Gita fuoriporta: da Milano a Campione d'Italia con il pullman gratuito dei giocatori

Campione d'Italia in pullman

Se a mezzanotte va la ronda del piacere, alle 10.30 del mattino – partenza da piazza Duca d'Aosta - c'è quella dei giocatori d'azzardo diretti a Campione, con il pullman messo giornalmente e gratuitamente a disposizione dal casinò. Una volta a destinazione non è obbligatorio entrare nel tempio del gioco: si può visitare la ridente exclave Svizzera, ma sarebbe un "viaggio mutilato".

Anche senza roulette e slot machines, in qualche modo, si verrà salassati. Basta prendere un caffè o un panino in un baretto sul lungolago. Come sempre curioso dei baratri nei quali può affondare l'essere umano, in un anonimo lunedì lavorativo, decido di indagare su chi sono i fruitori di questo pregevole servizio.

Alla fermata dell'autobus vicino all'hotel Gallia trovo una ciurma di pensionati. Si capisce che questo pendolarismo italo-svizzero è una loro routine semi-quotidiana: tutti si conoscono, sono tutti “amici di gioco”. Se qualcuno non c'era, il giorno prima, gli altri chiedono le ragioni dell'assenza.

Campione d'Italia in pullman
Campione d'Italia in pullman
Campione d'Italia in pullman
Campione d'Italia in pullman
Campione d'Italia in pullman

I giocatori d'azzardo si possono sintetizzare in due categorie: quelli che credono che sia possibile individuare un sistema matematico per vincere e quelli che si affidano devotamente alla fortuna, e cercano di ingraziarsela con pellegrinaggi religiosi. Un'anziana signora mi racconta che era tra le 50.000 persone presenti alla beatificazione di Don Gnocchi e questo le porterà fortuna. Magari nel futuro.

Col pullman dei giocatori non ci sono fermate intermedie, si va dritti verso il casinò con i risparmi in borsetta e nella speranza che sia la volta buona: quella del jackpot. Invece ogni giorno, per questi pensionati pendolari, la storia si ripete. Sempre più o meno uguale.
Campione d'Italia in pullman
Campione d'Italia in pullman
Campione d'Italia in pullman
Campione d'Italia in pullman

Un arco ci accoglie a Campione, una piccola isola d'Italia in territorio svizzero, separata dal Belpaese da un lago. Qua le targhe sono svizzere, la moneta corrente svizzera e gli stipendi più svizzeri che mai. Eppure siamo in provincia di Como. Dei poco più di 2.000 abitanti, un quinto lavora al Casinò, le cui entrate permettono agli abitanti di pagare tasse irrisorie e vivere come nababbi. Nonostante questo ci si lamenta, come altrove. Un pensionato che incontro in via Roma era straordinariamente irritato per aver dovuto pagare i 2 euro per votare alle primarie del PD. SUV e BMW costellano gli ordinati parcheggi del paese.

Prima di entrare al casinò a seguire le sorti dei miei compagni di viaggio milanesi faccio quattro passi per il paese ricco e malinconico, soprattutto di giorno. Di notte, tra locali e night club, è tutta un'altra cosa. Nella piccola piazzetta c'è un tris di banche. Ma è nulla in confronto a Lugano, dall'altra parte del lago. Forse i luganesi insonni mentalmente le contano, per addormentarsi.
Campione d'Italia in pullman
Campione d'Italia in pullman

Il casinò è un'orribile struttura in stile gregottiano, un enorme e spigoloso cubo beige progettato da Mario Botta. Si capisce subito che è un seguace di Le Corbusier. Botta è lo stesso che ha messo mano sulla Scala di Milano per la ristrutturazione del 2002-2004, un vero e proprio archistar che ha dato la sua impronta razionalista a palazzi di tutto il mondo. La struttura del casinò è immensa: piani su piani di slot machines e tavoli verdi. Più si sale di piano più si alza la posta. Ma non bisogna andare troppo in alto per trovare i nostri pensionati. Basta la prima roulette elettronica, a due passi dall'ingresso, con giocate a partire da 50 centesimi di franco. Il minimo possibile. Tutti prendono nota dei numeri usciti. Come se con ciò si potesse prevedere i numeri vincenti. Altri pensionati giocano alle slot machines, nessuno sale a giocare con i croupier i carne e d'ossa dove la posta minima è esagerata per le loro tasche. Un problema salta subito all'occhio: se qualcuno comincia subito a vincere deve comunque aspettare il pullman dellle 17.00 per tornare a Milano. Piuttosto che attendere sarà tentato di giocare ancora una volta, poi un'altra, poi un'altra ancora...

Al ritorno nessuno sembra soddisfatto della giornata di gioco, tutti sono alleggeriti. Ma domani è un altro giorno ed alle 10.30 da piazza Duca D'Aosta (alle 10.00 venerdì, sabato e domenica) parte un altro pullman. Non fa fermate intermedie, ed è gratis!

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