Brebemi: al via la prima colata di cemento

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E' partito il cantiere della famigerata Brebemi. Sabato Berlusconi, Bossi e Formigoni hanno dato il via ieri al cantiere dell'autostrada direttissima che collegherà entro il 2012 Brescia a Milano per un totale di 62,1, decongestionando così la A4, "un’opera fondamentale per la nuova viabilità autostradale della Lombardia". Lo stesso giorno gli ambientalisti, Legambiente in testa, si sono dati appuntamento nel Parco Oglio Nord, in una delle tante cascine che verrebbero rase al suolo. Secondo Legambiente

La Brebemi serve a creare un comodo accesso alle future speculazioni edilizie che sorgeranno dove oggi ci sono cascine e campi di produzione. Non c'è altra spiegazione plausibile per un'autostrada inutile, che nasce nell'hinterland bresciano e si impantana a Liscate in mezzo alla campagna del Parco Sud, in attesa della futuristica tangenziale esterna di Milano. Al patto scellerato tra amministratori regionali e partito del cemento non basta il Piano Casa: ora vogliono distruggere una delle campagne più produttive d'Italia.

Le stime di traffico indicano che l'autostrada, a regime, sarà percorsa da circa 60 mila veicoli al giorno e libererà la viabilità locale dalla congestione ormai cronica. Il progetto prevede anche la realizzazione di opere e misure di compensazione dell'impatto ambientale. Per molti, opere che non saranno sufficienti a contrastare una colata di cemento endemica che interesserà tutto il territorio.

Secondo Legambiente la scelta, solo apparentemente razionale, di affiancare all'autostrada il tracciato della futura ferrovia ad alta velocità Milano-Brescia farà sì che i campi verranno spazzati via per una larghezza pari a cinque volte quella del nastro d'asfalto: 1200 ettari di ettari di campagna cancellati per essere occupati dal sedime di autostrada, ferrovia, scarpate e spazi interclusi tra le due opere, che diverranno inaccessibili e quindi inutilizzabili. Aggiungendo lo spazio occupato da opere accessorie, svincoli, viabilità complementari e inevitabili lottizzazioni che sorgeranno ai ridosso degli 8 svincoli previsti, il danno alla zootecnia lombarda può essere quantificato in una perdita secca e definitiva di un centinaio di aziende medie, come dire 200.000 litri di latte al giorno.

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