I luoghi abbandonati di Milano: ecco il piano di Pisapia

Requisire gli immobili abbandonati o non completati per usarli a fini pubblici e sociali.

Quella dei luoghi abbandonati in piena città, alcuni dei quali davvero prestigiosi, è una piaga non da poco per una città come Milano, che si trova a continuare a costruire senza prima pensare a recuperare quello che già c'è. D'altra parte, essendo nella maggioranza dei casi edifici privati, il Comune non ci può fare più di tanto. Ed è proprio questa condizione di impossibilità ad agire che il sindaco Pisapia vuole cambiare, come espressamente chiesto in una lettera inviata al primo ministro Matteo Renzi.

Nella missiva Pisapia chiede al governo nuove regole e poteri per facilitare la capacità d'intervento in materia di cantieri e progetti. Si tratta in particolare di avere la possibilità di requisire immobili abbandonati o non completati per poi poterli utilizzare con finalità pubbliche e sociali per un periodo che va dai 30 a 60 anni. Un potere del genere, in verità, c'è già, ma è in capo al prefetto. Spostandolo nelle mani della giunta, è la speranza, sarebbe più facile sbloccare le tantissime situazioni di immobili enormi e abbandonati.

Basta pensare alla Torre Galfa, di proprietà di Salvatore Ligresti e lì abbandonata da tempo immemore, a due passi dalla stazione Centrale. Ecco, se il Comune avesse avuto il potere di requisire quello scheletro, oggi magari il Macao - che l'aveva occupato - sarebbe ancora lì. Invece i proprietari chiesero l'intervento della polizia, e il Comune non ci potè fare nulla. Se Renzi accogliesse le richieste di Pisapia, invece, non solo il Comune potrebbe requisire, ma anche obbligare alla ristrutturazione.

Nel piano, infatti, Pisapia prevede anche di costringere i proprietari a eseguire interventi di messa in sicurezza, ripristino, pulizia, recupero edilizio. 60 giorni dopo aver ricevuto la diffida, i proprietari devono presentare un progetto preliminare per la sistemazione, la manutenzione o per la riconversione funzionale. Se ancora il tempo passa senza che i proprietari facciano nulla, il Comune si riserva di iniziare lui i lavori. Salvo accollarli al proprietario.

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