La musica emergente a Milano parte dalla metropolitana con LiveMi

E' di pochi giorni fa la presentazione di LiveMi, iniziativa che vede coinvolti Comune e ATM e mira al rilancio della musica emergente. A partire da marzo 2010 giovani cantanti e gruppi -per ora italiani, ma si parla di allargare la cosa agli stranieri in vista dell’Expo 2015- avranno spazio per esibirsi in uno spazio apposito nella metro Duomo. Ci sarà anche un contest, con tanto di selezioni e maxi-evento finale, e ci saranno un canale YouTube ed una sezione su iTunes entro cui proporre e commercializzare la propria musica. Direttore Artistico sarà Red Ronnie, lupus infabula, entrato nelle grazie dell'Amministrazione, già con il museo dedicato al rock in piazza Duomo, "Dalla Metropolitana di Milano partirà il rilancio della musica emergente italiana".

Parole grosse quelle di Ronnie alla quale fanno eco quelle della Moratti: "È un modo per animare la metropolitana, un luogo dove spesso si passa di fretta, e per venire incontro all’esigenza di spazi dove i ragazzi possano esprimersi nella loro originalità". Noi, giovani milanesi, già lo avevamo auspicato da tempo: la metro milanese in mano ai musicisti, come ha fatto Morgan tempo fa, anche se solo a scopo promozionale. Anche Formigoni voleva fare della metro di Garibaldi una discoteca. Ma la Moratti, evidentemente posseduta da un virgulto spirito barricadero musicale, prende le difese dei giovani musicisti spesso vessati da mancanza di spazi, dalla crisi della discografia e della mancanza di visibilità.

Come? Con una proposta shock. Ai vertici del suo partito vuole proporre una iniziativa che miri ad imporre per Legge alle emittenti radiofoniche almeno il 30% di musica italiana, di artisti già noti ma anche e soprattutto di emergenti. Il modello da seguire sarebbe la vicina Francia, dove una normativa simile esiste già e sancisce che sia addirittura il 60% del totale la ‘musica nazionale’ da passare. Una proposta che squote il mondo musicale, destinata a fare proseliti. Su Soundblog si è aperto un acceso dibattito. Attualmente prevale la linea liberale "sia fatta la volontà dei network". Voi da che parte state?

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