La piscina di zona via Padova avrà lo spogliatoio separato per le donne musulmane

Pannelli mobili per consentire alle fedeli islamiche di avere la loro privacy.

La piscina comunale di via Cambini - zona via Padova, quindi ad alta percentuale di uomini e donne di fede musulmana - si doterà di pannelli mobili per creare zone separate in cui le donne islamiche potranno cambiarsi senza vedere le altre donne che si spogliano integralmente. Gli stessi pannelli, e per lo stesso concetto, potranno anche essere sistemati per separare la piscina più piccola (che pare di capire sarà quindi preposta per le islamiche) da quella principale.

L'obiettivo è riuscire ad avvicinare al centro sportivo che il comune sta ristrutturando dopo anni di chiusura centinaia di donne che altrimenti potrebbero non frequentarlo. E in effetti i primi pareri sono positivi, come conferma a Repubblica Sumaya Abdel Qader, responsabile culturale del Caim (coordinamento associazioni islamiche di MIlano, Monza e Brianza): "Vivo proprio lì e sono contenta di questa nuova sensibilità".

Sumaya spiega: "Non solo per noi è imperativo non essere viste nude dall'ombelico in giù, ma molte si imbarazzano anche a vedere le altre donne nude e rinuncia così a frequentare gli impianti sportivi. Le pareti mobili creano una pausa visiva senza eccessiva separazione e risolverebbero un bel problema.

La cosa comunque può far pensare a una forma non tanto di discriminazione, quanto di rinuncia all'integrazione. Si fa però presente che queste pareti possono essere utili anche nel caso di persone anziane che sentono particolarmente il bisogno di avere una loro privacy o per persone disabili. E secondo Chiara Bisconti, assessore comunale allo Sport, l'idea potrebbe essere alla base della riprogettazione di tutte le piscine milanesi.

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