Innse: Camozzi si ma con variante urbanistica

camozzi

Ieri sera sembrava che l'accordo Innse - Camozzi fosse finalmente arrivato. Invece no, c'è ancora qualcosa da sistemare. Oggi Repubblica ci spiega che il Gruppo Camozzi vorrebbe:


anche maggiori spazi rispetto a quelli occupati oggi dai capannoni (si parlerebbe di 15mila metri quadrati in più) per il via vai delle merci. Per questo ci sarebbe bisogno di un passaggio tecnico su un eventuale cambio di destinazione d’uso di parte dell’area, oggi inserita in un piano di riqualificazione urbana che prevede anche un parco e una sede universitaria.

Non siamo industriali ne economisti, quindi diamo per buona l'opzione Camozzi che in un momento di crisi vuole (ri) aprire una industria pesante alle porte di Milano. Ma è proprio qui che qualche dubbio sorge. C'è ancora spazio, e intendo proprio spazio fisico, per una industria di questo tipo a Milano? Nel corso dei decenni l'area è stata trasformata in residenziale, le abitazioni del comune di Segrate sono a ridosso dell'Innse e come dicevamo sopra c'era il progetto per una sede universitaria ed un parco. Cosa accadrà quando, ci auguriamo, tutto entrerà a regime? Gli impianti industriali, il traffico merci e le abitazioni sono compatibili? Oppure vedremo, come avvenuto con la "recicleria" di Rubattino, sorgere comitati di quartiere antirumore o antitraffico?

Voi cosa ne dite, ci stiamo indirizzando verso il solito pasticcio all'italiana, dove si mette una pezza da una parte facendo finta di non vedere che prima o poi ce ne sarà da mettere un'altra da un'altra parte?

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