La Milano da cambiare secondo i lettori di 02blog: Darsena, periferie, e corso Buenos Aires

milano da cambiareA metà dicembre scorso avevamo lanciato un sondaggio: sulla Milano da cambiare, sui luoghi della città che secondo voi andavano sistemati, migliorati, e che sostanzialmente il Comune ignorava. Tutto partiva da una serie di articoli del Corriere in cui alcuni esponenti del vippame locale raccontavano i loro luoghi del cuore meneghini.

Primo posto (100 voti) per il cantiere in Darsena: i lavori per il parcheggio hanno ormai assunto i connotati dell'eternità. E proseguiranno ancora, essendo l'eternità un tempo lunghino: dopo il blocco del parcheggio - "Una ferita, non si farà: restituiremo la Darsena ai milanesi" disse Letizia Moratti nel novembre scorso - i costruttori della Darsena Spa non si sono persi d'animo.

Hanno infatti presentato un ricorso al Tar, con il quale sperano di poter ricominciare i lavori, attualmente bloccati, e completarli in un lasso di tempo che va dai 24 ai 36 mesi. L'avventura del parcheggio in Darsena era partita il 24 settembre 2005: ottimisticamente, e se le cose si faranno, dai sette agli otto anni per un parcheggio.

Al secondo posto - 55 voti - si parla di un punto dolente che circonda le aree centrali: riqualificare le periferie. Che messa così, nella forma stringata di un sondaggio significa: migliori servizi al cittadino, gestione dell'edilizia popolare che cancelli gli abusivi e tuteli i regolari, più sicurezza, colmare il gap che separa le zone del centro da quelle esterne, a volte sembra di stare in due Stati diversi.

Terzo posto per i marciapiedi di Corso Buenos Aires, stretti, malconci, e scomodissimi: nei commenti molti avanzano l'idea di chiudere al traffico il corso - se ne parla da trent'anni - ma è facile immaginare che una decisione del genere vedrebbe i commercianti della zona disseppellire rapidamente la motosega da guerra. Ci sono poi da menzionare, molto votate, le riqualificazioni non riuscite.

Una su tutte quella di p.za Gramsci, che, come spiega SalinaLibera nei commenti, era partita da un buon piano, purtroppo non mantenuto:

“P.za Gramsci, fontana spenta e arredo urbano orrendo” Il problema di questa piazza non è l’arredo orrendo e la fontana spenta, essi sono solo il risultato del solito magna-magna di tangenti. Il progetto presentato ad inizio lavori prevedeva un giardinetto verde, una gradevole fontana ed una parte in vetro coperta (detta pagoda) utile per far incontrare i residenti anche col maltempo. Invece a fine lavori ci hanno dato lo schifo di piazza a spigoli vivi, la fontana puzzolente ed inservibile (se l’accendono s’allagano i garage sottostanti) ed una pagoda stile “lasciate ogni speranza o voi che entrate”

Infine, ci sono due punti che credo anche per voi contino molto in quanto a decoro urbano: le parabole e gli split dei condizionatori sui palazzi, una specie di acne che nell'ultimo decennio si è diffusa sui volti della città: le facciate delle case.

Foto | Flickr

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