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Via libera al Beaubourg milanese di Libeskind e adesso via ai lavori?

Pubblicato: 09 gen 2010 da Luca Albani

Commenti dei lettori

Beaubourg Pompidou

Che cosa c’entra un’immagine del Pompidou su 02blog? C’entra, c’entra e vorrei sapere la vostra opinione al riguardo. Tutti noi sappiamo che dal cantiere dell’ex recinto della Fiera sorgeranno tre grattacieli destinati nel bene e nel male a diventare parte integrante della nostra città. Spesso invece si trascura una sorta di “cubo storto” che farà loro compagnia, non l’anno prossimo come diceva la Moratti ma prossimamente.

Il Consiglio di Stato (leggiamo sul Corriere di ieri) ha spianato anche le ultime resistenze al progetto di Libeskind e il suo “cubo” verrà realizzato. CityLife costruirà a proprie spese questa struttura ideata dall’architetto statunitense che nelle intenzioni ospiterà il nuovo polo milanese dedicato all’arte contemporanea (altre informazioni sulla genesi del progetto le trovate cliccando qui).

I giornalisti in questi anni hanno spesso accostato questo museo al Pompidou – anche noto come Beaubourg dal nome della via parigina cui si affaccia. Al di là dei confronti con Parigi dato che il “cubo storto” si farà ed è di sicuro una struttura particolare con il suo moto ascensionale e i giardini pensili… voi cosa ne dite? Ce n’era bisogno? Ma soprattutto, vi piace?

Foto | Flickr

Beaubourg_Libeskind
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9 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di dottor-d

    dottor-d

    09 gen 2010 - 15:03 - #1
    3 punti
    Up Down

    Io approvo.

    Qualche anno fa, a Valencia, sono rimasto colpito dalla fitta presenza di architetture moderne, anche piuttosto ardite, magari di gusto discutibile (d’altronde il gusto, per definizione, è discutibile) ma di sicuro innovative.

    Ho cominciato a chiedermi perché in Italia non si facesse niente di simile; perché proprio noi, stirpe di grandi architetti, fossimo ancora bloccati alla dicotomia edifici classici - architettura condominiale, mentre il resto del mondo sperimentava nuove soluzioni.

    Bene: finalmente anche l’architettura italiana si scrolla la polvere di dosso e comincia a muovere qualche passettino verso il postmoderno. Il risultato finale potrà piacere o non piacere, ma almeno sarà una rottura con la tradizione, in un Paese dove ormai la tradizione è una rottura. Di palle.

    Poi, per quanto riguarda i prevedibili ululati di dolore dei passatisti, quelli secondo i quali si stava sempre e comunque meglio ai tempi della nonna, sono già pronto a godermeli.

  • netrace

    09 gen 2010 - 15:27 - #2
    -1 punto
    Up Down

    Ma questo architetto, è italiano?

    Milano è sempre in continuo cambiamento, e questa struttura fa parte di questo gioco. Mi spiace solo se questi edifici venissero realizzati con soldi “sporchi” o peggio con soldi miei, che di quel verde verticale ne vedrò solo poche parti, per lo più in foto.

    Preferivo il bosco di Gioia.

  • Profilo di wrisberg

    wrisberg

    09 gen 2010 - 17:36 - #3
    3 punti
    Up Down

    Anch’io approvo.
    Finalmente si vedrebbe qualcosa di nuovo in città!

  • Profilo di frizzone

    frizzone

    09 gen 2010 - 21:32 - #4
    -4 punti
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    un palazzo con dei tubi esterni?

    Dopo sì che Milano starà finalmente bene. (commento gelido, disilluso, triste e sconfortato non contrario)

  • Profilo di orzowei

    orzowei

    09 gen 2010 - 21:43 - #5
    1 punto
    Up Down

    Approvo anch’io… ci vuole una scossa per Milano… immobilizzata da troppo tempo.
    Libeskind non è italiano, ma fa parte del gruppo che si è aggiudicata la commessa.
    Hanno detto recentemente che raddrizzeranno il grattacielo storto… per abbassare i costi, su questo punto sono d’accordo.

  • 111

    10 gen 2010 - 11:39 - #6
    0 punti
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    bene speriamo che lo faranno magari con qualche piano in più……

  • Gianluca B.

    10 gen 2010 - 11:41 - #7
    -1 punto
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    Tutta la vicenda Citylife, ovvero ex-fiera, ci fa capire come viene gestita la città. Prima chiamano alcuni bravi architetti (cosa positiva), poi gli fanno fare un bel progetto spettacolare con tanto verde. Dopo l’iniziale fase di meraviglia/approvazione da parte del pubblico, i palazzi progettati vengono modificati, e infine il verde scompare dai progetti. Al loro posto, palazzine e uffici.
    Milano non è in mano alla buona politica, ma direttamente in quelle dei costruttori, che non agiscono per il bene della città, ma solo per il loro. Per chi vuole approfondire, comprate “La peste di Milano”, lo trovate in libreria.

  • Profilo di jason-bourne

    jason-bourne

    10 gen 2010 - 12:31 - #8
    0 punti
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    il verde scomparso dai progetti? ma su che pianeta vivi?

  • Profilo di 101931

    101931

    10 gen 2010 - 12:50 - #9
    0 punti
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    @frizzone
    Quello che tu definisci “palazzo con i tubi esterni” è il Pompidou ed è tra i più importanti e interessanti musei di arte moderna al mondo. Il museo milanese è invece quello ritratto nelle foto dopo (come dice l’articolo una sorta di cubo storto)