Weekend fuori porta - Il lago di Varese e le sue palafitte da scoprire in bicicletta

Lago di Varese
La gita fuori porta di questo weekend ci porta a scoprire uno dei laghi meno noti che si trovano a Nord di Milano, ma non per questo meno bello per questioni ambientali e paesaggistiche. Il percorso di oggi è consigliato per chi ama la bicicletta, ma può essere effettuato anche in macchina o, scegliendone alcune porzioni, a piedi. Stiamo andando a scoprire il Lago di Varese grazie alla pista ciclabile che lo percorre nella sua interezza.

Varese è infatti nota come la provincia dei "sette laghi" ma la stretta tra due bacini idrici come il Lago Maggiore e il Lago di Como spesso pone i suoi piccoli specchi d'acqua in secondo piano, per lo meno dal punto di vista turistico. Il Lago di Varese è lago morfologicamente diverso dai suoi parenti più prossimi, si tratta infatti di un antico ricordo risalente al ritiro del ghiacciaio del Verbano. Non ci sono grandi fiumi immissari ed emissari e rispetto al Ceresio e al Verbano possiede delle caratteristiche più simili a quelle di una palude piuttosto che alla classica immagine di luoghi lacustri, oggi tanto di moda tra i vip.

Il nostro percorso parte dalla frazione della Schiranna, facilmente raggiungibile dall'uscita dell'autostrada A8 o da Varese (per chi avesse raggiunto la cittadina con il treno). Dal Parco Zanzi inizia infatti una lingua di cemento e terra battuta che si snoda per oltre 28 chilometri e che permette di compiere il periplo del lago mantendoci sempre lungo una pista ciclabile (bisogna fare attenzione solo in alcuni tratti misti, ma con pochissimo traffico). Il percorso inizia in direzione Gavirate. Dopo un breve tratto di pista a fianco della strada statale, si supera il celebre Volo a Vela, tempio lombardo per gli appassionati di alianti.

Lago di Varese

Poco prima di raggiungere il centro abitato di Gavirate facciamo tappa a Voltorre per visitare lo splendido Chiostro, raggiungibile a pochi metri dalla pista ciclabile, dove è attivo da alcuni anni il Museo di Arte Moderna di Varese. Conclusa la visita culturale si prosegue verso Gavirate dove è consigliabile una sosta in pasticceria per assaggiare i tipici Brutti e Buoni.

Il percorso riprende alla volta di Biandronno. La pista ciclabile si immerge sempre più in una area verde che costeggia alcune delle zone più belle del lago. Dopo aver superato il lido di Gavirate, si oltrepassa un pontile di legno per poi raggiungere lo slargo dell'imbarcadero. Da qui è possibile trovare un passaggio per raggiungere l'Isolino Virginia sede di un piccolo ma interessante parco della Preistoria. Questo sito infatti è ricco di testimonianze di un insediamento preistorico di palafitte, dove è possibile visitare il Museo, passeggiare per gli scavi e gustare un aperitivo o un pranzo a base di pesce al ristoro presente sul posto (info, orari e prenotazioni sul sito del Comune di Varese).

Terminata la visita si inforca nuovamente la bicicletta e si riparte per la seconda parte del tragitto. L'ambiente cambia radicalmente, ora ci troviamo un un bosco verde e umido che fa da cornice alla Palude Brabbia, un'oasi faunistica protetta dalla Lipu visitabile in alcuni periodi dell'anno.

Ritornati sulla pista ciclabile si ricomincia a pedalare fino a Bodio Lomnago, dove (soprattutto nelle giornate limpide) vale la pena di soffermarsi per ammirare il paesaggio. Dalla vostra destra si vedranno le cime delle Alpi dominate dal Monte Rosa,per scivolare fino alle colline su cui si erge Varese, sovrastate dal Massiccio del Campo dei Fiori e dal Sacro Monte di Varese. Poco oltre si raggiunge il Santuario della Madonna del Lago, un luogo perfetto per una breve pausa ristoratrice. Poco prima di ritornare sulla strada per la Schiranna si incrocia anche un centro commerciale, per chi proprio non può fare a meno dello shopping.

Ritornati alla Schiranna chi è arrivato a Varese con i treni (Nord e Stato) può ritornare in città con gli autobus della linea N.

Foto | Flickr

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