Addio Torre delle Arti: stop al progetto in Principe Eugenio

torre delle arti

La Torre delle Arti in Principe Eugenio non si farà più. Troppo costosa, un progetto "finanziariamente insostenibile", ha spiegato un portavoce della Babcock & Brown, il fondo australiano dietro all'operazione. Rien ne va plus: potete leggere a riguardo delle discussioni interessanti nel forum di Skymino, per esempio - da cui arriva anche la foto qui sopra.

E adesso? Adesso c'è sicuramente uno scavo da riempire, visto che la Babcock & Brown, si è accorta un attimo in ritardo di non farcela a completare il progetto: già da prima dell'estate il contratto con la Pessina Costruzioni, era stato rescisso, ora probabilmente, verrà costruito qualcosa d'altro dove c'è lo scavo.

Peccato, perché non era male la Torre delle Arti... residenti inviperiti - e in Tribunale - a parte. Un po' per le crepe, un po' per un progetto che c'entrava pochissimo col resto della zona, anche se le famose "magiche" volumetrie, venivano rispettate. Dopo il salto un pezzo d'archivio del Corriere vi spiega come.

«Basta uno sguardo alle planimetrie per capire che i nuovi edifici avranno un pesante impatto sotto il profilo urbanistico, ambientale e viabilistico - scrive in un' email al Corriere della Sera Lorella Ventura, portavoce del Comitato contro il grattacielo -. L' intero quartiere sarà trasformato a danno della sua vivibilità e del valore economico delle nostre case». Gli abitanti si sono già rivolti a un legale, l' avvocato Veronica Dini. «L' intervento è stato autorizzato come semplice ristrutturazione edilizia - si legge nella diffida inviata all' assessore all' Urbanistica, Carlo Masseroli -. In realtà, ci si trova di fronte a un sostanziale stravolgimento delle caratteristiche, delle dimensioni e delle tipologie edilizie esistenti. I vecchi palazzi saranno abbattuti». Il nuovo complesso edilizio dovrebbe sorgere al posto di sei edifici da otto piani risalenti agli anni Cinquanta: «Anche se complessivamente le nuove volumetrie rispetteranno quelle attuali si può definire ristrutturazione la distruzione integrale di ciò che esiste e la costruzione ex novo di un grattacielo alto quanto il Pirellone? - si domanda Lorella Ventura -. Per l' ennesima volta i cittadini rischiano di assistere allo scempio e alla cannibalizzazione di Milano, immolata sull' altare del profitto»
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