Una moschea a Milano, perché no?

Moschea BluA tre giorni dall'inizio del Ramadan, il mese sacro per la religione islamica, si accende il dibattito sull'opportunità di costruire una moschea dove i mussulmani possano liberamente esercitare il proprio culto.

Il fronte del "no" vede, da sempre, la Lega in prima fila levare gli scudi di fronte alla proposta, nello strenuo tentativo di conservare le italiche le radici cristiane. Più di recente dopo che Gian Valerio Lombardi, il prefetto di Milano, aveva sottolineato la necessità di trovare un luogo adatto la risposta immediata del vicesindaco Riccardo De Corato è stato un nuovo "no" perentorio, seguito dalla motivazione che non c'è spazio a Milano per una moschea (non si capisce se in sento letterale o metaforico)

Mentre per il secondo anno per il secondo la comunità islamica milanese avrà a disposizione il tendone provvisorio del Teatro Ciak in Via Procaccini, presso la Fabbrica del Vapore, arriva però la spaccatura da parte di Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia che apre a una discussione.

Considerando che in Italia i musulmani sono oltre un milione e duecentomila e che in molte altre grandi città europee hanno storicamente un luogo di culto, non vedo il motivo per continuare a negarlo nonostante si continui a sventolare il rischio di infiltrazioni di cellule terroristiche al loro interno. Senza fare ragionamenti di parte secondo colori politici, il problema del terrosismo non deriva certo dalla presenza di una moschea, tanto quanto dovrebbe essere sbagliata l'equazione extracomunitario = terrorista. Ma qualcuno non la pensa così...

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