Sul sito di Rockit trovo questa intervista a Elio, in occasione dell’uscita di “Gattini”, il “the best of orchestrale” del gruppo milanese. Ti aspetteresti l’ironia e leggerezza di Elio, e invece, si intravede la bile del cantante super critico nei confronti della sua città.
L’intervistatore Renzo Stefanel lo incalza, e ne viene fuori un’impietosa analisi di una città in coma, in mano ai matusa, dove “non c’è nulla” e le mazzette imperano.
La crisi culturale di Milano è un dato di fatto. Credo che a Milano non esistano neppure più i giovani: è una città in mano in vecchi. Per cui nascono cose come le crociate anti-graffiti, che adesso sembrano la più grave emergenza di Milano. È che adesso la città è governata da politici il cui unico interesse sono le mazzette: vengono da rimpiangere perfino i socialisti degli anni 80, che amavano le mazzette allo stesso modo, ma almeno avevano qualche scintilla di interesse culturale per cui davano spazio ai nuovi fermenti
e ancora…
Oggi, se io fossi un’artista di fuori Milano, non verrei di sicuro a stare qui: per cosa? Non è nemmeno più come negli anni 60, quando i dischi erano vitali, perché erano l’unica cosa che ti potessero far conoscere. Se io fossi un giovane musicista di… che ne so, di Parma, me ne starei lì, cercando di suonare il più possibile in giro, cercando di promuovermi su Internet, ma non verrei a Milano, dove non c’è nulla.
Un deserto dei tartari insomma, dove le nuove generazioni solo al palo, asfissiate da un’aria pesante, oppressiva. Poco tempo fa, nel suo famoso opuscolo distribuito ai milanesi, la Moratti si vantava di aver aumentato mostre e spettatori. Si parla ovviamente di cultura istituzionale, quella dei musei e dei grandi nomi. Non c’è bisogno di un’analisi approfondita per accorgersi che lo spazio dedicato ai giovani artisti è insufficiente. I buoni propositi ci sono stati. Qualcuno ricorda “La Fabbrica del Vapore“, che nelle intenzioni degli amministratori doveva diventare il quartier generale della giovane creatività milanese? Idea andata in fumo (mai nome fu più azzeccato). Ora la variante si chiama Bovisa Triennale, che è coinvolta in un più ampio progetto che intende far diventare la Bovisa il polo della giovane creatività milanese. Voi cosa dite? E’ davvero messa così male Milano?

14 COMMENTIAGGIUNGI IL TUO
lapo
cosa diavolo centrano i graffiti?
#1 - Scritto il
frankdj
Beh, da musicista ti dico che, in una città come Milano, oggi è molto più difficile suonare rispetto a ieri. Vuoi perchè la SIAE ha aumentato le imposte verso i locali che propongono spettacoli (è controproducente di fatto per la SIAE, quindi si capisce che c'è un disegno "superiore" per questa mossa - non posso credere che siano così "tarati" alla SIAE). Io suono spesso fuori (dall' Italia) perchè lì le cose sembrano non molto cambiate rispetto a quando era, chessò, il 1993. O il 1987 (ancora meglio). Milano è una città chiusa, asfissiata: si è instillato un certo clima di odio e intolleranza, e va da sè che, caso mai fosse stata un'isola felice (lo è stata, in passato), oggi non lo è più. Il binomio Milano-Moratti, a mio parere, è uno dei più sbagliati storicamente (hanno tentato di mettere le mani su molte cose dedicate alla cultura giovanile - parlo del 2009), ma del resto c'è perchè votata dalla maggioranza dei cittadini. Non si può far altro, quindi, che trarre conclusioni come quella che ho descritto sopra. E magari votarsi a qualche santo (non è certo il mio caso, ma non parlo solo per me) affinchè e cose cambino in futuro.
#2 - Scritto il
lady-brinner
Trovo che come analisi sia perfetta e non solo a livello musicale ma artistico in genere. Purtroppo la Milano fermente ed all'avanguardia non esiste più.
#3 - Scritto il
romak
Analisi perfetta. Concordo in pieno pure io. Milano sta diventando sempre più triste, anche se ogni tanto dà qualche timido segnale di ripresa, subito dopo mostra un arretramento ben più consistente (tipo battaglia anti locali)
#4 - Scritto il
frankdj
Però è anche vero che oggi la signora Moratti gestisce un'eredità sociale che le è stata lasciata dai suoi predecessori tempo fa. Ho un ricordo di quando le cose, sotto questo aspetto (artistico-musicale) a Milano, hanno cominciato a prendere una brutta piega: Marco Formentini, l'allora sindaco (1993-1997) ebbe l'idea di imbattersi in una crociata contro gli artisti di strada. Me lo ricordo come se fosse ieri. Chi veniva "sorpreso" a suonare per strada, o a fare qualsiasi altra cosa che non fosse "vivere civile" (grossomodo secondo parametri suoi personali), veniva arrestato o multato, a seconda della presunta "gravità" della situazione. Aldilà dei campanilismi partitici che possono essere letti nel presente messaggio, da ciò che ricordo lì, in quel momento storico, iniziava un degrado in città che oggi ha raggiunto livelli ben più alti di un allarme standard.
#5 - Scritto il
frankdj
Parliamoci chiaro, io vado a Madrid e trovo una città molto versatile, una città per tutti: voglio mangiare spendendo poco? Vado la. Voglio ascoltare musica dal vivo? Vado nella zona centrale, o quella limitrofa. Tutto questo a Milano C'ERA, ma oggi se si decide di fare un giro in centro, sicuramente le boutique di abbigliamento non mancano. Neanche i negozi di pelletteria in genere. Per tutto il resto, se si cerca qualcosa di specifico non massificato, si è costretti ad uscire dalla città. Uno dice: "Vabbè, ma Monza non è tanto distante, dai". Si. E' vero. Ma perchè Monza, ad esempio, offre ciò che neanche Milano offre? Perchè devo andare in Brianza? Perchè mi devo spostare fino a Brescia per trovare un locale pieno di sorrisi sinceri, che mi porgono una birra sorridendo, mentre qui sembra tutto finto? Mah
#6 - Scritto il
chimera
Perfettamente d'accordo. Milano se la sono bevuta e sniffata, adesso rimane, tranne qualche rara eccezione, solo un clima borghese piccolo piccolo, conformista e repressivo.
#7 - Scritto il
lapo
sono andato ultimamente in corso sempione e mi sono , per una volta, guardato anche intorno…brutta gente mamma mia
#8 - Scritto il
markk0
certo che sentire Elio che disserta di cultura è un po' come vedere Berlusconi che tiene lezioni di diritto o di democrazia…
#9 - Scritto il
clockkk
Quando mi son sentito chiedere "Mi fai conoscere Milano?" da un amico che non è di queste parti mi sono sentito in imbarazzo. Se si esclude il centro (ormai ricettacolo di negozi di abbigliamento) e le varie discoteche di "tiro col naso", si fa fatica a trovar qualcosa di interessante. Resta da fare il solito tour delle 2/3 parti interessanti, e rattristirsi ancor di più vedendo come sono diventate. @markk0 evidentemente ti fermi al "sentito dire"
#10 - Scritto il
clockkk
Aggiungo: non dimentichiamoci in Navigli come erano. Tantissimi locali di cabaret (spesso in dialetto Milanese), locali di musica dal vivo. Questa era la bella Milano: ora si gioca a caccia alla tangente, o a caccia all'immigrato. Si cammina a testa bassa muovendosi in automatico, immersi nei propri libri sui mezzi pubblici come a voler ostentare ancora quella vena di città "colta", ma che ormai ha lasciato spazio all'intolleranza verso qualsiasi cosa che intralcia il cammino verso il posto di lavoro / palestra. Peccato.
#11 - Scritto il
iocane
@markk0 è evidente che non sai di cosa parli. elio è una persona dalla cultura vastissima. basti il fatto che è laureato in ingegneria e nello stesso tempo diplomato al conservatorio. considera poi che sta portando in giro spettacoli legati al futurismo e alla musica lirica nonchè all'evoluzionismo darwiniano. senza contare le numerose letture "classiche". si, non sai proprio di cosa parli. informati.
#12 - Scritto il
Sidwell 77
Se Milano fosse uno studente delle scuole medie riceverebbe questo giudizio sul pagellino del quadrimestre: ' Ha ottime potenzialità ma non le sfrutta '. La cosa piu triste della nostra città è che non fa NULLA (o comunque poco in proporzione al bacino d'utenza) per indirizzare un certo target di cittadini verso le arti. Io sono musicista, non capisco una mazza di scultura o di pittura…..Se però fossi stimolato, ci fossero iniziative pubblicizzate in giro, spazi dinamici dedicati, probabilmente mi sveglierei dal mio torpore in materia e farei un salto a vedere….poi da cosa nasce cosa… La scena musicale che invece conosco molto bene è ancora più povera…moribonda direi. In Milano ci saranno una manciata di locali in cui si suona…e là dove si suona e sempre la solita triste (non me ne vogliate, è un parere personale) cover band che propone sempre i soliti classici. E' utopia girare per Milano ed imbattersi in una band alternativa ed è pieno , pienissimo di giovani bands piene di voglia ed idee. Ritengo che Milano abbia fatto un ottimo lavoro dal punto di vista dello sport con 'MilanoSport'. Non posso dire altrettanto del punto di vista delle Arti.
#13 - Scritto il
frankdj
Sì: per essere gentili, si può dire che questa Milano è proprio miope. Speriamo in un'altra Milano, in futuro. Anche perchè se avessi i mezzi non esiterei ad andarmene: arrivare a Milano solo da turista potrebbe essere un modo di dare una svolta considerevole alla propria vita.
#14 - Scritto il