Le notizie allarmiste corrono veloci. Stamattina al bar ho sentito dire che non bisogna bere l’acqua del rubinetto milanese. Niente di più falso, l’acqua si può bere, la falda non ha avuto nessuna conseguenza, essendo l’acqua che beviamo presa in profondità.
Secondo un’intervista pubblicata su D News di oggi a Bruno Rossaro, uno dei maggiori esperti di scienze ambientali all’Università Statale, “Le conseguenze sull’uomo sono pressoché nulle. Il greggio è naturale, contiene poche sostanze tossiche e volatili, questo significa che si disperdono subito sull’atmosfera, senza causare problemi per la salute, dato che la loro quantità è irrisoria”.
Anche le autorità sanitarie escludono ad oggi, inquinamenti della falda acquifera in Brianza o qualsiasi altro rischio per la salute pubblica.
Intanto il fiume Lambro si prepara ad un’altra agonia. Il depuratore di Monza, che ha salvato il Lambro da un disastro ambientale di proporzioni ancora maggiori trattenendo circa il 70% di petrolio e gasolio, dovrà fermarsi per tre settimane per manutenzione e gli scarichi delle fognature di quasi 800mila persone verranno immessi direttamente nel fiume già in gravissima sofferenza.
proust
25 feb 2010 - 11:00 - #1beh, onore al Depuratore di Monza che si è immolato per salvare il salvabile, meglio un po’ di fogna che 250 milioni di metri cubi di idrocarburi.
però mi domando come mai è in parlamento in questi giorni una modifica al Testo Unico Ambientale che depenalizza lo “Scarico Industriale in copri idrici” da reato penale a semplice reato amministrativo (solo multe da 3000 a 30.000 euro)… :(
frizzone
25 feb 2010 - 11:09 - #2quoto proust e aggiungo: scommetto che questo “incidente” è legato alle urbanizzazioni di quelle aree. Ricetta: Area critica che non si sblocca, nasce l’emergenza, leggi ad hoc fuori mercato, bonifica e riqualificazione (cementificazione) a tempo di record appaltata agli amici.
Sistema Pennisi?
Blocco della edificabilità sull’area subito, se no è un precedente
lapo
25 feb 2010 - 11:15 - #3Blocco della edificabilità sull’area subito, se no è un precedente
d’accordissimo, come per le aree boschive andate a fuoco, deforestazione e schifezze simili
a_parte
25 feb 2010 - 12:18 - #4il problema dell’acqua potabile non lo abbiamo noi di milano che prendiamo l’acqua della falde, ma i comuni lungo il po che prendo l’acqua dal fiume.
>Le conseguenze sull’uomo….
ma uno cosi è da prendere a schiaffi.
quando tutta questa mota arriverà in foce il danno ambientale sarà enorme.
ma per l’uomo non ci sono problemi, wow.
poi d’accordo con lapo
a pensa male ci si azzecca sempre…un area edificabile da bonificare e qualche migliaio di litri di idrocarburi da smaltire….
tanapu
25 feb 2010 - 13:48 - #5la cosa che sconcerta è la denuncia verso “ignoti”
Manuele Mariani
25 feb 2010 - 14:26 - #6suvvia, non è che prima di questo “incidente” l’acqua del lambro fosse così pura e limpida da poter essere tranquillamente prelevata e destinata ad uso casalingo come acqua potabile.. il lambro è da troppo tempo una fogna a cielo aperto (soprattutto superata monza).. non vi ricordate per esempio i servizi andati in onda su striscia la notizia ?
lapo
25 feb 2010 - 14:42 - #7quanto meno la vita resisteva
tra essere nero e essere un fiume di gasolio ce ne passa.
lo stesso il Seveso, sono tornati pesci, e ci vivono numerose specie di uccelli.
azzerderei a dire che l’acqua è colorata ma non inquinata, forse l’eliminazione dall’industria di materiali pericolosi (penso al piombo) ha aiutato il ritorno della vita.
corregetemi se sbaglio, sono tutte supposizioni
dottor-d
25 feb 2010 - 15:31 - #8Se l’acqua del Lambro c’entrasse qualcosa con quella che esce dai nostri rubinetti, ci sarebbe stato da preoccuparsi ben prima di questo problema!
Quando all’ecosistema del fiume, confermo che, nonostante il noto livello d’inquinamento, fino a qualche giorno fa il Lambro ospitava una fauna piuttosto ricca, e non parlo solo di ratti: paperelle, pesci di discrete dimensioni e, in certi periodi dell’anno, anche stormi di gabbiani.
Adesso, dopo il passaggio dell’onda nera, non so cosa sia rimasto di tutto ciò.
a_parte
25 feb 2010 - 15:58 - #9@Manuele Mariani
guarda che in questi ultimi tre anni la situazione del lambro era molto migliorata con l’apertura di nosedo
antonellar
25 feb 2010 - 16:22 - #10Vedi anche: “Fiume LAMBRO: Milano salvi il suo fiume!” http://www.partecipami.it/?q=node/8533
felice-griffi
25 feb 2010 - 21:45 - #11Io credo che chi minimizza questa vicenda dicendo che anche prima il Lambro era inquinato andrebbe messo in carcere alla stessa stregua di chi qualche notte fa ha aperto le condotture.
Ma porca di quella miseriaccia. C’è una bella differenza tra un’acqua inquinata di qualche cloruro o solfuro e un fiume di petrolio che annienta qualsiasi forma di vita da qui alla foce.
Non è solo il lambro che pagherà ma anche tutto il sistema fluviale del Po.
Se poi a quel qualcuno tutto questo gli può stare bene allora gli auguro di vivere in questo schifo ma poi non si lamenti se muore a 50 anni per mutazione genetica o cancro.
Questo è un ‘atto terroristico ma siccome non coinvolge madonne, santi, bambini ed il Papa allora è da condisedarsi lecito per lo standard civico-morale di questo paese.
E’ solo qualche papera, degli uccelli e un fiume che attraversa solo tutto il nord italia, non ci indigniamo più di tanto.
Qui ci sarebbe da scendere in strada ad invocare a gran voce il rispetto ambientale, il DIRITTO di vivere in un posto salubre, il dovere di tutela del territorio attaccatto da qualsivoglia forma di SPECULAZIONE edile.
Altro che blocco inutile del traffico alla Domenica, fincheè avalliamo lo sversamento di quantità immani di idrocarburi in un fiume allora siamo solo dei gran pagliacci, delle copie delle letterine e dei boss mafiosi che ci governano da Roma.
Italiani, spegnete la televisione che è meglio.
Sbauz
26 feb 2010 - 15:36 - #12Ma chi è di preciso questo Bruno Rossaro? Visto che il greggio è una cosa naturale perchè non se ne porta un po’ a casa sua? Che ci cuocia pure la pasta se crede… non si discute che sia un elemento naturale, ma forse si è dimenticato di dire che normalmente si trova in giacimenti sotterranei, è questo il fattore che concretizza la sua naturalità, non è invece naturale un fiume di greggio.