
Le piste ciclabili sono proprio scarsine a Milano, e questo è già un fattore di malcontento per molti fan della bicicletta. Spesso è però anche il modo in cui le (poche) piste vengono realizzate ad essere oggetto di critiche: ad esempio qualche settimana fa proprio su queste pagine vi abbiamo raccontato della Lotto-Monterosa, che qualcuno ha definito la “peggiore di Milano”.
Date però un’occhiata alla foto qua sopra (che ho scovato sul sito dell’onlus Ciclobby, autore Federico Bursi): un bel cartello con due pali in mezzo alla pista di Corso Garibaldi, con tanto di freccia che sembra suggerire di andarci addosso, con un effetto a dir poco demenziale.
Parafrasando un libro un po’ vecchiotto, ma sempre di successo, potremmo dire che “è più facile per una bici passare per tra due paletti che per il Comune realizzare una pista decente“.
Foto | Federico Bursi / Ciclobby.
paviglianiti
13 nov 2009 - 10:08 - #1c’è anche una bici posteggiata in mezzo. ahi ahi ahi…
lapo
13 nov 2009 - 11:04 - #2ma che ostacoli
è un percorso a punti, ti ridanno quelli persi ai semafori
Manuele Mariani
13 nov 2009 - 14:29 - #3se non fosse per la segnaletica e gli orrendi ed abusivi adesivi (se qlcn passa di là li tolga) sulle parigine, sembrerebbe quasi di stare finalmente in una città civile europea !
raimundo-blanco
13 nov 2009 - 16:25 - #4Qui bisognerebbe indagare su quali informazioni comunica quel cartello e se non era possibile posizionarlo con un supporto semplice (unico palo) in linea con le parigine.
Sarebbe curioso sapere chi è il collaudatore dell’opera, magari con una ricerca in comune si può risalire a chi è fargli una bella intervista.
lady-brinner
13 nov 2009 - 18:02 - #5Ma siete sicuri che sia Corso Garibaldi nella foto? Forse sbaglio ma non mi sembra proprio…
kiri
13 nov 2009 - 19:22 - #6sul discorso di chi progetta cosa, sarebbe bello aprire un dibattito sulla progettazione dei parco giochi…nel senso di disposizione dei giochi e che giochi posizione…un’altra ricerca del genio nascosto ma mooooolto nascosto!
Maxolo da mò
13 nov 2009 - 19:52 - #7è corso Garibaldi, e la pista di seguito gira a sinistra in via Cav di santo sepolcro dove continua solo a beneficio dei pedoni che la occupano interamente e non ne vogliono sapere di stare sul lato giusto del marciapeide, il bello arriva quando si incrocia v. Solferino dove le parigine delimitano la pista fino a dove ci sono i negozi ad angolo, e li la pista è libera per il parcheggio selvaggio, la continuazione naturale della pista poi è in via San Marco, arrivando dietro al Corriere della sera la pista è lasctricata di mattoncini anticiclista e in questo caso sono i ciclisti che invadono su quel tratto il marciapiede liscio. Direi che il cartello qui citato serve a rendere insulso o inutile anche questo tratto, quindi si può dire che abbia una sua funzionalità.
raimundo-blanco
13 nov 2009 - 20:30 - #8Comunque guardando meglio questa pista, c’è da dire anche non rispetta nessuna delle norme regionali sulle piste ciclabili, e la cosa è abbastanza imbarazzante. Come scrivevo qualche post fa, sempre in merito alle ciclabili, mi occupo per lavoro di progettazione anche di piste ciclabili e mi chiedo come una roba del genere possa esistere.
Per quello che dice Kiri invece, occupandomi anche di parchi e parchi gioco, voglio dire che la progettazione di queste opere è spesso privata, in quanto opere a scomputo oneri, ma di fatto il comune pone un veto fortissimo si ogni scelta. Alcune anche illogiche, ma così è.
Sarebbe bello poter approfondire certi discorsi, perchè, vi assicuro, regna davvero un clima ed un modus operandi spesso assurdo, illogico, insensato.