Quanti parlano il dialetto milanese a Milano?

In via d'estinzione da decenni, sentire parlare il milanese è ormai una rarità.

Vivo a Milano fin dalla nascita, e in città non mi è mai capitato di incontrare qualche under 70 che si rivolgesse a me in dialetto milanese (qualche ragazzo dei paesi più piccoli che invece si esprimeva principalmente in dialetto, l'ho conosciuto). Basterebbe questa semplice esperienza personale per capire quanto a Milano il dialetto sia in via d'estinzione: lo si sente parlare ancora, ogni tanto, sul tram, da qualche vecchietto che sembra l'ultimo baluardo di una città che non esiste più, quella che si esprimeva in dialetto.

D'altra parte le cose cambiano, e sarebbe impossibile aspettarsi che una città diventata nel corso del secolo scorso un polo d'attrazione lavorativo per italiani provenienti da ogni angolo della penisola riuscisse a mantenere in vita la propria varietà linguistica, tanto più che tutto questo è avvenuto proprio mentre la televisione rendeva sempre più familiare a tutti l'italiano standard e mentre la scolarizzazione (ovviamente in italiano standard) continuava ad aumentare. Per dire che, insomma, è inutile abbandonarsi a più di tante malinconie, quello che è successo è assolutamente naturale.

Basti pensare che circa 300.000 persone si sono trasferite a Milano da altre parti d'Italia tra il 1951 e il 1961. Ed è proprio in quel decennio che la "trasmissione del dialetto urbano alle nuove generazioni" (così la chiamano i linguisti) si inceppò. Spiega la Treccani:

L’integrazione linguistica degli immigrati negli anni del miracolo economico avvenne infatti non più, come negli anni precedenti, sulla base del dialetto milanese, ormai in fase di regresso e indebolimento, ma in italiano. Milano divenne così nel giro di pochi decenni una delle aree in Italia di maggiore decremento nell’uso del dialetto urbano e di più estesa e consolidata diffusione dell’italiano, anzi rappresenterebbe addirittura il «polo più standardizzato» (Galli de’ Paratesi 1984) nell’uso dell’italiano .

Veniamo al dunque, quanti parlano il milanese a Milano? E con milanese non ci si riferisce a un accento più o meno marcato con qualche intercalare in milanese ("pirla", "va a ciapà i ratt", "ghe pensi mi" e quelle poche espressioni che ancora si sentono in giro), ma al vero e proprio dialetto parlato stretto. Purtroppo non ci sono dati su Milano città (ma tanto si sa che di giovani che lo parlano non ce ne sono proprio), ma sulla Lombardia sì:

Rispetto alla media nazionale, in Lombardia è comunque più alta la percentuale di chi parla solo o prevalentemente italiano, sia con gli estranei (83,5% contro il 72,8% nazionale) sia con gli amici (62,7% contro il 48,9%), sia in famiglia (57,6% contro il 45,5%). Va sottolineato che la situazione di Milano città, per quanto riguarda l’uso di italiano e dialetto, è simile a quella dei centri lombardi più industrializzati ma si differenzia molto da quella della provincia, e ancor più da quella di province lombarde agricole e di montagna, dove anche tra i giovani l’uso dell’italiano non è esclusivo.

Una situazione che in tanti vivono con scoramento, in primis dalle parti della Lega Nord, che negli ultimi anni ha provato a supportare le tante iniziative per la rinascita del dialetto, attraverso accademie, scuole e proposte più o meno assurde di ore di milanese a scuola. Una situazione paradossale, quella in cui la lingua "dal basso" per eccellenza viene tenuta forzatamente in vita con iniziative "dall'alto" (che infatti quasi mai si rivelano efficaci). Una piccola speranza può semmai venire dal desiderio dei più giovani di riscoprire le proprie tradizioni, cosa che, in un'epoca di fortissima globalizzazione, sembra effettivamente star prendendo piede (per fare solo un esempio gastronomico, ormai si trovano in giro per la città polentoteche, michetterie e simili).

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