Una moschea a Milano per Expo 2015? Il video del Caim

In pole position rimane il Palasharp.

Il tentativo di creare una vera e propria moschea a Milano in tempo per l'Expo 2015 non è certo una novità, è anzi una richiesta che molte associazioni milanesi portano avanti da tempo, approfittando del fatto che, com'è ovvio, con l'esposizione universale arriveranno anche moltissime persone di fede islamica che avrebbero così un luogo di culto.

E per rafforzare la richiesta, il Caim, una delle principali associazioni a Milano, lancia un videopromozionale in cui molti giovani, con o senza velo, spiegano le loro ragioni: "Perché sono italiano, sono milanese, sono musulmano"; "perché è un nostro diritto costituzionale"; "perché come in Egitto vedo le chiese, così a Milano mi piacerebbe vedere le moschee".

Il tutto sotto il payoff "Moschea a Milano? Sì prego!". Come già fatto in passato, il Caim si dichiara disponibile ad accollarsi interamente le spese per portare a termine il progetto: "Non chiederemo un centesimo al Comune. Abbiamo atteso anni e oggi ai padri e alle madri si sono aggiunti i figli e le figlie, a volte anche i nipoti a sognare e chiedere la realizzazione di un grande luogo di culto, di cultura e di socialità per la comunità islamica e per tutta la cittadinanza", spiega Davide Piccardo, coordinatore Caim.

Ma dove potrebbe farsi questa moschea? Una delicata e lenta trattativa si sta svolgendo fra il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris, alcuni imprenditori italiani e stranieri, oltre che ovviamente i rappresentanti delle comunità musulmane riconosciute nell’albo delle religioni. Un progetto di massima per un nuovo luogo di culto da costruire nell’area dell’ex Palasharp è stato presentato ufficialmente a Palazzo Marino.

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