Il cemento si mangia Milano

Milano seconda città e Lombardia prima tra le regioni per consumo di suolo.

Non c'è soluzione di continuità tra Milano e molti comuni dell'hinterland. Strade e metropolitane collegano il capoluogo a suoi vicini più piccoli, e i territori "di mezzo" si riempiono di hotel, capannoni, centri commerciali, stabilimenti e quant'altro. È il consumo di suolo, il cemento che si mangia Milano e che avanza senza sosta, un po' come il deserto fa in altre parti del mondo. La seconda cintura dell'hinterland è stata sfondata da tempo e adesso si prepara a conquistare la terza, quelli dei comuni già parecchio lontani dai confini amministrativi della città.

Il risultato è che Milano è la peggior città in Italia per consumo di suolo, superata di un soffio da Napoli. E la Lombardia conquista la maglia nera tra le regioni. Sono i risultati della ricerca condotta dall'Istituto Superiore per la protezione e ricerca ambientare - riportati da Repubblica -, che ha fotografato come sono andate le cose per quanto riguarda la scomparsa del suolo pubblico dal 1956 al 2012.

Sotto la Madonnina, la scomparsa di suolo libero è un fenomeno in crescita dagli anni Settanta: dal 42,8 per cento di terre mangiate nel ‘73, si passa al 58,3 per cento nel 1997 fino al 61,2 nel 2007. Per arrivare al 61,7 a fine 2012, ultimo dato ufficiale disponibile. E tra i peggiori, con la Lombardia che ha il 10 per cento di territorio irreversibilmente occupato da strade, capannoni, case. Che, contando montagne, laghi e dove non si può cementificare, non è poco, 261 i metri quadri di suolo consumato da ciascun abitante.

Percentuali troppo alte, anche se negli ultimi anni la crescita è molto rallentata, che si spiegano andando a guardare il criterio che ha regolato l'espansione urbana: nessuno. Almeno questo è quello che afferma il responsabile del rapporto Michele Munafò: "La percentuale, inquietante, deriva da un’espansione urbana mal regolata o deregolata che avanza oltre che da una mancanza di programmazione strategica che non ha dato importanza alle funzioni del suolo anche per l’ecosistema. E dietro, c’è la crisi di Milano città con la gente che tende a uscire, verso l’hinterland, e porta con sé l’infrastrutturazione del territorio".

In dieci anni in Lombardia sono stati consumati diecimila ettari, ma la cifra che fa davvero impressione sono quei 41mila ettari che oggi sono aree agricole e che nei prossimi anni potrebbero venire urbanizzati. E i primi sintomi ci sono già: le nuove autostrade (Brebemi, Pedemontana, ecc) non solo consumano per conto loro moltissimo suolo, ma sono il "prodromo" delle nuove urbanizzazioni.

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