Via alla riforma dell’Isee per stanare i finti poveri

Dal 2014 per accedere ai servizi sociali del Comune ci sarà l'obbligo dell'ISEE


La giunta Pisapia si prepara a stringere le maglie degli accessi ai servizi sociali. Ci sono troppi furbetti e il Comune vara la riforma dell’Isee per stanare i finti poveri e per garantire le risorse pubbliche a chi ne ha davvero bisogno.

In pratica il Comune ridimensionerà in maniera drastica l’autocertificazione per l’accesso ai servizi sociali e si introdurrà, dall’inizio del 2014, l’obbligo di presentazione dell’Isee, l’Indicatore della situazione economica che misura il benessere delle famiglie. Così Majorino:

per accedere ai servizi sociali del Comune sarà necessario, secondo le modalità che verranno illustrate progressivamente, presentare l’Isee al posto di una mera autocertificazione come veniva fatto finora. Vogliamo individuare con certezza le persone che hanno veramente diritto ad un sostegno economico o ad un servizio.

Tutto parte da un dato incontrovertibile: sono sempre di più le famiglie milanesi che chiedono aiuto al Comune. Le domande per gli assegni di sostegno al reddito sono cresciute in maniera vertiginosa e anche le liste d’attesa per le prestazioni sociali sono sempre più lunghe: circa 1.500 persone tra anziani e disabili.

Finora per accedere ai servizi i cittadini devono attestare la fonte di reddito e detrarre tutte le spese familiari: il risultato di questo calcolo stabilisce, per chi risulta al di sotto del minimo vitale, il diritto all’esenzione dai costi dei servizi sociali o al contributo pubblico. A questo indirizzo potete fare una simulazione di calcolo ISEE. Furbetti avvisati.

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