Saldi a Milano: dal 2 gennaio per sei settimane, avete comprato qualcosa?

saldi a milanoDa ieri sono partiti i saldi a Milano: il tg regione raccontava di epiche code neoproletarie davanti alle vetrine delle grandi griffe, mentre per quanto riguarda i negozi di abbigliamento non strafirmato, tutto regolare. Cioè, come non vorrebbero gli esercenti, che credo guardassero con discreta invidia ai servizi di security fuori dalle vetrine più prestigiose - ricordate il post su Montenapoleone un anno fa? C'erano zero code.

Quest'anno, alla facciazza della crisi, alcuni italiani sembrano desiderosi di mettere mano al portafogli: e chiaramente il Giornale ci ironizza

Per i saldi partenza record con schiaffo alla crisi. L'Italia che piange in tv perché non riesce ad arrivare a fine mese, le famiglie che stringono la cinghia per fare la spesa, i consumatori indebitati, sono stati tutti contagiati dalla febbre degli sconti, tanto che ieri hanno preso d'assalto i negozi delle città. «Mai vista così tanta gente», hanno scandito a fine giornata, in un coro unanime, i commercianti di Milano e Roma che hanno fatto affari d'oro. Dalla capitale arriva il primo dato: più 10 per cento rispetto al 2009

il quotidiano feltrista fa il solito giochino del prendere una parte per il tutto. A riguardo dei consumi degli italiani - e in questo caso, sì, di solo una certa fascia di italiani, è sempre interessante rileggere una vecchia intervista di Tommaso Labranca, che potete leggere integralmente su blackmailmag...

Vivere e lavorare rappresentando a se stessi degli obiettivi allucinanti: ore ed ore in palestra per farsi un fisico da divo della fiction e, soprattutto, comprare, comprare, comprare...hai scritto: “Per nascita, il neoproletariato ha le mani bucate”...
Per essere un neoproletario di successo bisogna spendere, anche perché gli orpelli che ti garantiscono il successo cambiano a scadenze mensili. I ricchi non spendono. Comperano un cappotto costosissimo, ma poi lo usano per anni. Sono i poveri che buttano via tutti i loro soldi per acquistare cose che poi butteranno via dopo pochi mesi. Per questo sono poveri. Perché ieri hanno comperato gli occhiali da sole scuri, oggi hanno dovuto comperare quelli semitrasparenti. E alla fine dello stipendio resta poco


Su la Stampa

invece, si trova un resoconto interessante su cosa sia accaduto proprio in uno dei templi di questo genere di consumismo: ovvero, l'equivalente piemontese del "nostro" outlet di Serravalle - qui potete rileggervi il nostro memorabile reportage, opera di Gianluca Longhi - il Vicolungo Outlet di Novara:

Code eterne sulla Torino- Milano, casello intasato, carabinieri e polizia impegnati sin dal mattino per smistare la massa che si stava dirigendo verso l’Outlet di Vicolungo per la prima giornata di saldi. Sono arrivati in 50 mila (...) Fuori dal casello le auto sono state lasciate nei campi a ridosso dell’outlet (...) Nei negozi la calca, alle 11, raggiunge già livelli altissimi. La gente si insinua tra gli scaffali, i cestoni con gli articoli a prezzi minori vengono svuotati in un batter d’occhio

Anche dalle nostre parti, non è che le cose andassero molto meglio: ieri sono finito all'Ikea di Carugate. Se avete presente, si trova al centro di un "distretto" di centri commerciali: c'erano code da primo agosto, da esodo vacanziero. Ma tutti andavano al Carosello, evocazione 60's di un gigantesco mall all'interno del quale c'è l'unico Apple Store del nord Italia.

I fotografi dell'ANSA hanno ritratto questo piccolo evento nazionalpopolare, i saldi invernali, in una bella serie di immagini. Voi avete comprato qualcosa? Se la risposta è no, i saldi durano ancora sei settimane, per cui c'è ancora un po' di tempo.

Foto | Flickr

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