Stanze del buco a Milano? La proposta arriva in giunta

La proposta di Marco Cappato dei Radicali. Ma di che si tratta?

Difficilmente arriveranno davvero le stanze del buco a Milano. E certo la questione è molto controversa, anche se va detto che in alcune delle città in cui sono state sperimentate (Ginevra o Copenhagen) i risultati sono stati molto positivi. Adesso si prova a far partire una sperimentazione simile a Milano: la proposta è stata presentata da Marco Cappato dei Radicali ed è appoggiata da due consiglieri di Sel, uno della Federazione della Sinistra e uno del Pd.

Per il resto, opposizione totale. Ed è per questo che difficilmente avrà un seguito il testo depositato che impegna la giunta ad aprire a Milano le stanze del buco entro sei mesi da quanto il documento sarà votato. Si tratterebbe di stanze salvavita da iniezione in spazi pubblici al momento inutilizzati e utilizzando criteri che garantiscano il minimo impatto con il tessuto abitativo esistente.

Ma cosa sono le stanze del buco? Si tratta di luoghi protetti e garantiti dal punto di vista igienico che consentono ai tossicodipendenti di consumare droghe sotto la stretta sorveglianza del personale medico. Dove si potranno anche far analizzare gli stupefacenti per verificare che non contengano sostanze pericolose. Ancora più pericolose di quanto già non siano.

Non si tratta ovviamente di stanze ricreative, dove rinchiudersi per fumarsi una canna o ingoiare pastiglie varie in santa pace e sotto controllo medico, ma di qualcosa che nasce per tutelare la salute di chi è tossicodipendente da sostanze pesanti, in primis l'eroina, e possa in questo modo condurre una vita dignitosa, utilizzando siringhe sicure, assicurandosi di non iniettarsi sostanze tagliate con veleno per topi e magari seguire una terapia per giungere a una disintossicazione. Per alcuni, quindi, una battaglia di civiltà. Per altri una mostruosità ideologica.

Vermont Battles With Deadly Heroin Epidemic

  • shares
  • Mail