Che fine ha fatto l'ascensore sul Duomo di Milano?

Se non arriveranno i permessi entro marzo salterà tutto il progetto.

L'ascensore sul Duomo di Milano era stato studiato, tanto per cambiare, in ottica di Expo 2015, in modo da ottimizzare al massimo il flusso di visitatori che inevitabilmente si concentrerà anche sul monumento simbolo di Milano. Al momento, infatti, il Duomo è visitato da 5 milioni di persone ogni anno, ma di questi solo 700mila salgono i 201 scalini che portano sul tetto.

Una situazione che si pensava di risolvere, appunto, con l'ascensore. Favorevoli i vertici della Veneranda Fabbrica, favorevole - sembrava di capire - Palazzo Marino, favorevole anche il ministro Lupi. Non pervenuto, per quanto richiesto, il parere dell'arcivescovo Scola. A vincerla alla fine sembra che sarà l'unico contrario, il sovrintendente alle belle arti. Che aveva dato fin da subito parere negativo nei confronti di un "cantiere così invasivo in un luogo così delicato" e che comunque aveva fatto sapere che avrebbe preso atto di un parere contrario che fosse pervenuto da Roma.

Ma a Roma, negli ultimi mesi, hanno avuto ben altre preoccupazioni. E così dell'ascensore in Duomo non se n'è più saputo nulla. Il costo dell'operazione sarebbe interamente affidato a privati, che sono ancora disposti a metterci i loro capitoli caso mai da Roma qualcosa si muovesse. Ma il tempo stringe: "Se non ci daranno le autorizzazioni entro il mese di marzo rinunciamo", fanno sapere dalla Veneranda Fabbrica.

Da una parte gli interessi economici e turistici, dall'altra la tutela di un bene come il Duomo che peraltro è stato impacchettato per tanto di quel tempo che non c'è poi così fretta di iniziare un altro cantiere. E soprattutto: ma con tutte le opere di Expo in grave ritardo, è sicuro che sia una buona idea iniziarne una nuova a marzo del 2014?

tetto duomo

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