La mappa della 'ndrangheta a Milano e in Lombardia

Dal capoluogo lombardo fino all'hinterland e oltre ancora. Ecco come si distribuisce la malavita calabrese al nord.

Nei mesi scorsi, tra marzo e giugno, con la relazione annuale della Direzione nazionale antimafia prima e con la chiusura del primo troncone del processo "Infinito", si è chiarito ulteriormente qual è la mappa della 'ndrangheta a Milano. Sembra passata un'eternità da quando ancora in tantissimi provavano a negare l'evidenza, e cioè che dalle nostre parti la criminalità organizzata fosse al massimo una sparuta presenza, e invece era solo pochi anni fa. Ormai però è evidente a tutti come al nord la 'ndrangheta abbia trovato un territorio quasi vergine da conquistare senza troppo fatica.

A Milano e dintorni agisce l'associazione Lombardia, quella che Carmelo Novella pensava di poter rendere autonoma dalla Calabria (un errore che ha pagato con la vita) e che agisce soprattutto tra Milano, Pavia, Bollate, Bresso, Cormano, Limbiate, Pioltello, Rho e una miriade ancora di piccole città dell'hinterland milanese. Così scrive la Dna: "E’ avvenuta una vera e propria 'colonizzazione' da parte della criminalità di tipo organizzata calabrese nel tessuto socio-politico-economico della regione. Non si tratta semplicemente dell’articolazione periferica della struttura calabrese sorta e radicata nel territorio d’origine, ma è invece un’associazione dotata di una sua autonomia operativa, benché fortemente collegata alla madre patria, specie quando si tratta di assumere decisioni che possono avere riflessi sugli assetti criminali (come nel caso di una decisione di omicidio)".

Si arrivano anche a fare quantificazioni numeriche precise: 500 soldati divisi in 15 "locali" diversi, che trovano "coesione e coerenza attraverso un sistema di regole condivise che crea vincoli tra gli aderenti". Inoltre, com'è più che evidente a tutti, non si tratta di un'associazione dedita solo alla droga, racket, traffico di armi; perché oltre a queste ci sono anche "le varie illecite condotte di penetrazione di vari settori economici (logistica, trasporti, costruzioni, movimento terra e lavori edili collegati ad appalti nel settore pubblico), a dimostrazione di una vocazione imprenditorale che alla violenza preferisce forme di accordo e collaborazione con settori della politica, dell’imprenditoria e della pubblica amministrazione". (continua dopo l'immagine)

mafia 444

Ma come sono divise le varie famiglie a Milano e in Lombardia? A Milano il capo è Cosimo Barranca, ex vertice della Lombardia. Con lui c'è Leonardo Chiarella, ex capo prima di Cosimo Barranc. Pavia: al vertice ci sono Giuseppe Neri, Carlo Chiriaco, Rocco Coluccio, Francesco Bertucca. Il primo è stato incaricato della "reggenza" di tutta l'organizzazione dopo l'omicidio di Novella. Bollate: Vincenzo Mandalari è il capo, con Rocco Ascone come caposocietà e vicario. Cormano: Pietro Francesco Panetta è il capo e Cosimo Magnoli vice. Bresso: Vincenzo Cammareri capo. Annunziato Cammareri capo società. Corsico: al vertice Bruno Longo, Giuseppe Commisso e Pasquale Zappia, che dal 31 dicembre 2009 è diventato capo e organizzatore della Lombardia.

Si prosegue con Limbiate, al cui vertice c'è Antonino Lamarmore. Pioltello: Alessandro Manno, Cosimo Maiolo. Rho: Stefano Sanfilippo. Solaro: Giovanni Ficara. Desio: Annunziato Muscato, Nicola Minniti. Seregno: Antonino Belnome. Mariano Comense: Salvatore Muscatello. Erba: Giovanni Varca, Michele Oppedisano. Canzo: Luigi Vona, Giuseppe Furci. Legnano: Vincenzo Rispoli.

  • shares
  • Mail