente semplice e rilassato – non ci sarà nessuno che verrà a infastidirti chiedendoti: “Vuoi il dolce, il caffè, l’amaro?” per farti andar via – e il fatto che, mi dicono, si mangi bene a prezzi onesti. Tutto qui. Abbiamo un ottimo rapporto con i nostri clienti e molti fra loro sono diventati anche amici tanto da sentirsi a casa propria qui da noi. La riprova? Quando abbiamo aperto per la prima volta i due locali contemporaneamente tre anni fa eravamo lì alle 19:00 a dirci: “Bah, non verrà nessuno”. Invece: strapieni, sia in via Carmagnola che in via dal Verme. E tuttora sono contentissimi di venire da me o da Paolo.

Riassunto: l’“Osteria” non è più aperta a mezzogiorno. Tutte le sere – tranne la domenica – potrete cenare dalle 19:00 fino alle 23:30. Il locale è disponibile anche per cene aziendali od occasioni particolari dietro accordi con i proprietari, date le dimensioni si presta bene a ospitare un numero non eccessivo di amici. La simpatia di Roberto e quella del personale vi metteranno a vostro agio e se la cucina incontrerà i vostri gusti chissà se non diventerete persino voi aficionados dei “Vecchi Sapori”. Ringrazio Jason del blog per la segnalazione.

L'osteria da fuori

osteria
L'osteria da fuori
Il bancone
Prima saletta
Seconda saletta/2
Seconda saletta/1

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