Oggi c’è uno sciopero: venerdì 11 dicembre, per otto ore, i lavoratori del comparto pubblico incroceranno le braccia: indetto dalla CGIL, porterà in piazza migliaia di persone, a Roma e anche a Milano. Fate attenzione se passate dai dintorni di Porta Venezia, perché il concentramento delle delegazioni provenienti dalle varie regione del nord Italia sarà lì, alle 9,30.
Il corteo poi proseguirà verso piazza del Duomo e si concluderà in piazza San Babila. Sconsiglio decisamente di muoversi in auto in quei paraggi, prevedo viabilità bloccata. Poi raccontateci voi se questo sciopero ha avuto qualche effetto pratico, visto che i settori interessati sono settori con cui bene o male abbiamo a che fare sempre - sanità, pubblica amministrazione, scuola…
balconefiorito
12 dic 2009 - 13:36 - #1Ciao, e “complimenti per la trasmissione”: ho scoperto da poco questo blog milanese e lo trovo molto utile e affascinante. Riguardo allo sciopero+corteo di ieri, posso raccontare la mia esperienza. Non sapevo di entrambe le manifestazioni, colpa mia, per una serie di impegni non avevo avuto tempo di controllare questo blog e altre news milanesi; ma dai commenti uditi per strada, molti altri erano all’oscuro. Mi trovavo verso le 11 sulla 54, con la mia anziana zia, per andare a vedere il San Giovannino di Leonardo. Il bus ci ha scaricati tutti dalle parti di piazza Tricolore, ma l’autista non ha spiegato dello sciopero: ha solo detto che c’era una manifestazione in centro. Così mia zia e io abbiamo dovuto farcela a piedi; non una gran distanza, ma nel caos più assoluto, perché corso Monforte e le trasversali erano COMPLETAMENTE intasate.
In San Babila abbiamo trovato la manifestazione. Io neppure sapevo di che si trattasse, ma sapevo una cosa: le urla e i fischietti erano così assordanti che non si riusciva a parlare. Milano è già una città stressante: so qualcosa delle malattie da stress, ignorate da molti, e quella situazione poteva concretamente causare crisi di panico. (L’ha causata a me, ma non ne faccio un caso personale, per fortuna sono più resistente di altri.)
Inoltre una delle bandiere sembrava deridere: “La funzione pubblica”. Ehm… un ospedale non è anch’esso una funzione pubblica? E un’ambulanza che avesse dovuto raggiungere rapidamente il Policlinico in via Sforza, cosa avrebbe fatto? Non c’era spazio fisico per farla passare.
In piazza del Duomo, nuove urla assordanti, al punto che se uno fosse stato interessato a capire di che si trattasse e partecipare, non era possibile: le parole andavano perse nel rumore e nella rabbia di chi urlava nel microfono. In effetti, non so quali saranno i “numeri ufficiali” della partecipazione, ma la piazza era popolata molto sparsamente. Avevamo appuntamento con un amico all’ingresso della Galleria, ma abbiamo dovuto rifugiarci giù in Feltrinelli. Sembrava di scendere in un bunker per sfuggire a un attacco aereo.
Non giudico le motivazioni della manifestazione, probabilmente ragionevoli. Metto in dubbio le modalità. E’ giusto protestare per difendere i più deboli, ma è giusto farlo in un modo che angoscia e mette in pericolo altri deboli? Se mi rispondete “fatti crescere una pelle più spessa”, io rispondo: volentieri, io posso farlo, ma gli altri? Se mia zia fosse stata da sola? Non ci sono altri modi per far valere le proprie ragioni?
markk0
12 dic 2009 - 19:20 - #2altri modi per fare valere le proprie ragioni?
si, certo, ti compri un governo e la carica di Presidente del Consiglio e poi ti fai delle leggi ad hoc…
…ops, l’hanno già fatto!
markk0
12 dic 2009 - 19:21 - #3ah, a proposito, l’unica altra alternativa alle manifestazioni di piazza sarebbe, temo, quella di prendere zaino e fucile e salire sulle montagne, comi i nostri nonni sono già stati costretti a fare 50 anni addietro…