Chi ci sta rubando la Scala?

Un restauro ricostruttivo (discutibile, ma a tempo di record) ci ha restituito il Teatro alla Scala nella sua sede naturale, quella del Piermarini, dopo qualche anno di "esilio" agli Arcimboldi. Nulla, però, è cambiato nelle vecchie pessime abitudini italiche, che - come sempre - ci devono distinguere dai paesi civili.

Come denunciano due lettere inviate a Beppe Severgnini sul Corriere.it, oggi come dieci anni fa è praticamente impossibile acquistare un biglietto per il teatro dell'opera più famoso del mondo. I bagarini imperversano indisturbati, per la gioia dei ricchi milanesi che non hanno voglia di fare la coda e sono pronti a pagare cifre impossibili per assistere a una recita.

Mentre i milanese "normali" innamorati dell'arte devono farsi da parte e rinunciare alla "Prima" del 7 dicembre, quando sarà messa in scena l'Aida di Giuseppe Verdi, diretta da Riccardo Chailly. Come denuncia appunto un lettore, dopo due ore dall'apertura del sito per la vendita dei biglietti i tagliandi erano già esauriti. I milanesi morivano dalla voglia di comprare un biglietto o qualcuno se li è accaparrati anzitempo?

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