La rivolta di via Padova: vista da chi ci ha vissuto

pubblicato: martedì 16 febbraio 2010 da Andrea Coccia

Quello che è successo sabato sera in Via Padova, agli occhi di chi nel quartiere ci è nato e cresciuto non rappresenta certo una novità, tutt’altro, perché è da decenni che questa zona paga sulla propria pelle il disinteresse generale delle istituzioni che ignorano costantemente i fattori di problematicità che impregnano il quartiere, primo tra tutti l’emarginazione quasi totale dalla vita cittadina.

Oggi il sentimento comune, purtroppo diffuso anche tra gli abitanti italiani del quartiere, è che il pericolo, il degrado e la violenza che caratterizzano la Via siano le incontrastabili conseguenze del flusso migratorio che ha portato in questa zona, più o meno da una quindicina di anni a questa parte, migranti da ogni parte del mondo, dal Sud America al Maghreb, dall’India alla Cina, fino all’Est europeo.

Ma quello che sta prendendo piede tra gli abitanti, oltre ad essere pericoloso è fondamentalmente un sentimento immotivato, perché il degrado e la violenza non sono certo sbarcate in Via Padova insieme ai migranti. Infatti, come forse molti si sono ormai dimenticati, già 20 anni fa Via Padova era teatro di violenza e degrado, un degrado forse ancor più acuto di oggi e che era dovuto quasi totalmente alla presenza radicata sul territorio della malavita italiana…

Io personalmente, che in Via Padova sono nato e cresciuto, ho un ricordo nitidissimo di una serie di mattinate sparse a caso tra la seconda metà degli anni 80 e i primi anni 90 in cui, sulla strada della scuola, il Trotter, incontravo spesso auto bruciate e ribaltate, segnali visibili di un degrado profondo. Come ho il ricordo nitido del 1999, quando, tra gennaio e luglio, in nemmeno un chilometro quadrato vennero uccisi un tabaccaio e un gioielliere e si iniziavano a vedere i militari in strada.

La violenza non è dunque un fenomeno nuovo per questo quartiere, il fenomeno nuovo è piuttosto un altro ed è un fenomeno positivo che purtroppo viene ignorato e messo da parte ogni volta che capita qualche incidente: sto parlando dell’integrazione tra comunità culturali eterogenee tra loro, un’integrazione che a Milano difficilmente esiste e di cui Via Padova è paradossalmente, seppur il lavoro da fare sia ancora molto lungo, il miglior esempio.

Il problema che affligge Via Padova, come un po’ tutta la città di Milano non è la densità demografica dei nuovi arrivati, ma la costante indifferenza che li circonda, un’indifferenza che parte dalle istituzioni politiche della città che fanno ben poco per riqualificare i quartieri periferici e che ha ormai individuato come soluzione tampone a tutti problemi il pattugliamento delle strade ad opera di militari e carabinieri. E uno Stato che sceglie di presentare ai suoi nuovi cittadini un volto militare, quello dei ragazzini in divisa con i mitra a tracolla, è uno Stato che ha dei problemi.

L’unica speranza per questo quartiere e per l’intera città è un cambio di mentalità di quella parte dei suoi cittadini che ha il diritto di voto e che ha l’obbligo morale di considerare il problema nella sua complessità, senza abboccare alle promesse e alle illusioni di soluzioni facili ed estemporanee, come il rafforzamento del pattugliamento militare, soluzioni che acuiscono le tensioni piuttosto che scioglierle.

Concludendo vorrei citare le parole più intelligenti che si sono sentite in questi giorni sulla questione, molto lontane da quelle provocatorie e irresponsabili di Salvini che invocava rastrellamenti e divieti per gli stranieri di acquistare case:

“questa è una parte integrante di Milano e non puo’ essere in nessun caso messa in quarantena e lasciata ai politicanti che utilizzano questo caso isolato per portare acqua al loro mulino. Lavoriamo insieme per rendere via Padova un esempio di integrazione e modello di pacifica convivenza”

Sono parole di Mahmoud Asfa, Imam del centro culturale islamico di via Padova.

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di asdrubale

    asdrubale

    16 feb 2010 - 01:43 - #1
    1 punto
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    L’unica cosa che razionalmente si possa fare per risolvere la situazione di Via Padova ( e non solo…) è di estirpare il male che deriva dalla presenza di questa gente fin dalla radice…Altro che le parole di un imam, sicuramente non un esempio di pacificatore inter-religioso, figuriamoci poi interrazziale…

  • Andrea Minetti

    16 feb 2010 - 02:40 - #2
    1 punto
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    Cioè, non ti fidi delle sue parole perchè è un Imam?
    Che senso ha come posizione la tua? Che approccio critico hai se ti fermi al suo ruolo giudicato sterilmente e non a chi lui è o non è come Imam? Magari è anche la peggiore persona di cui noi possiamo finire a parlare ma tu manco lo sai visto quello che hai scritto, ma pare che tanto ti basti

  • 1asq

    16 feb 2010 - 08:16 - #3
    1 punto
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    Quella zona era “tranquilla” o forse è meglio dire “gestita” solo ai tempi del CSA Leonkavallo!!
    La criminalità è criminalità, se Sarpi è in mano ai cinesi il problema di via Padova è che ancora deve essere “deciso” se è nelle mani dei sudamericani o dei sudafricani!!

  • M.s.m.

    16 feb 2010 - 09:12 - #4
    -1 punto
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    “Infatti, come forse molti si sono ormai dimenticati, già 20 anni fa Via Padova era teatro di violenza e degrado (…)”
    Perchè non dire apertamente che a quell’epoca c’era il tanto beneamato e coccolato centro sociale Leoncavallo, eh!?

  • Il_Leghista

    16 feb 2010 - 10:18 - #5
    -2 punti
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    Leoncavallo… pieno di feccia.
    Leggete questo commento ora, perchè la democrazia di questo blog lo censurerà.

  • Profilo di librambo

    librambo

    16 feb 2010 - 10:53 - #6
    1 punto
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    Sfido chi ha scritto l’articolo a girare in via Padova dopo che cala il sole, perchè è poco credibile che viva lì visto ciò che scrive… Degrado delle infrastrutture e mancata riqualificazione? E a cosa serve la riqualificazione per persone che vivono in 20 nella stessa casa e si combattono a suon di risse? Articolo ipocrita di chi come tanti da quella via non ci è neanche passato… Ed io ho vissuto a 200 metri da lì per 10 anni (gli ultimi dieci) in una zona per fortuna più tranquilla… Ogni volta che sono transitato di lì ne succedeva una… Uno scandalo… Ci metterei 1000 uomini dell’esercito lì in mezzo…

  • M.s.m.

    16 feb 2010 - 12:05 - #7
    0 punti
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    #6: Del resto chi è che continua a farneticare sul razzismo, sulla mancanza di tolleranza, ecc. ecc.?
    Intellettualoidi vari e figli di papà che hanno sempre avuto i piedini al calduccio, la governantuccia, l’autistino e magari la scortina armata, non di certo gente che deve alzarsi al mattino presto, prendere tutti i giorni mezzi pubblici, fare code agli sportelli, farsi un mazzo tanto per pagare il mutuo dell’auto e della casa nonchè mantenere moglie e figli e vive volente o nolente la realtà di tutti i giorni.

  • Profilo di leblanc

    leblanc

    16 feb 2010 - 12:21 - #8
    0 punti
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    come non ci sono mai passato? dai per favore, ci ho vissuto 26 anni, da quando sono nato fino all’anno scorso, ho fatto elementari e medie al trotter, ho preso la 56 per andare a scuola per anni, e per altrettanti ho fatto a spallate nella metropolitana con gli studenti all’ora di punta, l’ho percorsa in bici migliaia di volte a tutte le ore del giorno e della notte… per quanto mi riguarda, avevo più paura quando non c’erano ancora gli immigrati e in strada dopo mezzanotte non c’era nessuno… non voglio certo dire che ora non ci siano problemi, ma semplicemente che la natura di questi problemi non ha a che fare soltanto con l’arrivo dei nuovi cittadini, ma soprattutto con il fatto che nulla si fa per renderli realmente cittadini. Oggi via padova mi sembra moltopiù emarginata dalla vita sociale della città di 20 anin fa…
    ed il problema immigrati esiste soltanto nella misura in non c’è nessun interesse nel cercare di distinguere tra persone oneste e malviventi, ci basta pensare che tutto quello che è diverso da noi sia cattivo… ma così non arriviamo da nessuna parte.
    Per i “piedini al calduccio, la governantuccia, l’autistino e magari la scortina armata” cosa vuoi che ti dica? faccio tre lavori malpagati per guadagnare nememno 500 euro al mese che mi bastano appena per pagare l’affitto… viviamo in realtà molto più simili tra loro di quanto tu creda… e forse è il caso di confrontarci piuttosto che darci contro l’uno con l’altro… no?

  • Profilo di romak

    romak

    16 feb 2010 - 12:25 - #9
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    Mi sembra un ottimo articolo invece.
    Viale padova era una m.e.r.d.a. già a fine anni 80 (quello che mi ricordo personalmente) e non SOLO a causa dei leoncavallini.
    I paesi nei quali l’immigrazione è un problema, sono paesi mal gestiti. Il problema non è certo causato da chi, come il leghisti, fanno degli immigrati il capro espiatorio, ma di chi i problemi non li gestisce e non li ha gestiti per anni. I nostri politici purtroppo si preoccupano quasi esclusivamente degli affari loro (inclusi i leghisti) e gongolano sul fatto che la gente “normale” come noi, si divide tra chi è contro gli immigrati e chi pensa che ci sia un problema di razzismo. Chi è contro chi non paga le tasse e chi è contro le tasse alte. L’Italia intera, purtroppo, si divide sempre su questioni chiave, che vengono viste come risolvibili solo con una certa “linea d’azione”, che contraddistingue destra o sinistra attuali, quando invece la maggior parte dei problemi ha come causa principale la malagestione politica, sia a livello nazionale che locale.
    Loro lo sanno e, per evitare che la gente si coalizzi contro di loro (cosa peraltro naturale e giusta), cercano di far sì che le persone si scannino sulla malagestione, travestita da contrasto socio-politico. Bleah…

  • Profilo di antonellar

    antonellar

    17 feb 2010 - 01:17 - #10
    0 punti
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    Segnalo:
    “Via Padova: Assemblea generale dei genitori delle scuole del Trotter”
    http://www.partecipami.it/?q=node/9042

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