"Onde" anomale all'ospedale Buzzi

Sono anni che questa storia è di dominio pubblico, anche grazie ad un interessamento di Mi manda RaiTre del 20 dicembre 2000 (vedete l'archivio delle Teche RAI), ma sembra essere tornata ultimamente di attualità, dopo che alcune mamme si sono dovute rivolgere ad altri ospedali perché l'inquinamento elettromagnetico all'ospedale dei bambini Buzzi aveva reso inutilizzabili persino le macchine per le ecografie e le interferenze sugli schermi rendevano impossibile individuare il sesso del nascituro.

La responsabilità sembra di un'antenna (abusiva) che, da anni, trasmette da una via vicina all'ospedale e che è sembra essere causa di strani fenomeni all'interno di esso.

Se è vero che non ci siano dati certi su ciò che queste radiazioni possano fare sull'uomo, alcuni dipendenti sono pronti a farci ascoltare normali telefoni dove le interferenze sono così forti da poter sentire comodamente la radio oppure bilance di precisione che si starano continuamente e sembra strano che questi effetti siano dovuti da "radiazioni nei limiti di legge", come accertato anni fa.

Preoccupano queste notizie, soprattutto, quando si viene a conoscenza di defibrillatori che non funzionano e di interferenze che rendono inutilizzabili la maggior parte dei macchinari che compongono un moderno ospedale e le sale operatorie.

Viene da chiedersi come mai sia possibile che i controlli sulla potenza delle radiazioni, soprattutto in un ospedale, non vengano fatti periodicamente e a sorpresa, ma ci si accontenti di farli una volta e poi si consideri sempre costante questi valori.

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