Un lato 'b' per pubblicizzare un succo di frutta: i manifesti saranno rimossi

La campagna pubblicitaria è comparsa in metropolitana e su numerosi mezzi Atm

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18.40
E' arrivata una nota di Atm:

Atm precisa di aver stipulato con IGPDecaux un contratto per la gestione degli spazi pubblicitari in metropolitana e sui veicoli di superficie.
Atm non autorizza e non approva il contenuto di tutte le pubblicità esposte, ma fornisce il proprio benestare solo nel caso in cui le venga preventivamente sottoposto il materiale pubblicitario che a giudizio dell’affidatario (IGPDecaux) necessita di una ulteriore valutazione perché potrebbe causare reazione negativa da parte dell’opinione pubblica o degli enti locali. Nel caso della pubblicità della ditta Sant’Anna, IGPDecaux – che già aderisce al IAP (Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria) - non ha ritenuto di richiedere nessuna valutazione preventiva da parte di ATM. Secondo gli accordi stipulati nel contratto di affidamento della gestione degli spazi, l’affidatario non può esporre pubblicità che crei pregiudizio all’attività ed all’immagine di Atm, delle istituzioni o che sia in contrasto con le norme vigenti, compresa la delibera Comunale n. 1288 approvata nel giugno 2013 "Indirizzi fondamentali in materia di pubblicità discriminatoria e lesiva della dignità della donna”. A questo proposito ATM consapevole del proprio importante e gravoso ruolo come gestore del delicato e complesso sistema del trasporto pubblico locale e dell’alta visibilità di ogni accadimento che la riguardi anche indirettamente, ha invitato IGPDecaux a porre crescente attenzione alle tematiche sollevate.

UPDATE!
In un commento su Fb l'azienda ha scritto:
"Ci dispiace di aver involontariamente urtato la sensibilità di molti consumatori. In ogni caso la pubblicità verrà rimossa al più presto"

Difatti dopo la segnalazione del Comune il Comitato di Controllo dello Iap è intervenuto con un provvedimento di 'ingiunzione di desistenza' nei confronti della pubblicità ritenendo il messaggio "in contrasto con l’art. 10 - Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona - del Codice di Autodisciplina della Comunicazione commerciale, stante la mercificazione del corpo femminile e la conseguente lesione della dignità della persona".

La vicesindaco Ada Lucia De Cesaris e la delegata del Sindaco per le Pari Opportunità Francesca Zajczyk hanno commentato:

"Il provvedimento del Giurì dimostra che la nostra segnalazione era fondata e che quella pubblicità 'sfrutta' per fini commerciali il corpo delle donne offendendo la dignità delle persone. Ringraziamo lo Iap e accogliamo con favore il comportamento della società, che si è subito scusata comunicando la volontà di sospendere la campagna pubblicitaria. La decisione del Giurì e quella della società sono la migliore risposta alle polemiche di queste ore"

sanna

La vicenda

Un sedere femminile per pubblicizzare un succo di frutta: non è un fotomontaggio, ma il soggetto di una pubblicità (vera) apparsa in metropolitana e sui mezzi pubblici Atm.

Soggetto che ha fatto giustamente infuriare il Comune di Milano, che il 28 giugno del 2013 approvò una delibera sulle pubblicità discriminatorie e lesive della dignità femminile.

Cosa c'entra quella specifica parte anatomica con il prodotto reclamizzato?

La vice sindaco Ada Lucia De Cesaris, la Delegata per le Pari Opportunità Francesca Zajczyk e la Presidente della Commissione Pari Opportunità Anita Sonego hanno per questo motivo dichiarato:

"Chiediamo con forza ad Atm di rimuovere i manifesti che offendono non solo le donne ma l’'intera città. Chiediamo altresì ad Atm di porre maggiore attenzione ai contenuti della delibera, che comunque li riguarda in quanto azienda partecipata del Comune di Milano, e in particolare al punto 4 della delibera stessa che recita ‘(…) non è l'esposizione del corpo nudo di per sé a rendere il messaggio pubblicitario contrario a tale criterio, ma lo diventa nel momento in cui (…) non è presente alcuna correlazione tra l’immagine femminile e il prodotto sponsorizzato e commercializzato'. La speranza è che da questo episodio Atm tragga la consapevolezza di dover applicare anche alla propria società i criteri indicati nella delibera comunale, rifiutando pubblicità che usino impropriamente il corpo della donna e adeguandosi in questo modo alle altre aziende che già hanno seguito le indicazioni della delibera; tanto è vero che in un anno dall’approvazione della delibera nessun'altra segnalazione è pervenuta all’ufficio comunale preposto"

L'ente ha coinvolto anche lo IAP (Istituto Autodisciplina Pubblicitaria), ma intanto la notizia inizia a girare, e alcuni utenti hanno chiesto lumi all'azienda sulla pagina Facebook:

"Buongiorno, ho visto online una foto della Vostra pubblicità Sanfruit in cui a fianco dei brick compare un sedere femminile: la pubblicita' e' vera? Consumo i Vostri prodotti e vorrei saperlo perche', se vera, non comprendo il nesso logico tra una bevanda per tutti in brick e un sedere femminile in slip...So benissimo che il corpo nudo femminile attrae l'attenzione e puo' essere un volano per i consumi, ma sinceramente non comprendo. Certi di una Vostra risposta, cordiali saluti"

"Ditemi cosa c'entra il sedere con il vostro prodotto? Pubblicità sessista offensiva e direi anche declassante per i vostri prodotti. Dovreste decisamente promuovere chi l'ha inventata"

"Stamattina ho visto in metro a Milano l'affissione di Sanfruit Sant'Anna. Il vostro prodotto si accompagnava a un paio di chiappe. Una sola domanda: perché?"

Critiche anche via Twitter:




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