Milano in un libro: "L'ubicazione del bene" di Giorgio Falco


I racconti di Giorgio Falco descrivono Cortesforza – paese immaginario distante diciotto chilometri da Milano – e i suoi abitanti. Ma anche se non risiedete a Gaggiano o a Zibido San Giacomo, vi accorgerete che lo scrittore descrive tutti noi e alcune delle vite che incrociamo quotidianamente, quelle dei nostri conoscenti, dei nostri colleghi, dei nostri amici…

L’unica consolazione per il lettore, che con angoscia segue le esistenze prive di libero arbitrio di questi personaggi milanesi, è capire fino a che punto Falco estremizzi la banalità del vivere metropolitano, tanto che i protagonisti delle sue storie sono a tutti gli effetti figure bidimensionali, né uomini, né donne, fantasmi gravati di rate.

Solo l'anziano signor Morlacchi, lo troverete nell’ultimo racconto Le parole come gli altri, assume dignità di persona cercando seppure in modo stravagante un contatto umano con un reticente vicino quasi quarantenne. Il libro narra anche di luoghi dimenticati di Milano, come il “campeggio dei camper” della città, ma getta soprattutto un’ombra inquietante sull’immediata periferia.

Non è per tutti i palati, la lettura è a tratti sgradevole specie se iniziate a riconoscervi nei suoi personaggi; tra i tanti recensori vi segnalo Lipperini, Piantini e Cognetti, ed è interessante anche il dibattito che ha scatenato fra i critici questo volume. Io credo che sia un libro utile per conoscere Milano come è adesso; ora la parola, mi rivolgo in particolare a chi l'ha già letto, è a voi.

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