Perché a Milano i vigili si chiamano Ghisa?

Due le versioni che si contendono l'origine del nome.

Forse sarebbe meglio dire che "si chiamavano così", perché assieme alla scomparsa del dialetto milanese si stanno rapidamente estinguendo numerosi modi di dire che per secoli hanno caratterizzato la nostra città. Resta il fatto che i vigili, i membri del corpo di polizia municipale (ora locale) di Milano sono stati chiamati Ghisa. Qual è la ragione, perché si chiamano così?

Le versioni sono due, e le ripeschiamo da un articolo del Corriere della Sera di qualche tempo fa:

Almeno due le versioni. C'è chi afferma derivi dal copricapo della prima divisa: un lungo cilindro grigio che ricordava i tubi di ghisa di certe stufe. E chi, al contrario, assegna la paternità dell' ispirazione all'elmetto adottato agli sgoccioli dell'Ottocento, tanto rigido da suggerire che fosse appunto di ghisa. La questione è apertissima, a voi la scelta.

Come che sia, di mezzo c'è quello stranissimo copricapo che da sempre (anche se ormai è difficile vederlo) caratterizza i nostri vigili, assieme all'accento milanesotto che rappresenta un unicum nelle forze dell'ordine della città (detto con rispetto per tutti, sia chiaro). Ghisa, quindi, deriva proprio dalla lega di ferro-carbonio. Resta però da capire se c'entri la forma o se c'entra invece la rigidità di un copricapo che visto da lontano sembra in effetti tutto tranne che comodo.

Ne approfittiamo per fare anche un piccolo ripasso di storia del ghisa milanese:

Il 21 giugno 1860, la Giunta municipale apriva il concorso per la nomina di cinquanta sorveglianti urbani. Piu' di un secolo di storia durante il quale sono molti i fatti e le curiosita' che hanno visto protagonisti i vigili. Vediamone alcuni. La prima paga era di 90 lire per i sorveglianti e di 120 per i delegati, non era eccezionale ma costituiva una certa sicurezza economica e dava la possibilita' di aprire a una carriera interessante. Non si conosce chi abbia disegnato la prima divisa dei vigili: un grande pastrano blu, e un cilindro, una tuba nera soprannominata "canon de stua" che in seguito venne chiamata "cappellon". Il primo vigile urbano di Milano (1860) dovette eliminare l' enorme tuba inadatta per sedare zuffe e fermare cavalli imbizzarriti. Nel 1898 il sindaco Vigoni, potenziando il servizio con l' introduzione dei vigili a cavallo, fece realizzare un nuovo copricapo che i milanesi chiamarono con il nome di "ghisa". In seguito, e per un breve periodo, divento' "capel de campe' e", per poi tornare definitivamente al nome di "ghisa".

Vigili urbani al lavoro

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