Saltano le feste in montagnetta: di chi è la colpa?

All'origine, le denunce dei soliti residenti e una campagna de Il Giornale.

Non era cominciata con il piede giusto, è finita ancora peggio. Prima il rinvio del programma delle feste estive alla montagnetta di San Siro organizzate da 185slm a causa del cattivo tempo, che ha impedito per due settimane di montare la struttura, poi la doccia gelata per quanti aspettavano con ansia che la musica tornasse a risuonare sul Monte Stella per tre sere a settimana. Niente da fare, la notizia è di poco fa e arriva dagli stessi organizzatori: "L’accanimento e la determinazione di pochi abitanti della zona, che attraverso avvocato hanno fatto ricorso e richiesta di accesso agli atti per tutto quello che concerne il Monte Stella, ritardando e rivedendo la nostra permessistica".

È la solita situazione: i residenti alzano la voce e tutto si ferma, indipendentemente da quanto grande sia il danno che si arreca a una città in cui le occasioni sociali sono già decisamente troppo poche, soprattutto se si esce dal solito circuito delle discoteche e dei party che, in un periodo di crisi, non tutti possono (e spesso vogliono) permettersi. Non passa inosservato infatti che all'origine di tutto ciò ci sia anche la campagna de Il Giornale, che punta sempre e solo a dare addosso a Pisapia senza minimamente preoccuparsi di aver privato migliaia di ragazzi della possibilità di passare delle belle serate in una città che offre così poco se non si è disposti a spendere cifre esorbitanti.

Musica altissima, fino alle due di notte. E schiamazzi. È la realtà che si apprestano a vivere i milanesi che abitano intorno al Monte Stella. (...) La denuncia arriva dal consigliere di Zona, sponda Lega Nord, Enrico Salerani. «Il Comune non solo permette di tenere la musica alta fino alle due di notte, creando una situazione intollerabile per chi vive intorno al parco, ma ancora una volta scende a patti con un'associazione di estrema sinistra. Insomma, anche in questo caso favorisce chi è più vicino alla sua parte politica - accusa -. Quando abbiamo scoperto che il Comune ha dato a questa associazione l'autorizzazione a tenere la musica accesa fino alle due di notte siamo rimasti letteralmente senza parole». (...) Proprio per sensibilizzare gli amministratori al problema, i cittadini hanno portato in commissione Verde del consiglio le foto che testimoniano i disagi patiti nel 2013. Dalla spazzatura abbandonata ovunque, e ancora presente il mattino successivo, alla vendita abusiva di alcolici e superalcolici, che spesso finiscono anche nelle mani dei minorenni.

Messa così, sembra roba da punkabbestia; basterebbe fare un giretto per capire che la montagnetta non è niente di tutto questo. Non è una situazione di degrado, è una situazione bella e allegra. E poi, musica altissima dove? Sono stato alla montagnetta ogni volta che c'è stata l'occasione e bastava allontanarsi di qualche metro dalle casse per poter chiacchierare senza minimamente alzare la voce; pensare che questo volume (fino alle 2, non alle 4 o alle 6 del mattino) possa disturbare i residenti, considerando anche che il versante su cui si tengono le feste è quello pressoché disabitato del PalaSharp, fa ridere. Anzi no, fa arrabbiare davvero tanto. Per due anni ci sono state feste legali senza nessun problema. Adesso, all'improvviso, si scopre che il "baccano" è troppo e che il giorno dopo c'è ancora la monnezza.

La situazione è sempre la stessa: in una città dalla quale i giovani fuggono, è la popolazione più anziana a dettare legge, quella che ha il maggiore peso politico. Ma una città che ha paura delle feste in un parco con il benestare del Comune e tutti i controlli di polizia locale che si vuole, e per il solo periodo estivo, è una città triste, una città in cui la socialità, il passare del tempo in compagnia divertendosi non ha nessun valore.

Come non ha nessun valore il fatto che queste feste permettano a tutti di andare a ballare ogni week end, anche a chi non ha 30 euro almeno da spendere per entrare nei costosissimi locali milanesi. Un argomento che in tempo di crisi dovrebbe destare ben altra attenzione. Altro che metropoli, in queste cose Milano è una piccola città provinciale e vittima delle angherie dei soliti comitati di quartiere, che in quattro gatti quali sono - appoggiati dai soliti partiti che dai giovani tanto non prendono un voto o quasi - riescono a impedire a migliaia di ragazzi di divertirsi. Facciamo fare a questi comitati un bel giro a Berlino, poi ne riparliamo.

Si vedrà di capire in che modo 185slm proverà a rilanciare la montagnetta, nel frattempo mandare una mail di protesta al sindaco Pisapia non può certo fare male. Questa è l'indirizzo: sindaco.pisapia@comune.milano.it

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