Grande Milano e città metropolitana: che cosa cambia

Sarà guidato da Giuliano Pisapia e sostituirà la provincia. Ma di certezze ce ne sono ben poche.

"Milan l'è on gran Milan", il verso di "Oh mia bela madunina", diventà realtà con l'istituzione della Grande Milano, la città metropolitana che sostituisce la provincia. Ormai il grande passo è fatto, anche se la riforma complessiva prevista dal ddl Delrio deve ancora passare alla Camera. E adesso che cosa succede? Dal 2014 partità la città metropolitana, ragion per cui non ci saranno le elezioni provinciali questa primavera: Guido Podestà terminerà il suo mandato dopodiché Pisapia si insedierà.

Sarà infatti il sindaco del comune capoluogo di Provincia, e quindi il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, a guidare il nuovo ente che accorpa tutti i comuni della provincia. In verità, però, non è detto che l'ente territoriale sparisca, dal momento che è sufficiente che un terzo dei comuni (oppure un numero di comuni che consta di un terzo degli abitanti della provincia) si "ribelli" e decida di non aderire alla città metropolitana, per far sì che l'istituzione resti in piedi.

È possibile? Sulla carta no, sarebbe una decisione assurda che invece di semplificare le cose, le complicherebbe. E però, considerando come vanno le cose in politica, non è da escludersi che i comuni guidati dal centrodestra decidano di ammutinarsi contro Pisapia. Se le cose fileranno lisce, la provincia invece sparirà e la città metropolitana sarà guidata di diritto dal sindaco di Milano e amministrata da 24 24 consiglieri milanesi.

Di certezze, in realtà, non ce ne sono nemmeno in questo campo, dal momento che l'articolo 4 del ddl Delrio dice: "Lo statuto può prevedere forme di elezione diretta del sindaco e del Consiglio". Che significa? Si può immaginare, pragmaticamente, che per la prima esperienza della Grande Milano ci si affidi al sindaco del comune capoluogo, per un mandato che dura cinque anni, ma che a partire dalle prossime elezioni, quando il quadro sarà più chiaro, il tutto si decida con una consultazione popolare.

Questo anche perché per il varo definitivo dello statuto il termine è il primo gennaio 2015, per cui la cosa più semplice sembra essere l'affidamento al sindaco di Milano di questo periodo di transizione; in modo che le cose procedano senza aggiungere ulteriori complicazioni. Soprattutto visto che di complicazioni ce ne sono già abbastanza: bisogna mettere in piedi il comitato istitutivo della città metropolitana, l'assemblea dei sindaci, la conferenza statuaria e via discorrendo. Insomma, la Grande Milano sta per nascere, ma non è ancora del tutto chiaro di che cosa si tratti.

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