Botellon in centro a Milano: quanto è realistico il progetto di De Corato?


Le temperature ancora (quasi) estive di questo inizio ottobre consentono lo svolgersi anche in questo periodo di uno dei nuovi riti della vita notturna milanese: stiamo parlando, ovviamente del Botellon, importazione spagnola a base di alcol, gioventù e spazi pubblici.

Leggo sulle pagine milanesi de La Repubblica di ieri che il vice-sindaco De Corato, dopo un ultimo raduno di 600 giovani in Piazza Leonardo, ne avrebbe proposto - avendo forse constatato l'impossibilità di contrastare il fenomeno con le maniere forti - lo "spostamento" nelle aree meno residenziali del centro:

"Cambiate indirizzo al botellon, spostatelo nelle piazze centrali dove si concentrano gli uffici per non dare fastidio a chi vuole dormire": Palazzo Marino lancia un appello ai ragazzi che organizzano il maxi raduno periodico in piazza Leonardo Da Vinci. (..) Ma quali sono queste aree? Almeno quattro le ipotesi: piazza Affari, via Dante, piazza Cordusio, fino a Piazza Duomo

In realtà, se ci si pensa bene, la proposta di De Corato (che il vice-sindaco aveva lanciato già qualche mese fa) si rivela essere poco più di una boutade: perchè? La risposta dopo il salto.

Le aree citate da De Corato sarebbero ideali per una movida notturna, se non fosse per due grossi inconvenienti: primo, non ci sono locali. Secondo: sono totalmente inaccessibili alle auto; e le quattro ruote sono l'unico mezzo possibile per chi vuole uscire dopo una cert'ora, dal momento che Milano è una delle poche città europee a non avere un servizio di trasporti pubblici notturno degno di questo nome.

Certo c'è il servizio Bus By Night, ma come dimostrammo già un anno fa, è assolutamente insufficiente: solo una goccia nel mare della mobilità notturna milanese, tutta centrata sull'auto. I Taxi? Sarebbero un'alternativa, se non fossero i più cari d'Europa.

Se pensiamo un attimo a quei luoghi - come il Maga Furla in Bicocca e l'East End a Lambrate - dove i giovani si riuniscono ogni settimana per bere all'aperto, constatiamo che hanno una caratteristica comune: sono posti molto accessibili in auto. E non è un caso.

E' ironico poi constatare che quando, qualche mese fa, il PD milanese e un gruppo su Facebook lanciarono la proposta di un servizio capillare di bus notturni di tipo europeo, la giunta comunale di cui De Corato fa parte fece orecchie da mercante.

In fondo la migliore risposta alla domanda nel titolo di questo post l'ha data un episodio di qualche mese fa: un gruppo di studenti, probabilmente in città da poco tempo, provò ad organizzare un Botellon in Piazza Duomo. Il risultato? Fallimento su tutta la linea, tanto che nessuno si azzardò a presentare di nuovo la proposta.

Nessuno tranne De Corato, ovviamente.

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