Weekend fuori porta - La Via Priula, antichi passi da Bergamo a Morbegno

Antica Via Priula - San Giovanni Bianco

La gita fuori porta di questo weekend ci porta a scoprire un percorso che porta in se una lunga storia. Una strada, un mezzo di collegamento e di comunicazione che risale, nella sua parte storica al sedicesimo secolo e che per lungo tempo ha avuto una grande importanza dal punto di vista strategico e commerciale per la repubblica di Venezia, andiamo a scoprire la Via Priulia che collega Bergamo con Morbegno, antica via di accesso al nord Europa.

La via Priula fu costruita tra il 1592 ed il 1593 per ordine del podestà di Bergamo, Alvise Priuli, a cui deve ovviamente il suo nome. Bergamo in quegli anni era sotto la dominazione della Serenissima e la necessità di nuove vie di comunicazione verso il nord erano piuttosto complesse a causa della catena delle Alpi Orobie che separano le province di Como, Lecco e Bergamo da quella di Sondrio.

La via Priulia taglia tutta la val Brembana, preferita alla val Seriana per i suoi valichi più facilmente praticabili con i mezzi dell’epoca. Il punto più alto della strada, dove oggi passa anche la Statale, è il valico di San Marco, a circa 2000 metri di altezza, posto tra diverse cime dal quale è possibile godere di un panorama lunare (nonché di una stellata meravigliosa nelle sere limpide, per l’assenza totale di centri abitati nelle vicinanze).

Iniziamo con ordine. La via Priulia parte da Porta Garibaldi a Bergamo (l’antica Porta San Lorenzo) e si snoda per la la val Brembana. La strada antica è un ottimo percorso per chi vuole cimentarsi con il trekking e in mountain bike, ma è possibile risalire il percorso anche in auto o in moto grazie alla comoda statale che viaggia parallela.

AveraraViste le fredde e umide giornate novembrine una sosta suggerita è a San Pellegrino Terme, dove ovviamente è possibile godere di tutti i benefici rilassanti di una stazione termale. Lungo la strada si incontra Piazza Brembana e Averara dove la via Priulia si insinua nel borgo vecchio tra portici antichi, lavatoi e strette stradine in un angolo molto suggestivo.

Successivamente ci si imbatte nella la località Chiavi della Botta, dove la montagna precipita verticalmente nel fiume Brembo e il passaggio era particolarmente complesso, furono costruiti una serie di archi protesi nel vuoto. Ancora oggi il passaggio da questa frazione del paese di Sedrina è uno dei punti più suggestivi del percorso. Un tratto di strada sostenuta da archi appoggiati sopra macigni eminenti sul Brembo, che vi passa ad una spaventosa profondità, come lo definì Giovanni Maironi da Ponte, nel 1803.

Raggiunto il passo è d’obbligo una tappa al Rifugio Cà San Marco (in queste foto sotto la neve ) , costruito contestualmente alla strada per dare ospitalità e ristoro ai viaggiatori. Oggi il rifugio è ancora aperto ed è un ottimo punto di sosta dove fermarsi per gustare una polenta con il Bitto e per godere della pace dell’alta montagna (sito ufficiale).

La strada a questo punto scende tornate dopo tornante verso la città di Morbegno, all'imbocco della Valtellina. Le alternative sono il ritorno passando da Colico e dal Lago di Como, dal lato di Lecco, o il ritorno dalla stessa Via Priula.

Per conoscere gli itinerari a piedi sulla Via Priula, vi consiglio i siti Itineraritaliani

Foto | Provinciabergamasca

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