Da ieri sono partiti i saldi a Milano: il tg regione raccontava di epiche code neoproletarie davanti alle vetrine delle grandi griffe, mentre per quanto riguarda i negozi di abbigliamento non strafirmato, tutto regolare. Cioè, come non vorrebbero gli esercenti, che credo guardassero con discreta invidia ai servizi di security fuori dalle vetrine più prestigiose - ricordate il post su Montenapoleone un anno fa? C’erano zero code.
Quest’anno, alla facciazza della crisi, alcuni italiani sembrano desiderosi di mettere mano al portafogli: e chiaramente il Giornale ci ironizza
Per i saldi partenza record con schiaffo alla crisi. L’Italia che piange in tv perché non riesce ad arrivare a fine mese, le famiglie che stringono la cinghia per fare la spesa, i consumatori indebitati, sono stati tutti contagiati dalla febbre degli sconti, tanto che ieri hanno preso d’assalto i negozi delle città. «Mai vista così tanta gente», hanno scandito a fine giornata, in un coro unanime, i commercianti di Milano e Roma che hanno fatto affari d’oro. Dalla capitale arriva il primo dato: più 10 per cento rispetto al 2009
il quotidiano feltrista fa il solito giochino del prendere una parte per il tutto. A riguardo dei consumi degli italiani - e in questo caso, sì, di solo una certa fascia di italiani, è sempre interessante rileggere una vecchia intervista di Tommaso Labranca, che potete leggere integralmente su blackmailmag…
Vivere e lavorare rappresentando a se stessi degli obiettivi allucinanti: ore ed ore in palestra per farsi un fisico da divo della fiction e, soprattutto, comprare, comprare, comprare…hai scritto: “Per nascita, il neoproletariato ha le mani bucate”…
Per essere un neoproletario di successo bisogna spendere, anche perché gli orpelli che ti garantiscono il successo cambiano a scadenze mensili. I ricchi non spendono. Comperano un cappotto costosissimo, ma poi lo usano per anni. Sono i poveri che buttano via tutti i loro soldi per acquistare cose che poi butteranno via dopo pochi mesi. Per questo sono poveri. Perché ieri hanno comperato gli occhiali da sole scuri, oggi hanno dovuto comperare quelli semitrasparenti. E alla fine dello stipendio resta poco
Su la Stampa invece, si trova un resoconto interessante su cosa sia accaduto proprio in uno dei templi di questo genere di consumismo: ovvero, l’equivalente piemontese del “nostro” outlet di Serravalle - qui potete rileggervi il nostro memorabile reportage, opera di Gianluca Longhi - il Vicolungo Outlet di Novara:
Code eterne sulla Torino- Milano, casello intasato, carabinieri e polizia impegnati sin dal mattino per smistare la massa che si stava dirigendo verso l’Outlet di Vicolungo per la prima giornata di saldi. Sono arrivati in 50 mila (…) Fuori dal casello le auto sono state lasciate nei campi a ridosso dell’outlet (…) Nei negozi la calca, alle 11, raggiunge già livelli altissimi. La gente si insinua tra gli scaffali, i cestoni con gli articoli a prezzi minori vengono svuotati in un batter d’occhio
Anche dalle nostre parti, non è che le cose andassero molto meglio: ieri sono finito all’Ikea di Carugate. Se avete presente, si trova al centro di un “distretto” di centri commerciali: c’erano code da primo agosto, da esodo vacanziero. Ma tutti andavano al Carosello, evocazione 60’s di un gigantesco mall all’interno del quale c’è l’unico Apple Store del nord Italia.
I fotografi dell’ANSA hanno ritratto questo piccolo evento nazionalpopolare, i saldi invernali, in una bella serie di immagini. Voi avete comprato qualcosa? Se la risposta è no, i saldi durano ancora sei settimane, per cui c’è ancora un po’ di tempo.
Foto | Flickr
jason
03 gen 2010 - 11:34 - #1un paio di scarpe con lo sconto del 7,65%! Mea culpa, è un negozio di scarpe artigianali fatte a mano e non aderiscono mai ai saldi. Solamente mi piace andarci quando c’è casino!
Mahhhh
03 gen 2010 - 13:24 - #2Si forse è vero qualcuno ironizza a rigor del vero, sta di fatto che ieri a milano era il delirio!!! in duomo c’era il finimondo e io che lavoro in buenos aires posso confermare ben più del 10% rispetto al 2009!!! C’era la coda già alle 9 di mattina roba che in buenos aires non si vede da anni!!! Quindi si alla faccia della crisi la gente ha tirato fori un sacco di grana!! E dico di più volevo partire per natale con ritorno l’1 così da poter lavorare per i saldi con un budget intorno ai 1000 euro!!! sapete che v dico non c’era un buco da nessuna parte e parlo di mare dell’egitto!!! tutto esaurito alla facciazza della crisi!!! L’agente mi ha detto che mai come quest’anno sono arrivati al 22 che non c’era più un posto vuoto!!!
Quindi c’è qualcosa che non quadra secondo me!!! ah ieri sera sono andato in un ristorante milanese di medio livello La tradizionale!! arrivo e nonostante i fasti del capodanno ho aspettato mezz’ora per entrare alle 22:00 non c’era un posto!!!
Quindi crisi o no la gente spende lo stesso per poi stare con le pezze al cul per mesi!!!
Robe da matti!!!!
chimera
03 gen 2010 - 13:39 - #3anch’io ieri ho visto un mare di gente in centro cariche di pacchetti e pacchettoni - evidentemente l’idea della crisi spinge paradossalmente la gente ad acquistare senza pensarci due volte… finché ce n’è si spende poi si vedrà, non è certo un modo assennato di affrontare la situazione
dottor-d
03 gen 2010 - 13:56 - #4Seguendo il consiglio del tristo Labranca (che ogni tanto, per una questione di statistica, ne dice una giusta) io ho comprato un cappotto costosissimo che intendo usare per anni.
monza
03 gen 2010 - 14:24 - #5No, non ho + soldi. mi spiace non potervi dare un commento ai miei saldi, ma preferisco tenermi i pochi euro rimasti x il mese, in quanto mi sà che mi salta lo stipendio di gennaio……. purtroppo che chi la crisi la sente, non come quei faccia da c..o che si lamentano e poi , come detto prima, partono x il mare x capodanno.
laura fiore
03 gen 2010 - 16:17 - #6beh, io la crisi l’ho sentita, infatti, invece della solita scarpinata di ore per dragare il centro a caccia di occasioni ho fatto un blitz mirato nell’unico posto che considero un must, per l’eccezionale rapporto qualità-prezzo delle scarpe, e cioè Guja, dove sono riuscita ad aggiudicarmi (essi, era una vera e propria gara contro il tempo e altri acquirenti molto aggressivi…) uno splendido paio di stivali a 120 Euro (prezzo di partenza 185 Euro)
massimo-m
03 gen 2010 - 16:27 - #7Io fino ad ora avevo azzerato le spese proprio per l’ansia sul futuro… visto che le cose sono andate bene e non ci sono stati problemi ne tantomeno ne vedo all’orizzonte ho speso un pochetto. Saldi a parte, ovvero ho trovato poca roba in saldo a cui ero interessato ho speso + di 1000 euro.
Ci tengo però a precisare che non avevo fatto ferie estive ne per natale e fine anno.
Comunque confermo che stranamente c’era tantissima gente sia fuori che dentro i negozi. Infine la merce in saldo… solite furbate da venditore… ovvero ho trovato in saldo scarpe che avevo comprato 3 anni fa !!!! le cose recenti non si vedevano (parlo dei marchi rinomati) stranamente erano già finiti ;) o forse non li mettono in saldo.
chimera
03 gen 2010 - 20:07 - #8evidentemente c’è davvero una grande disparità economica, se si va da chi ha speso 100 a chi ha speso 1000 euro… evidentemente la crisi viene sentita in maniera diversa a seconda della fascia di reddito
Lèx80
03 gen 2010 - 22:02 - #9Sono quelli delle “caste” che non risentono della crisi: notai, dentisti, commercialisti, impiegati pubblici non precari, evasori totali e parziali.
Poi anche l’italiano è educato male, pensa di non poter spendere meno di 100 euro per un paio di scarpe. All’estero al massimo ne spendono 30.
massimo-m
03 gen 2010 - 23:54 - #10Lex il tuo è un commento davvero triste e soprattutto da invidiosetto… bah…
chimera
04 gen 2010 - 10:39 - #11non credo si tratti di cattiva educazione, semmai di irrazionalità: lo shopping è una forma di mania collettiva, che accade un po’ in tutti i paesi occidentali nel periodo delle feste o dei saldi… è evidentemente un residuo superstizioso delle antiche cerimonie in cui si macellavano armenti e sprecavano beni (con ecatombi e potlach) pensando che poi la sorte avrebbe compensato lo scempio e quindi il futuro sarebbe stato propizio. in fondo è solo “pensiero magico”: se spreco oggi significa che domani avrò ancora di più a disposizione… ovviamente il tutto razionalizzato dalle leggi di mercato. come è evidente, questa forma di “investimento” non è molto proficua…
massimo-m
04 gen 2010 - 11:33 - #12In poche parole se io spendo 240 euro per un paio di scarpe in realtà sto sprecando soldi per le ragioni che tu dici e non sto comprando qualcosa le cui caratteristiche tecniche o altro consentano di venderlo a quel prezzo ???
Ovviamente è scontato il fatto che uno le compra perchè le deve usare e non per tenerle nell’armadietto….
imho
04 gen 2010 - 12:57 - #13io andrei nelle boutique solo se prendessi 6.000euro al mese di stipendio e non saprei cosa farmene (tanto mica potrei portarmeli nella tomba).
mi fanno troppo sorridere le persone che entrano in questi negozi facendosi fuori il loro misero e stupidissimo stipendio per una borsa (e ne conosco, ne conosco!).
perchè non andate a riguardare il servizio di Report sul lusso (Rai.tv)
Prada paga 26euro per far confezionare una borsa e la mette in negozio a 440.
a voi le conclusioni.
chimera
04 gen 2010 - 13:15 - #14Beh, come sanno tutti i pubblicitari, il prezzo della merce non dipende se non in minima parte dalle qualità fisiche e tecniche del prodotto; il più è legato alla suggestione di piacere che l’oggetto è capace di provocare nel potenziale acquirente e nel desiderio di possesso che viene suscitato in chi quell’oggetto non lo ha ancora; quando un oggetto ce l’hanno tutti, infatti, non vale più nulla e non costa poi tanto. A costare 240 euro non sono le suole in qualche materiale innovativo, ma la materia di cui son fatti i sogni…
Daniele123
04 gen 2010 - 14:44 - #15io invece ne approfitto per parlare dei saldi se sono veri o no
lavoro vicino a c.so buenos aires a Milano
in una famosa catena di negozi per scarpe che inizia per B…
ho tenuto d’occhio 2 diversi tipi di scarpe a dicembre, oggi sono andato per comprarle in saldo e magicamente avevano lo stesso identico prezzo
di prima dei saldi, era solo aumentato il prezzo in origine su cui calcolare il saldo
occhi sempre aperti……..
massimo-m
04 gen 2010 - 16:13 - #16Chimera mi piacerebbe applicare la tua logica agli stipendi degli ingegneri…. proverò e poi vedo cosa mi rispondono ….. ;-)
io pensavo ancora che a fare il prezzo di un bene fosse il mercato… azz questi economisti… secondo me i libricini di marketing che hai letto non li hai compresi molto… prova a vendere qualcosa e applica quella logica poi riscrivi qui e ci facciamo una chiaccherata ;)
chimera
04 gen 2010 - 17:56 - #17caro massimo-m,
un momento, generalizzare è sempre un errore, qui si parlava dei fattori psichici e sociali che influiscono sui saldi, che c’entrano gli ingegneri? il loro stipendio non è un bene di consumo (almeno non ancora, spero…); cmq non ho letto libri sul marketing, perché mi occupo di tutt’altro, ma nel mio lavoro mi è capitato di ascoltare vari addetti del settore moda-pubblicità che mi hanno confermato come questi fattori sono molto attivi, se hai un’esperienza diversa mi piacerebbe conoscerla :)
massimo-m
04 gen 2010 - 18:56 - #18Il realtà il discorso è generico perchè è sempre il mercato che stabilisce quanto valga un bene a meno che non ci si trovi in un mercato di monopolio/oligopolio ..
quindi così come c’è un mercato che dice quanto valga un operaio un ingegnere un manager o uno sportivo lo stesso dice quanto vale un paio di hogan o di tods o altro… quindi il discorso che fai è valido ma nel momento in cui è associato ad un brand riconosciuto.
Se tu fai 1 paio di scarpe uguali alle tods le vendi a 30 euro.. se lo fanno loro a 200… e questo motivo in parte è inputabile a quello che dicevi, ma se tu cercassi di venderle a 200 non ne venderesti neanche 1.
Però il punto è che devi essere tods.. così come devi essere Ferrari o Valentino Rossi o Schumacher…o Nike o Chanel o quel che vuoi… insomma il mercato ti attribuisce quel valore e non il marketing che al massimo cerca di intercettare questo valore.
Il mercato sono coloro che spendono i soldini… quindi…
In definività così come c’è un’azienda che prende un ingegnere per 2000 euro al mese ce ne è un’altra che prende Linus Torvald per 20.000 euro al mese e via dicendo :)
Il realtà il discorso è ben più complesso cmq l’idea di base è questa.
value of brand
chimera
04 gen 2010 - 20:02 - #19sono d’accordo, complesso è senz’altro complesso e come tale è irriducibile a processi di natura lineari… tuttavia, non bisogna dimenticare che, volendo chiamare le cose con il loro nome, il mercato è pur sempre una trasformazione collettiva di fattori psichici primari che sono il sesso e la morte… Eros & Tod, direi che questo è da sempre il brand
imho
04 gen 2010 - 22:24 - #20la quota di mercato è fondamentale per poter essere legittimati a vendere sogni e non semplici scarpe, abbigliamento o accessori vari.
massimo-m
04 gen 2010 - 23:02 - #21imho non sempre conta la quota di mercato. Ferrari vende pochissimo eppure in quanto a sogni probabilmente è il sogno più ambito nel mondo maschile :)
dipende quindi anche dal mercato di riferimento.
chimera, concordo :)