L'Expo 2015 e tutti i ritardi: l'esposizione rischia di saltare?

Non solo le infrastrutture collaterali, ci sono gravissimi ritardi anche per costruzioni essenziali.

Parlando dei ritardi di Expo 2015 ci si era finora concentrati su metropolitane, autostrade, tangenziali, superstrade che dovevano venire costruite per rendere più semplice la fruizione dell'esposizione universale (e mettere in circolazione un bel po' di appalti), ma non su opere i cui ritardi mettessero a repentaglio per sé l'Expo 2015. Adesso, però, sono alcune strutture essenziali ad avere accumulato tali ritardi (a causa anche degli scandali) da rendere concreto il timore che possano non essere completate entro la data di inizio del primo maggio.

A confermare che il rischio c'è, è stato lo stesso Maroni: "Rischiamo di andare oltre il 30 aprile 2015 senza aver completato le opere. Il governo si dia una mossa altrimenti l'Expo è bloccata". Parole che ovviamente non hanno fatto piacere al premier Renzi: "Piuttosto che fare polemiche sterili, Maroni rifletta sulle responsabilità della Lombardia". Un botta e risposta strettamente legata alla fretta con cui si attende che al supercommissario Cantone vengano dati i poteri di far correre nuovamente l'Expo.

Ma la situazione è davvero così grave? Stando al cronoprogramma messo assieme da Repubblica Milano parrebbe proprio di sì:

Lo stato dell'arte delle opere 'connesse', cioè al di fuori del sito, è noto. Ci sono difficoltà economiche per Pedemontana, le linee della metropolitana milanese archiviate (la M6), rinviate (M4) o che saranno pronte solo in parte (M5). A rischio sono anche le opere viarie Zara-Expo e Rho-Monza. Per non fallire l'obiettivo, Regione Lombardia ha consegnato al governo una serie di richieste collegate ad alcune di queste infrastrutture, ancora in attesa di risposta. Per quanto riguarda il sito espositivo, Expo ha già assegnato le gare più importanti e di tipo infrastrutturale. I lavori procedono, anche se i giorni sono contati. Il report del maggio scorso fissava lo stato di avanzamento a oltre l'80 per cento per la rimozione delle interferenze e sopra al 50 per la 'Piastra', ovvero l'infrastrutturazione di base del sito . Per i Cluster e i padiglioni dei Paesi, invece, sono partite le prime squadre di operai (quello in fase più avanzata è la futura 'Casa Italia').

Ma c'è di più: sul milione di metri quadri di quell'area, un terzo dei lavori è ancora agli scavi, le coperture che dovranno proteggere il viale centrale su cui si affacceranno i padiglione dei paesi non sono ancora arrivate. Tutta l'infrastruttura di base affidata alla Mantovani (che avrebbe dovuto completarla entro luglio 2014) è circa al 50%; la nuova scadenza è da brividi: marzo 2015. E le aree di servizio, ristoranti, bagni e spazi vari? C'è una struttura sola, ne mancano ancora 15. Il Padiglione Zero e l'Expo Centre sono ancora alle fondamenta. Insomma, alla fine con tutta probabilità si riuscirà a far partire questa esposizione universale, il rischio concreto di non farci trovare adeguatamente preparati però c'è tutto.

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