Via dell'Innovazione diventerà via Craxi? La storia della statua di Aulla

craxi aulla ste

Intanto, buon anno a tutti i lettori di 02blog: in questi giorni, una delle notizie che avete più commentato, è una notizia, diciamo, di toponomastica. Decisamente discutibile, l'idea di intitolare una via a Bettino Craxi: profeta della Milano da rubare, più che della Milano da bere, l'ex leader socialista morì il 19 gennaio di dieci anni fa, latitante, ad Hammamet. A breve ci sarà quindi il decennale della sua scomparsa.

Amato - e odiato - quando comandava, come gestiva il Potere Craxi? A Milano, la città che vorrebbe ricordarlo con una via, per esempio piazzando il cognato, Paolo Pillitteri, come sindaco. Pillitteri, primo cittadino dal 21 dicembre 1986 al primo gennaio 1992, aveva sposato la sorella del leader socialista. Tac: poltrona da sindaco in pelle umana. Pillitteri poi mica era cattivo. Ma è il metodo, che non va.

Milano non arriverebbe però prima, nel ricordare lo statista, comunque di un'altra caratura rispetto ai nani che circolano oggi, visto che già una decina di anni fa, Aulla, in provincia di Massa, paesino della Lunigiana, dedicò a Craxi un monumento in marmo, e una piazza. Tutto vero: ci sono stato ad Aulla, la statua è quella della foto sopra, e c'è anche, se ben ricordo, una piazza Martiri di Tangentopoli...

Foto | Flickr

La piazza ai Martiri fu inaugurata dieci anni fa

Sono cinquecento, i reduci del garofano, radunati qua ad Aulla per l' inaugurazione del monumento alle vittime di Tangentopoli. Una stele di marmo alta quattro metri, alla base le mani scolpite delle vittime che chiedono giustizia. Il sindaco preferisce chiamarle: "I martiri della persecuzione comunista". L' idea del monumento è sua, di Lucio Barani, socialista, medico, 47 anni, craxianissimo. Eletto col 70 per cento di preferenze, sindaco da dieci anni di Aulla, al confine tra Liguria e Toscana. "Comune dedipietrizzato", dice il cartello stradale, altra ideina del sindaco. Prima città ad aver dedicato a Craxi una piazza. Diecimila vittime di Tangentopoli, ha fatto i conti Barani

La statua invece viene svelata nel febbraio del 2003:

La piazza è sovrastata dalla statua di Bettino Craxi voluta dal sindaco di Aulla, Lucio Barani. Davanti è stato montato il palco per le orazioni ufficiali dell’intitolazione che stamani sarà coperto da migliaia di garofani rossi. A vigilare sull’incolumità del marmo, dopo che nessuna compagnia assicurativa aveva voluto attivare la polizza contro possibili danneggiamenti, da ieri vi sono vigilantes privati

oggi c'è ancora la statua, non c'è più Lucio Barani, il craxianissimo primo cittadino aullese, che dedicò al suo leader cotanta postuma riverenza. Ha perso le elezioni, e via. Anche a Roma, si era parlato di intitolare una via a Bettino Craxi, fu anche approvata la mozione in consiglio comunale, poi finì tutto nel nulla

Piero Fassino lo disse già nel 2007: «Craxi fa parte del Pantheon del Pd come Rosselli, Matteotti, Nenni, e Pertini», perché «il Pd è il luogo in cui si riconoscono le grandi culture come quella socialista». Ma la vera riabilitazione dell’ex leader del Psi spetta a Walter Veltroni. Era il 3 luglio del 2007 quando il Campidoglio, allora sotto la sua guida, approvò a maggioranza una mozione che impegnava il sindaco e la giunta a intitolare una via a Craxi, ottenendo il plauso del centrodestra e della figlia Stefania, e le aspre critiche di sinistra e dipietristi. Non se ne fece nulla, tanto che nel luglio scorso è stato il nuovo sindaco Pdl di Roma Gianni Alemanno ad annunciare di voler avviare le procedure per dedicare una via all’ex leader Psi, proponendo, in stile bipartisan, strade anche per Giorgio Almirante, Enrico Berlinguer e Amintore Fanfani

Nella distinzione un po' manichea tra "Craxi = ladro & latitante" e "Craxi = martire & perseguitato", la verità sta come sempre nel mezzo: non è stato solo un pluricondannato, autoesiliatosi per sfuggire alla giustizia, è stato chiaramente anche uno statista, come vi scrivevo prima, gigante, rispetto a chi vediamo ora.

E' vero anche, che ha pagato per tutti, più di tutti, più di molti altri, che ora ci ritroviamo davanti allo schermo del telegiornale delle 20: ma non sembrano onestamente motivi sufficienti per dedicargli una via. Allora, come suggeriva provocatoriamente un amico, dedichiamola a uno che ha pagato davvero, con la galera, le sue colpe e che le paga ancora: il nome? Renato Vallanzasca.

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