Il GS che diventa Carrefour di viale Famagosta e il presidio dei lavoratori

gs carrefour via famagostaNello scenario della grande distribuzione milanese, Esselunga e GS, sono come Inter e Milan. Spesso, chi è abituato ai supermercati della grande S si trova a disagio, presso la Generale Supermercati, e viceversa: cambi esercizio e ti si attacca uno spleen devastante, a volte capita anche se vai al PAM, non parliamo del mercato comunale.

Forse però, Esselunga e GS sono più come Adidas e Puma. Visto che la prima catena è tutt'ora identificata con il suo padre padrone, Bernardo Caprotti, l'altra, la Generale Supermercati, nacque da un'idea del fratello Guido Caprotti - insieme a un socio, Marco Brunelli. Esattamente come i due brand sportivi nacquero dai litigi tra Adi Dassler (il cui figlio poi si inventò la Arena, costumi da bagno) e Rudolf Dassler.

Se per la grande S le cose sono andate in una certa maniera, e ad oggi Bernardo Caprotti tiene ancora in mano il bastone del comando, GS ha avuto una storia più travagliata. Nel '74, viene venduta alla SME, ovvero all'IRI, ovvero, allo Stato. Poi, traversie varie, con in mezzo Benetton e Del Vecchio, di nuovo, nel 2000, un nuovo cambio di proprietà: il 100% di GS se lo compra Carrefour, e le cose cambiano ancora...

Dalla fine dell'anno scorso, i GS hanno cominciato ad estinguersi: e insieme a loro, anche un'altra categoria di market, i Dì per Dì (dello stesso gruppo). Non chiudono però: cambiano insegna. Leggo nel comunicato uscito ai tempi, il 6 novembre scorso:

Il Gruppo Carrefour Italia inizia dalla Lombardia il processo di convergenza delle insegne. Negli ultimi due mesi del 2009 più di 70 punti vendita, tra GS e DìperDì cambieranno insegna, e nel 2010 il progetto sarà esteso a tutta la rete, con un impatto stimato su oltre 6 milioni di clienti a settimana.

oltre al cambio di insegna però, cambia anche qualcosa per chi ci lavora, nella gdo del gigante Carrefour - è il primo gruppo in Europa e il secondo al mondo. Per esempio, non vengono rinnovati contratti di vario tipo, e iniziano le proteste dei lavoratori. Ieri, le prime proteste dei lavoratori, a Como. Per il 10 febbraio, è prevista una protesta analoga anche a Milano: è un giorno anche simbolico per chi in quei posto magari lavora da tempo, visto che il 10 febbraio, al GS di viale Famagosta cambiano l'insegna: è una di quegli eventi simbolici, oltre che pratici di cui valeva la pena parlare.

Qui sotto uno scambio via mail che ho avuto con uno dei sindacalisti che stanno organizzando il presidio, Luciano Luca Pasetti:

Puoi sintetizzarci brevemente che cosa sta succedendo a GS-Carrefour?

Succede che, dopo 40 anni di più che buoni rapporti sindacali tra le parti, questi, si stanno compromettendo gravemente. Si parte a settembre 2007: alla richiesta di mettersi al tavolo per discutere del nuovo Contratto Integrativo Aziendale (CIA) in scadenza il 31 Dicembre 2007, rispondono con l'apertura di mobilità nei punti di vendita Carrefour in Puglia, Campania, Basilicata e Lazio.

Le Organizzazioni Sindacali,a fine 2008 accettano di mettersi al tavolo e discuterne, ma per tutta risposta,a gennaio 2009, consegnano a 125 lavoratori dello storico Carrefour della Romanina a Roma, altrettante lettere di licenziamento; non paghi chiudono 4 iper in Puglia (poi rilevati da Coop Estense). L'impressione è che Carrefour stia di fatto dismettendo delle realtà nel Centro -Sud, che nel 2007 avevano avuto un andamento economico al di la di ogni più rosea aspettativa.

Non so se tutti nostri lettori sappiano che cos'è un Contratto Integrativo: che cosa significa in concreto?

Nel concreto, una guerra tra poveri: istituti come la produttività fissa e quella variabile saranno erogati - come avviene da sempre - solo ai lavoratori assunti prima del 2007, mentre per quelli assunti dal 2007 in poi, non ci sarà nulla. La malattia sarà pagata meno di quanto lo fosse in precedenza: anche lì, tagli. Le domeniche lavorative saranno retribuite meno, anche nel periodo natalizio.

Poi ci sono le pause! Hanno deciso che le pause (15 minuti al giorno per i Full-Time e 10 per i Part-Time) sono una perdita di tempo, un danno per la produttività. Possono ancora farle: ma non saranno più retribuite e andranno recuperate in coda al turno quando lo decideranno loro.


Parliamo di soldi: quanto prende in meno un lavoratore in questo modo?
Duemila, duemilaquattrocento euro all'anno per il lavoratori full-time al 4° livello: mentre i nostri Dirigenti sono stati premiati con aumenti superiori ai 1000 euro,per avere svolto la loro opera meritoria, quella di aver fatto risparmiare soldi all'Azienda. Ai lavoratori del gruppo, in cambio della dignità, é stato dato l'aumento dello sconto sulle loro tessere punti, dal 5 al 10%. Poi ci sono i 250 euro ad ogni bambino nato dopo l'entrata in vigore del Piano Aziendale per il Collaboratore, ma solo fino al 2011. E per chiudere, un taglio di 40 ore dei permessi studio per i lavoratori-Studenti - erano 200 annui, ora restano solo i 150 dato dal Contratto Nazionale.

Quale futuro attende i lavoratori di GS e Carrefour?
Il futuro dei lavoratori Carrefour sarà sempre più nero; perché la guerra tra i poveri aumenterà sempre più il divario tra i vecchi e i nuovi. In cambio della "sicurezza" del posto di lavoro, l'azienda otterrà la gestione e il controllo della vita dei lavoratori. Ai lavoratori storici, se staranno buoni, non saranno toccati gli orari e i loro piccoli privilegi. Ricordandogli ogni tanto che a loro non verrà toccata la produttività.

Invece ai part-time assunti da poco e ai nuovi assunti, verrà fatto capire in un modo o nell'altro, che, se vogliono fare carriera e se vogliono stare tranquilli devono accettare tutto. Che sarà Carrefour a ricompensare la loro dedizione alla causa: questa è la vera fidelizzazione. La loro vita data in pasto all'azienda in cambio dello sconto del 10% sulle spesa.

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