
Prostituzione: quindici donne multate in viale Sarca e viale Ortles. Ebbene sì, l’ordinanza anti-prostituzione – risalente a novembre 2008 – del sindaco Moratti è tuttora in vigore, il Corriere se ne è occupato in primavera dedicandoci un bell’articolo dal titolo significativo: “Le multe? Me le fanno e le butto via”.
La polizia di Milano ha dunque effettuato tra ieri notte e stamattina un monitoraggio di viale Sarca e viale Ortles multando quindici lucciole, in maggioranza dell’Europa dell’Est, con la sanzione di 500€ prevista dall’ordinanza. E intanto l’assessore alla Salute Landi – che sostiene sul Corsera di ieri che una prostituta su due a Milano sia sieropositiva – propone la riapertura delle case chiuse.
Foto | Milano notturna by Flickr
M.s.m.
25 nov 2009 - 13:25 - #1“(…) propone la riapertura delle case chiuse”
Campa cavallo, se ne parla dall’entrata in vigore della Merlin (e più merli quelli che le sono andati dietro)
Francostars
25 nov 2009 - 17:27 - #2Spettabili cittadini,
Di recente sono state approvate disposizioni legislative che hanno permesso l’emanazione di alcuni provvedimenti degli Enti Locali, come le Ordinanze Sindacali, i quali si stanno sostituendo alle norme nazionali e stanno introducendo divieti ed obblighi che queste non prevedono.
Tali disposizioni stanno causando una frammentazione del suolo italiano in più ordinamenti giuridici, simili a quelli di Stati quasi indipendenti, corrispondenti al territorio dei vari Comuni in questo Paese.
Con la presente, in caso si venisse sanzionati per una violazione di qualsiasi Ordinanza che non ricalchi i divieti delle leggi nazionali, pongo l’invito a svolgere l’atto di relativo ricorso, scrivendo una tesi difensiva in carta semplice a chi ha emanato il provvedimento locale, ai sensi dell’articolo 18 legge 689/1981.
In tale scritto si può dichiarare il disaccordo sul verbale contestato, poiché le norme statali non prevedono alcun illecito in merito ai fatti compiuti e che l’articolo 54 commi 1 lettera A e 4 del Decreto Legislativo 267/2000, il quale concede il potere ai Sindaci di emanare diverse Ordinanze in materia di Sicurezza Pubblica, non risulta conforme agli articoli 3 e 117 primo e sesto comma della Costituzione Italiana, siccome tali atti dei borgomastri si possono sostituire ai dettami della legislazione nazionale, causando disparità di trattamento dei cittadini che compiono medesimi fatti in diversi luoghi.
Se successivamente si dovesse ricevere come risposta l’Ordinanza-Ingiunzione del relativo verbale, suggerisco di svolgere la pratica di ricorso al Giudice di Pace, chiedendo al detto magistrato di sollevare la “Questione di Legittimità Costituzionale” della normativa succitata (articolo 54 commi 1 lettera A, 4, 4bis, 5 e 7 del Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267), poiché in contrasto con i detti articoli della Costituzione Italiana (3 e 117 primo e sesto comma); i quali dichiarano che tutti i cittadini hanno parità sociale e che la potestà legislativa e regolamentare, spetta solo allo Stato ed alle Regioni senza alcuna delega alle amministrazioni comunali.
Grazie.
Un’osservazione sulle Case Chiuse. Quest’ultime sono proibite dalla Convenzione dell’ONU del 1949 sulla prostituzione che l’Italia ha ratificato in via definitiva nel 1980 e della quale la Legge 75/1958 “Merlin” è una norma d’esecuzione. Alucni Paesi come la Germania e l’Olanda non hanno ratificato la convenzione suddetta, visto che non è obbligatorio ratificarla, poiché non è derivata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
markk0
25 nov 2009 - 18:36 - #3ma veramente il babbeo che ha emesso quest’ordinanza pensa che delle prostitute, magari pure clandestine, paghino le multe?
milanesi, ma chi avete eletto in Comune, Topo Gigio?