Triennale Bovisa: un nuovo fulcro culturale?

Il 22 novembre inaugura alla Bovisa - non distante dalla stazione Villapizzone - un nuovo spazio espositivo che si chiamerà Triennale Bovisa. Si tratta di una tensostruttura che dovrebbe ospitare mostre e concerti ma anche un caffè, un ristorante, una libreria: l'intento è quello di aprire un nuovo luogo di aggregazione e di offrire un'occasione al quartiere perchè sia frequentato anche la notte (adesso infatti si svuota con la chiusura del Politecnico).

Sembra interessante: nel progetto sono stati coinvolti gli studenti di architettura - anche se il progetto complessivo è stato affidato a Pierluigi Cerri - e la decorazione dell'asfalto è stata realizzata da David Salle.

Mi sembra un'operazione molto interessante: la Triennale è per il momento l'unica istituzione culturale milanese che mi pare orientata a un pubblico non proprio accademico. Le sue mostre orientate al contemporaneo sono sempre seguite, e la Triennale vera - quella in Viale Alemagna - è una meta frequentata da giovanissimi e giovani.

Mi auguro che l'operazione Triennale Bovisa - anche se si parla di solo 3 anni, che sono pochi per capire se la cosa gira - abbia successo e segni l'inizio di un qualche fermento creativo.

Il 22 inaugurano con una mostra dedicata ad Hans Hartung, non proprio un giovanissimo (1905 - 1989) ma uno dei padri della pittura astratta contemporanea.

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