
Bob Noorda, nome e cognome stranieri che forse non vi diranno niente. Un cognome strano, olandese, e una professione invece molto milanese: il designer. Le idee di Noorda le abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni a Milano; la segnaletica della metro porta la sua firma insieme a quella di Franco Albini, loro sono stati i papà delle “linee” rosse e verdi, le hanno inventate insieme. La metropolitana di Milano è un’opera di design anche se spesso ce ne dimentichiamo.
Noorda si è spento ieri in ospedale a 82 anni, dopo aver vissuto e lavorato più di mezzo secolo nella nostra città: la metro è stato solo uno dei suoi molti successi professionali. Negli ultimi tempi dichiarò che la Milano di oggi non aveva più personalità, pensieri di un anziano che vedeva cambiare la città senza che nulla di nuovo – idee come le sue ad esempio – riuscisse a colpirlo. Aveva apprezzato però i lavori di restauro di alcune stazioni della metro che restituivano senso e luce al suo lavoro degli anni Sessanta.
Ripulite dai graffiti, dalla sporcizia e dai segni dell’incuria di quasi cinquant’anni di uso intensivo le nostre linee della metropolitana sono infatti belle e funzionali. Non serviva un restyling delle stazioni, Noorda era rimasto confuso scendendo nella sua Cadorna (!) e così l’ATM aveva corretto il tiro passando a un recupero delle sue idee, senza più pensare di stravolgerle in quanto “vecchie”. Ciao Bob e grazie.
Foto | Flickr
francesco-rovere
12 gen 2010 - 09:42 - #1tutto verissimoe tutto bellisismo.
infatti mi chiedo:
- perchè i nuovi treni della linea 1 sono di quel rosso spento, quando invece il colore originale è un bel rosso vivace?
- perchè in certe stazioni (duomo e cadorna, mi pare) hanno messo quelle piastrelle bianche scivolosissime? la gomma a bollui era un’altra intuizione (e basti vedere la sua durata nel tempo!)
insomma: al solito la Milanod el design nei fatti lo è molto meno (altro esempio: illuminazioni natalizie solitamente penose)
jason-bourne
12 gen 2010 - 10:01 - #2Mi dispiace molto, ma francamente le stazioni della metro 1 e 2 sono indifendibili, specie se confrontate con le equivalenti di altri paesi europei
gianlkr
12 gen 2010 - 10:18 - #3Davvero, va bene tutto, ma la gomma nera per terra era di un tetro tremendo. Meglio la luminosità delle ultime stazioni.
Luca De Vito
12 gen 2010 - 10:24 - #4Bob Noorda abitava in via Monti 33, a Milano. Un giorno l’ho incontrato sul marciapiede davanti a casa sua, io aspettavo una persona lui tornava da una passeggiata. Mi guardò con faccia incuriosita, io ricambiai con un’occhiata scortese, non so perché. Non avevo idea di chi fosse, finché la portinaia lo salutò con “Bob!”, io lessi sul campanello e poi cercai su Google.
raptolino82
12 gen 2010 - 10:39 - #5Quelle piastrelle bianche sono un chiaro sintomo dei “lavori fatti al risparmio”, penso che se avessero speso un po di piu avrebbero utilizzato materiali piu a prova di gomma da masticare e meno sporchevoli (ed è inutile appellarsi alla inciviltà della gente)
Sgarrupo
12 gen 2010 - 10:42 - #6E si, forse la bellezza e il senso delle metro 1 e 2 lo capiamo e amiamo solo noi architetti: lasciare fluttuare su sfondo scuro solo le informazioni utili, i corrimano, le scritte. C’è da dire che sono ridotte male, le restaurassero filologicamente sarebbero bellissime. Noorda ha curato la grafica, ha inventato il font per le scritte pensando alla massima leggibilità, ha inventato la ripetizione del nome della stazione ogni 3 metri (nelle stazioni ferroviarie non è così infatti, e non è affatto scontato), ha definito tutto; chissà perchè all’atm ad ogni nuovo cartello ignorano del tutto le regole progettate da Noorda, usano un font totalmente diverso e si arrabattano. La segnaletica di Milano ha poi fatto da modello per la metro di New York, sembra incredibile ma è così. Poveretti noi.
dkk
12 gen 2010 - 10:51 - #7non posso concordare con Sgarrupo, la linea 1 e la 2 sono dei capolavori. peccato che qualche architetto amico di amico di CL ci abbia messo le mani mettendo le orrende piastrelle bianche o ancora sostituendo tutta la segnaletica in rosso opaco con un’oscena segnaletica lucida, scomodissima in quanto riflette la luce dei neon.
commento #2: le linee 1 e 2 di milano vanno confrontato con l’equivalente europeo di quegli anni, quando a londra continuavano a piastrellare il tutto (risultato pittoresco ma discutibile) e in altri paesi europei proponevano oscenità poi sostituite negli anni.
sarebbe interessante che atm pensasse ad un vero restyling delle stazioni, andando a proporre un nuovo design, più luminoso, evitando di cambiare solo la pavimentazione. e che magari restituisca all’originaria bellezza creata da norda almeno un paio di fermate.
Manuele Mariani
12 gen 2010 - 12:33 - #8io aspetto invece che cambino la pavimentazione a Malpensa.. unico aeroporto al MONDO con piastrelle scure ! veramente osceno !
rigurado alla metro, dovrebbero solo installare gli impianti sonori all’interno dei convogli, non ha senso dire “cadorna, fermata cadorna” sulla banchina, l’avivso dev’essere all’interno altrimenti nemmeno si sente !!!! (solo sui nuovi treni della linea 2 si offre questo servizio adottato da decenni in ogni altra città del mondo, compresa perfino ROMA che ha una rete di metropolitana fatiscente e degradata equiparabile solo a realtà come città del messico) !!
jason
12 gen 2010 - 17:03 - #9:( mi dispiace davvero moltissimo. Una grande perdita per Milano e per il mondo del design.
dokky
12 gen 2010 - 18:00 - #10un vero peccato. Persona geniale che con pochi tratti di matita ha creato marchi che ormai ci sembrano scontati.
Un vero peccato.
adso-da-melk
12 gen 2010 - 21:20 - #11L’impatto delle vecchie stazione della Metro sono molto tetre, questo va detto. Ma i colori marci e scuri sono stati pensati per essere meno “sporchevoli”, pur lo meno visivamente.
D’accordo, a me non fanno impazzire. Ma trovo villano chi ha progettato le nuove linee SNOBBANDO completamente il precedente PROGETTO (in maiuscoo, perché di vero progetto si parla) per un progettino bello il primo giorno, poi non più. Tra vent’anni Albini vincerà sulle attualmente nuove linee.
Cittadino semplice
13 gen 2010 - 11:50 - #12Mio padre mi racconta spesso di com’era orgogliosa Milano della sua bella Linea Rossa quando era stata appena costruita.
Io la prendo da quando sono bambino e sono affezionato al suo design, è per questo che penso con affetto anche ai suoi progettisti e a Bob Noorda, e a un’epoca in cui la progettualità era un modo di fare che ci ha portati lontano.
Certo, la gestione di una metropolitana dopo decenni prevede delle modifiche, ammodernamenti, ampliamenti, ristrutturazioni. Ma tutto questo andrebbe fatto con un nuovo progetto, studiato e pianificato, possibilmente rispettoso del -bel- progetto precedente. Invece la politica è quella di mettere una pezza dopo l’altra.
I nuovi tornelli: avulsi dal contesto.
I nuovi treni: uno diverso dall’altro, i colori sempre diversi.
I pavimenti: materiali poveri e comunque avulsi dal contesto.
Le pubblicità video e audio in banchina: no comment.