Lo strano caso di Bossi Renzo, membro dell'"Osservatorio sulle fiere lombarde"



C'è qualcosa che in Italia non si riesce bene a capire. Com'è possibile che un ragazzo che non riesca a conseguire la maturità per cronica incapacità, venga nominato nel consiglio di direzione dell’ “Osservatorio sulla trasparenza e l’efficacia del sistema fieristico lombardo”. Se si chiama Bossi di cognome allora la cosa inizia a farsi più chiara. Questa è la notizia.

Ovviamente è triste constatare come il sistema di spartizione delle poltrone sia sempre lo stesso, maleodorante e subdolo. Sei figlio di? Allora un posticino per te lo troviamo. Non che sia una novità: lo sappiamo tutti da tempo. Tuttavia è stupefacente constatare come la Lega Nord, che fino a poco tempo fa si sciacquava la bocca come "Roma ladrona" e panzane simili, abbia ormai familiarizzato con tutte le più bieche logiche clientelari.

Tornando all'affaire Osservatorio, si tratta di un ente costituito in questi giorni su iniziativa della Lega Nord, con lo scopo di “costituire uno strumento esterno, indipendente, al servizio delle piccole e medie imprese, con il compito di raccogliere le valutazioni degli espositori e le eventuali segnalazioni di anomalie riscontrate nel sistema fieristico regionale”. Si potrebbe discutere poi della reale utilità di un ente come questo. Certo se poi un quotidiano autorevole come Il Sole 24 ore, in un recente articolo, definisce l'Expo 2015 un suk, c'è da preoccuparsi.


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