Milano torna protagonista a cinema. Esce infatti oggi Barbarossa, l’ultima mega produzione (si parla di oltre 30 milioni di dollari di budget) di Renzo Martinelli, che ha già suscitato un forte dibattito ancora prima di essere proiettato nelle sale cinematografiche.
Presentato in pompa magna niente meno che al Castello Sforzesco alla presenza personaggi del calibro di Berlusconi, Bossi, Tremonti, Maroni, Larussa, Formigoni, Calderoli, Castelli, con Letizia Moratti a fare da padrone di casa, senza dimenticare un nutrito stuolo di “notabili” della Lega Lombarda, oggi il film sarà finalmente sottoposto al giudizio del pubblico.
Noi l’abbiamo visto in anteprima. Rimandiamo ogni giudizio estetico alle pagine di Cineblog, dove potete leggere la recensione del film.
La curiosità con cui abbiamo visto il film era legata a come sarebbe uscita Milano sugli schermi di tutta Italia. La risposta è piuttosto desolante, Milano infatti non c’è (o quasi). Il film, come già si sapeva, è stato girato quasi esclusivamente in Romania per due motivi principali. Il primo è la necessità “artistica” di trovare ambienti che potessero ricordare i luoghi della Lombardia del dodicesimo secolo, scelta che anche Ermanno Olmi fu costretto a compiere per Il mestiere delle armi. La seconda invece è una questione puramente economica, visto che le comparse e i set là costano molto meno.
La Milano del 1100 era poco più che un grande villaggio fortificato, munito delle famose cento torri che furono distrutte proprio dal Barbarossa. Troppo difficile utilizzare ambienti reali per ricostruire un passato così remoto? Nella scenografia del film appaiono solo pochissimi elementi riconoscibili della Milano di allora, fra questi solo la grata di Sant’Ambrogio, da cui si intravede per una frazione di secondo uno scorcio della cattedrale ci collega alla Milano di oggi. Il film viene praticamente costruito attorno a una porta della fortificazione esterna ricostruita per il film, dal sapore al quanto artificiale. Nelle oltre due ore di film la città è praticamente assente dal film, rimarrà quindi deluso che sperava di avere una proiezione del passato milanese grazie alla macchina del grande cinema. Ma non dipende da questi elementi la bontà di un film, ci teniamo a sottolineare.
Impossibile a questo punto non doversi confrontare con una prospettiva politica del film. Sebbene Martinelli abbia categoricamente rifiutato la definizione del film come “leghista”, considerandola un’etichetta inopportuna e provocatoria, durante la proiezione del film è impossibile non riconoscere degli elementi “cari” al mondo in camicia verde, primo fra tutti il grido di “Libertà!” di Alberto da Giussano in esplicito omaggio al Braveheart di Mel Gibson, da sempre un film icona del “popolo Padano”. L’intervista che Martinelli ha rilasciato per una televisione locale pare oltretutto smentire le sue parole (potete vederla di seguito).
Sebbene il pubblico “politico” dell’anteprima del Castello abbia elogiato il film, la dissociazione dell’attrice Cécile Cassel sembra non giocare a favore del film. Ora il verdetto spetta al pubblico pagante e a voi nei commenti.
Feo
09 ott 2009 - 10:32 - #1che novità, la grandeur di Milano non è mai piaciuta alle alte sfere leghiste: non mi stupisce che nel film la città si veda poco e male.
per il resto lo commenterò dopo averlo visto, visto che i 30 milioni sono stati sborsati quasi interamente dalla Rai e quindi da noi.
Abelix
09 ott 2009 - 10:39 - #2Perchè gli altri film non hanno sovvenzioni statali?
carloprevosti
09 ott 2009 - 10:44 - #3@ Abelix - Non certo con queste cifre!
cuddy
09 ott 2009 - 10:55 - #4al massimo trailer, non promo.. comunque è un altro film da cinema-spazzatura che va ad accumularsi ai cine-panettoni e altra robaccia simile
Feo
09 ott 2009 - 12:02 - #5@ cuddy, con la differenza che in questo caso se realizzato bene un film bello sarebbe potuto venire fuori
cuddy
09 ott 2009 - 15:02 - #6Feo, son d’accordo
magutzen
09 ott 2009 - 15:58 - #7Mi sarebbe piaciuto vedere un film su Barbarossa-Lega Lombarda girato da Ermanno Olmi per la sua sensibilita’ nel descrivere le cose lombarde. Serebbe bene poi tenere lontani improbabili collegamenti e gossip politici
Dottor D.
09 ott 2009 - 17:25 - #8Io non so se questo sia davvero un film di propaganda leghista. Ma se lo è, non mi stupisce che Milano si veda poco e male: chiunque conosca davvero la situazione locale sa che tra la Lega e il capoluogo non c’è mai stato tutto ’sto idillio. Bossi e compagni vanno forte nelle vallate lombarde, o in posti come Lecco e Brescia; a Milano, come dimostrano anche i risultati elettorali, il pensiero leghista non ha mai veramente attecchito. E a quanto ho letto, la diffidenza è reciproca.
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10 ott 2009 - 00:35 - #9Come se gli altri film di sinistra non fossero stati sovvenzionati da decenni dallo stato (moretti per primo)
Se il film si ripagherà, allora vorrà dire che è stato un buon investimento.
Basta con sti commenti da quattro baiocchi, neppure l’avete visto il film, solo perché non è un film de “noantri” non vuol dire che non sia bello.
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10 ott 2009 - 00:38 - #10@Carlo Prevosti:
ma tu sei a conoscenza delle sovvenzioni e delle cifre esatte in ballo per questo o altri film? E se anche fosse che te frega? Se il film è ben realizzato vorrà dire che incasserà il surplus speso, sempre molto meglio de Il caimano o viva zapatero: di sicuro questo si ripagherà, visto che (ma tu lo saprai di sicuro molto bene) è già stato prenotato da molti stati stranieri.
Ma che lo dico a fà, tu queste cose le sai meglio di me.
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10 ott 2009 - 11:31 - #11@Dottor D
Per forza, milano è piena di terrøni, ovvio che quelli votano PD o Di Pietra.
Che scoperta.
Franc73
10 ott 2009 - 12:04 - #12Comunque propaganda o meno il film è proprio orribile, c’è da ridere come se fosse il nuovo capitolo de “La pallottola spuntata” o “L’aereo più pazzo del mondo”
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11 ott 2009 - 12:34 - #13Waterworld venne stroncato dalla critica e fu un fallimento per costi elevatissimi e zero ricavi.
E’ uno dei fil più belli che siano mai stati fatti, anche se esagerato in tutto.