Ronde flop a Milano: tanto rumore per nulla?


Ricordate le ronde? Per mesi non si era parlato d'altro: secondo alcuni si trattava della manna che avrebbe permesso finalmente di riprendere controllo di una città in preda alla criminalità. Altri vi hanno intravisto l'anticamera del fascismo.

Saranno delusi entrambi, ora che si scopre che sono state un flop. O un bluff, se preferite. Leggo infatti sul Corriere della Sera che l'unica ad aver fatto richiesta d'iscrizione è stata l'Associazione Poliziotti Italiani (in congedo) che già pattugliava le strade prima della nuova legge.

Le ragioni di questo fallimento? Semplici: la legge ha posto molti paletti. Troppi forse, anche se sensati. Si sono escluse ad esempio le pattuglie di ispirazione politica: quindi fuori la "Guardia nazionale italiana" in camicia bruna dell'MSI di Gaetano Saya, ma anche i Blue Berets ad esso legati e i "Volontari verdi per la sicurezza" di chiara matrice leghista.

Allo stesso tempo, la legge poneva l'accento molto più sulle funzioni di sicurezza che sull'assistenza sociale: motivo per cui gli storici City Angels (da sempre critici verso le nuove ronde) si sono chiamati fuori. Continueranno ad operare, ma facendo capo all'assessorato dei Servizi socialidel Comune, e non più a quello alla Sicurezza.

Infine, è stata proibita ogni forma di compenso per quelli che dovrebbero essere "osservatori volontari": un obbligo che ha già escluso i citati Blue Berets, e che ora rischia di mettere in pericolo anche le uniche "ronde" rimaste - quelle dei poliziotti in congedo.

Sembra insomma che escludendo dalle folle di volenterosi chi voleva pattugliare le strade per furia ideologica, chi per soldi e chi per aiutare gli emarginati, non sia rimasto (quasi) nessuno. Bel paradosso questa legge pro-ronde: alla fin della fiera, ha ottenuto il risultato di eliminarle.

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