Recensioni: la "Stalingrado", birreria e trattoria della Bullona

birreria, trattoria

È un locale che spegne quarantacinque candeline quest’anno. Era il 1964 quando con due vetrine apriva inizialmente come bar di quartiere. Dieci anni dopo il bar diventava uno dei primi pub della città e adesso nella configurazione attuale occupa cinque vetrine sulla strada mettendo in bella mostra le marche delle birre sulle insegne. Ancora prima di entrare, grazie al marciapiede molto ampio, c’è il dehors dove oltre a bere una pinta al fresco si può anche pranzare o cenare. Dentro c’è il classico bancone da pub davanti al quale sorseggiare una birra o un bicchiere di vino in piedi ma i posti a sedere non mancano con due sale al piano terra e una taverna al piano di sotto. È una birreria milanese dalla lunga storia la “Birreria Stalingrado”, via Ezio Biondi 4, 20154 Milano, 02 3319249.

La “Stalingrado” ha una clientela giovane che spesso lo affolla nonostante i quasi centottanta posti a sedere. Piace per la ruvidezza da pub storico e per la semplicità della sua trattoria (ma sono attenti ai particolari come le tovaglie di stoffa rosse e bianche). Ci può cenare la coppia come il turista giapponese e se non amate la carne alla griglia tra i primi piatti spopolano gli gnocchi e i ravioli. Gli anni di questo locale che ormai va per i cinquanta certo ne caratterizzano l’aspetto. Dimenticate l’oggetto di design, i nuovi materiali, l’ambiente studiato a tavolino. Siete in una birreria con un passato importante per le generazioni di sinistra che l’hanno vissuta tra gli anni Sessanta e Novanta ma che è aperta a tutti coloro che amano uscire per una birra la sera. L’intervista inizia dopo il salto.

Come mai “Stalingrado”? E da quando si chiama così?
È il nome di un vino laziale. Ti racconto in breve la vicenda: durante la Seconda guerra mondiale un contadino aveva salvato il suo vino dalle razzie naziste nascondendolo in una grotta e l’aveva chiamato così, come la città che aveva sempre resistito ai tedeschi. Il vino poi era stato commercializzato nel dopoguerra. Negli anni Settanta piazza Firenze che è a due passi, era un luogo di ritrovo per le manifestazioni operaie dirette in Duomo e cosa facevano prima di partire gli operai? Dicevano: “Andiamo a bere un Stalingrado” e venivano qui, finché è diventato nel tempo “andiamo alla Stalingrado” dando il nome al locale.

Quanto spendo se vengo a mangiare da voi?
I primi, a parte le pappardelle ai funghi porcini, costano in media 4,50€ mentre i secondi 7€. Sono prezzi normali, porzioni da trattoria e piatti semplici: gnocchetti al pomodoro e ravioli al ragù oppure scaloppine al vino bianco e roast-beef all’inglese. Da noi non c’è l’obbligo di prendere tutti i piatti fino al dolce e in due ceni anche con 15€. Noi lavoriamo molto con la carne alla brace questo sì: una grigliata mista viene 11€, puntine, braciole e salsicce 7€, tutti i contorni costano meno di 4€. In questo periodo abbiamo anche lo gnocco fritto (9€) oppure qualcosa di particolare come le orecchiette al cavolfiore e zafferano. Alcuni primi sono di pasta fatta in casa come le pappardelle al pesto o i maccheroncini ai quattro formaggi.

Come birreria che tipo di offerta avete?
Questo è un locale dove i nostri clienti amano bere birre ad alta gradazione per quanto riguarda la spina, una volta c’era la Tennent’s – ricorda Enzo –, ora c’è la Slalom. Abbiamo due linee diverse perché abbiamo due fornitori diversi: una irlandese, quindi Harp, Guinness, Kilkenny e Beamish, e una inglese. Abbiamo comunque anche la Kapuziner tra le tedesche e una selezione di birre speciali in bottiglia tra cui l’olandese La Trappe e tante belghe come Westmalle, Saint Martine e Boucanier. I prezzi sono in linea con gli altri locali, la piccola 3€ e la pinta 5€. Le ultime che ti ho citato vanno invece tra i sei e i quindici euro.

Che rapporto avete con il quartiere della “movida milanese” qui vicino?
Intendi i locali di via Piero della Francesca? Capita che chi vuole fare serata là decida di fare prima tappa alla “Stalingrado”, perché qui si spende meno. Ma lo capisco, è una cosa che facevo anch’io quando andavo in Brera ai miei tempi; sapevi che uno tra quei locali era più economico e ne approfittavi per prenderti da bere prima di andare nel bar più “in” ma più caro… In genere comunque abbiamo due clientele diverse pur condividendo lo stesso quartiere e i parcheggi disponibili aggiungerei, adesso che piazza Caneva ha cinquanta posti macchina in meno dopo la sua ristrutturazione.

È cambiata questa zona di Milano? E se sì, come?
Io gestisco il locale dal 1996 e la città in generale è cambiata, sta andando a morire. Dov’è la politica culturale? Le istituzioni sembra facciano di tutto per trasformare Milano in dormitorio. Qui la chiusura della stazione Bullona è stata un duro colpo, non tanto per noi che non facciamo caffetteria ma altri locali hanno sofferto. Hanno privato il quartiere di un collegamento con l’esterno che lo vivificava e che aveva anche più senso di Domodossola, per dire. L’edificio è dal 2003 che lo stanno ristrutturando – non ci faranno più un locale com’è successo alla vecchia chiesa, questo è sicuro –, staremo a vedere quando riaprirà.

Riassunto: la “Stalingrado” è un grande pub/trattoria tra via Piero della Francesca e piazza Caneva. La cucina è aperta dalle 12:00 alle 15:00 e alla sera dalle 19:00 fino alle 22:00. Giorno di chiusura: domenica. Potete iniziare a conoscere il locale andando semplicemente a bere una birra media e mangiare un panino cavandovela così con nove euro. Poi noterete la sala e vi accorgerete del profumo della carne alla griglia che sfrigola sopra la brace. Se amate le grigliate è davvero un posto da provare spendendo attorno ai venti euro a testa tra carne, contorno e vino.

Stalingrado
Stalingrado / 1
Stalingrado / 2
Stalingrado / 3
Stalingrado / 4
Stalingrado / 5
Stalingrado / 6
Stalingrado / 7
Stalingrado / 8

  • shares
  • Mail
4 commenti Aggiorna
Ordina: