
Gli Apple Store hanno attraversato il globo: da Cupertino, California, fino a Roma e, finalmente anche a Milano. Milano si fa per dire, perchè l’apertura del secondo store italiano avverrà in un centro commerciale alle porte di Milano: il Carosello di Carugate. Questo fine settimana (precisamente sabato) ci sarà l’inaugurazione.
Anche nel nuovo negozio il 50% della superficie è riservata ai clienti che già possiedono un Mac, un iPod o un iPhone e desiderano soltanto servizi gratuiti, come il supporto tecnico, le consulenze, le lezioni e i programmi per i bambini. Per la cronaca l’apertura è stata criticata dal sito Cult-of-Mac che ha commentato duramente:
Apple ha deciso di aprire a Milano, recentemente nominata città più alla moda di New York, ma non a Brera o San Babila ma a 15 Km da Milano. In un posto chiamato Carugate, divenuto noto dalla gente per l’IKEA
romak
02 set 2009 - 10:25 - #1A me fa venire i brividi, l’Italia sta consegnando la propria vita sociale ai centri commerciali e la Apple si adegua. Triste, veramente triste.
pulcinella aviatore
02 set 2009 - 10:28 - #2non capisco qual è il problema… chi dice che TUTTO deve essere piazzato in città?…
DKK
02 set 2009 - 11:01 - #3che squallore, sicuramente gli analisti di mercato avranno valutato le varie scelte ma l’idea di uno squallido centro commerciale per il primo negozio apple a milano è davvero triste. continuerò a servirmi dei servizi mac alla mondadori o alla fnac. andare fino a carugate, beccarmi la coda dei fanatici dell’ikea mi sembra davvero troppo anche per i servizi apple.
Wacko
02 set 2009 - 11:18 - #4Concordo, una pessima scelta commerciale, totalmente discordante con la mentalità di noi Milanesi.
Traidont
02 set 2009 - 11:33 - #5Abito vicino. Concordo sullo squallore perchè si poteva avere decisamente più gusto, inserendo lo store in un contesto più ” a modo”.
Però guardando i numero, la scelta è stra-azzeccata.
Quel posto è sempre un carnaio. E’ vicino all’autostrada, è vicino alla tangenziale, è vicino a Milano ed è vicino al centro commerciale “carosello” (è dentro), all’Ikea e al castorama.
Il sabato in quella zona c’è da impazzire dalla calca
cubes
02 set 2009 - 11:40 - #6@wacko, quale sarebbe la mentalità di “noi Milanesi” ?
io sono milanesissimo, abito in centro, e l’idea di un Apple Store non necessariamente in piazza S.Babila o equivalenti ha, in vece, una logica molto milanese.
Milano non e’ piu’ la milano del confine comunale, e’ una metropoli allargata dove a nord, ovest e sudest non c’e’ piu’ confine reale tra Milano e i comuni limitrofi, indi la scelta di stare fuori milano la trovo ottima.
Si puo’ discutere semmai su due ordini di idee:
- se Carugate, tra le location fuori città, la scelta migliore oppure no
- nel dualismo dentro città/fuori città, il dentro città non deve per forza essere zona Duomo e dintorni a tutti costi, ma magari potevano essere location tipo Marcucci in fondo a XXII Marzo, o zone intorno a Loreto e viali lmitrofi
Di sicuro han fatto i loro conti in termini di marketing, e mi risulta che alla Apple stupidi non siano.
Lapo
02 set 2009 - 12:23 - #7perchè dovrebbe essere una notizia il primo negozio della mela per nerd?
e cmq gli altri che ci sono già non contano?
romak
02 set 2009 - 12:29 - #8Il problema non è l’efficienza economica della scelta, che è indubbia (visto che proviene da un gigante come Apple), ma il fatto che i centri commerciali si stanno trasformando sempre di più nel centro della vita sociale della popolazione, sebbene siano SOLO dei prodotti commerciali, ideati per offrire un servizio (indubbio) e quindi fare soldi (rispettabilissimi).
Se però vengono scelti come meta per un qualcosa di esclusivo come un Apple store, significa che la città (intesa come suolo urbano) non è più interessante come luogo che le persone scelgono per vivere (e quindi ci fanno pure shopping), e quindi il marchio non otterrebbe nessun guadagno d’immagine. Tanto vale prendere il bacino più ambio (come potrebbe essere il Carosello).
Questo è triste, molto triste, perchè significa, a mio parere, che Milano (e tutto l’hinterland) sta diventando poco interessante nell’immaginario collettivo dal punto di vista culturale.
romak
02 set 2009 - 12:30 - #9@Lapo
gli altri non sono Apple Store, cioè gestiti e curati dalla Apple, ma semplici negozi monomarca, aperti da delle società concessionarie.
danielesan
02 set 2009 - 13:17 - #10milanesi che si lamentano…. vi siete chiesti come mai la drogheria sotto casa vostra è chiusa? forse perchè avete preferito VOI un supermercato….
Massimo M.
02 set 2009 - 13:17 - #11Iphone è l’oggetto dei desideri del “populus” e quindi è giusto che sia messo nei luogi dove il populus bazzica…
se fosse un oggetto per “ricchi” sarebbe in montenapo… vedi Vertu che ha 1 sola sede italiana a Milano in Montenapoleone.
exmotumbo
02 set 2009 - 13:26 - #12puoi anche aprire un Applestore in Vittorio Emanuele se ti limiti a vendere iPod e iPhone, è già un pelino più difficile vendere MacPro, Apple Cinema Display da 30″, iMac da 24″ ecc, vorrebbe dire farsi delle gran passeggiate con delle scatole dal peso improponibile in spalla.
kazuma
02 set 2009 - 13:38 - #13@Danielsan… e perchè la drogheria (libreria, o negozio in genere) sotto casa ha dei prezzi molto più alti, non è mai aperto alla domenica e e chiude sia in pausa pranzo che alle 19 (quando va bene, se no prima)… per non parlare, soprattutto, del pessimo servizio…
maffino
02 set 2009 - 13:53 - #14io l’avrei aperto a Cinisello, davanti al mediaworld.
ENERGIA PHIGALE
02 set 2009 - 14:05 - #15QUOTONE #11
ENERGIA PHIGALE
02 set 2009 - 14:08 - #16Anzi, facciamo come negli Stati Uniti: apriamo da qualche parte un bel STARBUCKS e lo riempiamo di C0GLIONI con il Mac che bevono un buon caffè (introducing new jaazamat’i cream double coffee 8€) e navigano col wi-fi del negozio al modico costo di 6€/h.
Gli Apple-fans si credono un’elite, in realtà sono più nerd di un ingegnere informatico che si assembla un super computer per giocare a Fifa.
ENERGIA PHIGALE
02 set 2009 - 14:09 - #17Apple-fans: ma andate a c@gare
(compratevi un pc che costa meno e va meglio)
romak
02 set 2009 - 14:18 - #18@kazuma
non mettere assieme (come purtroppo fanno tanti) la grande distribuzione, e i prezzi concorrenziali che essa spesso (anche se non sempre) genera, con i centri commerciali. Un conto è il supermercato, un altro è il centro commerciale, dove la gente passa i pomeriggi facendo la passeggiata come se si trovasse in un corso cittadino.
La gente vive sempre di più in modo “commerciale” e sempre meno umano (l’uno non è il contrario dell’altro).
Se i centri commerciali si prendono l’esclusiva di qualcosa, questo viene tristemente negato a tutti quella gente che non vuole prendere la macchina fare tutto (perchè al carosello ci si può andare praticamente solo con un mezzo a motore) o che semplicemente si gode il piacere di fare un giro per la propria città, senza dover prendere la tangenziale per raggiungere quel “qualcosa”.
Nello specifico chissenefrega dei prodotti Apple venduti dallo Store, visto che si tratta di un’azienda che può, e deve, fare quello che ritiene giusto; quello a cui faccio riferimento è qualcosa di molto più ampio che temo possa far impoverire le menti, a lungo andare, non credete che ci sia questo rischio?
romak
02 set 2009 - 14:24 - #19@Massimo M.
in realtà c’è tanta gente che apprezza il negozio ufficiale e a cui piacerebbe averlo a Milano, nel mondo reale, senza necessariamente dover andare in un prodotto commerciale a forma di stazione spaziale incastrato in un incrocio di strade statali e tangienziali com’è il Carosello, no?
Non importa il bacino di utenza, secondo me, perchè è strapieno di gente ricca che va nel centro commerciale a passare i pomeriggi (certo non a cercare un Vertu, concordo ;)), ma l’idea che i negozi ufficiali di aziende serie vengano aperti prima nei centri commerciali a me fa venire i brividi.
romak
02 set 2009 - 15:42 - #20ahah, ho scritto tangienziali….sorry
kazuma
02 set 2009 - 15:49 - #21@Romak
la risposta alla tua domanda è no, non credo affatto che questo possa impoverire le menti. Non vedo il centro commerciale affatto come la causa dell’impoverimento delle menti. Se una mente si impoverisce, lo fa per sua scelta. Dici giustamente che “commerciale” non è il contrario di “umano”. Sta all’intelligenza della gente bilanciare entrambi. Se uno non è in grado di bilanciare, la colpa è sua. Un po’ come la televisione. Dire che la colpa del rinc0gli0niment0 italiano è la televisione è una ca$$ata. Se pensi che una trasmissione ti rinc0gli0nisca, non guardarla. Punto. Se lo fai, non devi poi lamentarti! E lo stesso discorso, ripeto, vale per i Centri Commerciali.
Io nei centri commerciali ci vado spesso, forse troppo spesso e ammetto che che qualche volta ci vado anche senza comperare. Prendo la macchina volentieri per andarci perchè trovo parcheggio e posso anche prendere quelle cose ingombranti per cui la macchina è un ‘must’. Riesco in un unico luogo a trovare tutto, senza dover girare da una parte all’altra nel traffico della città (anche con i mezzi pubblici) e (importante) risparmiando e (soprattutto) risparmiando tempo che posso dedicare ad altre attività familiari, umane, culturali, hobbistiche. Io vado nei centri commerciali, eppure conosco angoli della città che in pochi conoscono. Vado in giro a piedi (e ora con bikemi) anche parzialmente grazie al tempo libero che i Centri Commerciali (e/o acquistare da Internet) mi regala.
Se uno pensa che un negozio in un centro commerciale sia un diritto che gli viene tristemente negato, credo che abbia da rivedere il concetto di “diritto”. Nessuno, infatti, lo obbliga ad andare in quel negozio, se non una sua necessità.
romak
02 set 2009 - 16:34 - #22@kazuma
scusa ho lasciato una cosa implicita, non intendo che il successo dei centri commerciali direttamente impoverisca le menti, ma che il fatto che alcune cose possano finire “solo” nei centri commerciali e non nella città, possa rendere la città sempre meno interessante (chiaro che non sono i negozi a rendere un luogo interessante, ma sicuramente hanno la loro importanza in una metropoli) e quindi impoverire le menti perchè la gente va solo nel centro commerciale e non vive la città, vive cioè come il commercio impone di vivere (questo non ha nulla a che vedere, ovviamente, con chi come te ci va per comprare, anche io se mi serve qualcosa e mi “conviene” andare nel centro, dal punto di vista economico o di tempo, visto che abito fuori milano, ci vado)
Mi spiego meglio, i centri commerciali possono, e devono, avere il successo che meritano, ma se questo impoverisce la città (perchè si prendono l’esclusiva di qualcosa di “bello e interessante”) dal punto di vista dell’immagine, allora diventa meno interessante e viene vissuta meno.
Immagina che i negozi del quadrilatero della moda finissero tutti sparsi in giro, non sarebbe un peccato?
Il centro commerciale serve all’hinterland (e tanto) secondo me, perchè la gente si muove comunque in macchina (purtroppo non ha alternative), ma il problema più grosso è che sta uccidendo anche la città (perchè se i negozi in città chiudono, non ci sarà più la scelta).
Comunque non capisco come il centro commerciale possa regalarti tempo. Se devi fare la spesa vai in un supermercato, no? Solo che, se abiti a Milano, ci impieghi un bel po’ di più sia in tempo che in denaro, ad arrivare a Carugate piuttosto che a rubattino (esselunga). I negozi dei centri commerciali sono tutti uguali, certo, se vendono quello che ti interessa fai benissimo ad andarci, ma che la gente vada al centro commerciale a vedere le veline è abbastanza triste, no?
cubes
02 set 2009 - 16:52 - #23quoto exmotumbo.
se conosco gia’ bene apple e so gia’ cosa comprare, sinceramente poco mi interessa di dover andare per forza in un apple store: mi basta un negozio apple qualsiasi, e a sto punto se devo andare a prendere per esempio un iMac, beh, ci vado in macchina, mica coi mezzi, e quindi un apple store in san babila o limitrofi avrebbe dei limiti gia’ in partenza.
a loro interessa attirare negli apple store nuovi potenziali utenti, facendoli entrare a mani vuote e facendoli uscire pieni di scatoloni, lol (com’e’ giusto che sia)
kazuma
02 set 2009 - 17:12 - #24@Robek
Il centro commerciale non è solo un supermercato (è un errore comune fare questa associazione), ma qualcosa di più. I libri non li trovo al supermercato, ma nella libreria del centro commerciale si. Non trovo nemmeno alcuni vestiti per mia figlia o magari il prodotto particolare che però trovo nei negozi che ci sono al centro commerciale. Se dovessi comperare gli stessi prodotti a Milano non solo li pagherei di più (è un dato di fatto), ma ci impiegherei una giornata intera per muovermi tra traffico, ricerca del parcheggio e incazzature.
Se il centro commerciale e la grande distribuzione ammazzano la città uccidendo i piccoli, forse questi piccoli dovrebbero fare un esame di coscienza. Io lavoro fino alle 6 e mezza tutti i giorni e ho solo il sabato e la domenica per fare tutti gli acquisti necessari. La domenica i negozi in città sono al 95% tutti chiusi e, francamente dover girare sabato e domenica in città alla ricerca delle cose che mi servono, è tristissimo. Invece in mezza giornata al centro commerciale trovo a prezzi migliori quello che mi serve… anzi, quando i centri commerciali sono aperti di domenica, preferisco andarci di domenica mattina… meno gente.
Il resto del week-end viene sfruttato per cose più belle e sicuramente umanamente e culturalmente migliori.
Oltretutto spesso quando entro in un negozietto in città si incazzano e ti trattano male se gli fai tirare giù dagli scaffali cose… o se gli fai domande… senza comperare. (Questo a meno che si tratti di un negozio cinese).
Io abito a Milano e l’adoro (anche nella mia attività hobbistica di geocaching) ed è per questo che mi piace viverla. Viverla su serio. E non la vivo stando chiuso 3 ore in macchina o in tram per andare da una parte all’altra della città a fare spese.
E, credimi, se non ci fossero i centri commerciali, sfrutterei solo internet. All’SLunga non ci vado MAI… la spesa me la faccio portare a casa. E molti acquisti li faccio via internet… così ho più tempo per vivere la mia città (e non solo) al meglio.
kazuma
02 set 2009 - 17:16 - #25@Robek
ps: la gente che va al centro commerciale per vedere le Veline, è la stessa che va in piazza del Duomo a vedere gli ospiti di non so quale trasmissione di MTV. La gente che va al centro commerciale per vedere le Veline è la stessa che riempie Milano sotto Natale perchè all’ultimo momento si è dimenticata il regalo e si incazza se tutti fanno così… rendendo la città invivibile. La gente che va al centro commerciale per vedere le Veline è la stessa che parcheggia in terza fila con le 4 frecce perchè deve cercare una cosa in farmacia o all’edicola… ma che si incazzano se la stessa cosa la fanno gli altri.
romak
02 set 2009 - 17:28 - #26@kazuma
ahah, robek non è male ;)
comunque concordo pienamente col tuo stile di vita e non confondo il CC con il supermercato, anche se spesso i negozi che ci sono al CC (che sono quasi tutti franchising o comunque catene) ci sono anche in zone tipo buenos aires, no?
Inoltre sono ben felice che i centri commerciali servano e io stesso appoggio gli acquisti super convenienti su internet, credo nel risparmio del tempo (per il quale mi sembra che tu ti dia giustamente un gran da fare e credo ne valga la pena) e nel miglior prezzo.
Solo, giusto per ripetermi e poi basta, promesso, se la città dovesse svuotarsi completamente o quasi dei negozi sarebbe un peccato. Tu giustamente fai riferimento agli orari e al servizio, ma il tutto è dovuto “anche” ai permessi, perchè in città i negozi non possono fare gli orari che vogliono (anche perchè un conto sono i negozietti, che magari non hanno il personale per farlo, un altro sono le megacatene che comunque sono presenti in città), mentre i centri commerciali possono fare le aperture domenicali (anche se non so bene come funzioni, sono abbastanza ignorante al riguardo).
Comunque ripeto, lunga vita ai centri commerciali. Solo io direi “lunga vita alla città “anche” dal punto di vista commerciale”.
Per il resto l’importante è che tutti abbiamo ciò che vogliono, e per ora è così (dello store apple proprio non me ne frega niente, io uso il pinguino ;)) e i negozi che piacciono a me non si sposteranno mai nel centro commerciale quindi sto tranquillo, appena tornerò a vivere a milano città non dovrò prendere la tangenziale per andarci :)
romak
02 set 2009 - 17:34 - #27@kazuma
ancora con sto robek? grrrrr! :)
Comunque quoto la tua associazione (degli spettatori delle veline).
natbar
03 set 2009 - 08:56 - #28a nessuno viene in mente che forse non possono aprire in centro proprio x problemi di concorrenza con Mondadori e fnac, sicuramente ci sono degli accordi commerciali x cui non si può aprire un Apple store proprio in mezzo ai tuoi maggiori distributori?
kazuma
03 set 2009 - 10:07 - #29@Romak…
scusa per il robek (non so perchè mi ha preso quel nome)…
Il discorso delle aperture domenicali… vuoi la verità? Quelle poche volte che nella mia zona ci sono i negozi aperti di domenica, io vado e, a dirti la verità, non sono l’unico.
Se i negozi a Milano aprissero di domenica, credimi, farebbero molti più soldi di quello che immaginano.
romak
03 set 2009 - 11:04 - #30sisi, lo so, infatti alla fine siamo tutti d’accordo :)
Anch’io adoro i negozi aperti la domenica e la sera e credo che se il comune mettesse in piedi qualche iniziativa intelligente per tenere aperti (magari a zone e alternandosi) i negozi anche fino a notte inoltrata, farebbero un sacco di soldi e la gente avrebbe la possibilità per vivere di più (proprio perchè la maggior parte della gente lavora tutto il giorno e non ha tempo per andare a fare gli acquisti in serenità).
La notte bianca era stata un successone e, non so perchè, l’hanno trasformata in quel qualcosa di strano e incomprensibile, del quale spesso si viene a conoscenza il giorno stesso. In ogni caso apprezzo qualsiasi iniziativa di questo genere, speriamo che facciano qualcosa anche nel 2010.