La mappa dei luoghi abbandonati di Milano: il comune punta al recupero

204 luoghi abbandonati in città: ex fabbriche, grattacieli, cascine e non solo.

Troppi luoghi abbandonati a Milano. Esattamente 204 secondo Palazzo Marino (qui trovate una mappa, anche se non quella del Comune), che punta ad appropriarsi di quelli inattivi da oltre 5 anni e per il 90% della loro superficie. Tra questi spunta anche quella torre Galfa fino a poco fa di proprietà di Salvatore Ligresti e che è stata al centro di parecchie polemiche, ultima delle quali in seguito all'occupazione temporanea da parte dei ragazzi di Macao. Ma qual è l'obiettivo della giunta? Cos'è che fa sì che l'opposizione che si spinga addirittura a parlare di "esproprio proletario"?

Il punto è che Pisapia vuole costringere i proprietari a eseguire interventi di messa in sicurezza, ripristino, pulizia, recupero edilizio. 60 giorni dopo aver ricevuto questa diffida, i proprietari devono presentare un progetto preliminare per la sistemazione, la manutenzione o per la riconversione funzionale. Se ancora il tempo passa senza che i proprietari facciano nulla, il Comune si riserva di iniziare lui i lavori. Salvo accollarli al proprietario. E infine, il Comune potrebbe dare una destinazione pubblica ai quei luoghi.

Una misura di sinistra-sinistra che sulla carta non è male per niente. Anche se è davvero difficile che un testo del genere passi senza subire modifiche pesanti. Vedremo tra qualche tempo cosa uscirà dalle discussione del consiglio comunale e se si riuscirà - come negli obiettivi della giunta - a "ricucire il tessuto urbano di Milano" rimettendo in funzione tutti quei luoghi abbandonati che restano come scheletri a punteggiare la città.

Ma quali sono questi luoghi abbandonati? Tra i 204 troviamo parecchi cinema, come il Cinema Maestoso, ma anche lo Splendor, il De Amicis, il Luce, l'Adriano e altri ancora. Ci sono poi gli uffici postali, da quelli di via Tirone e via Massarenti fino al più famoso di piazzale Lugano. E ancora strutture polifunzionale come la "nave" di piazzale Accursio e ancora fabbriche e cascine. Troppi luoghi, spesso con una storia importante alle spalle, di cui la città si è a lungo dimenticata.

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