
Sotto Milano giace un’altra città, la Milano archeologica, che sarebbe un peccato ignorare. Spesso scomparsa a vantaggio delle strutture che vediamo oggi, il Palazzo della Borsa ad esempio nasconde i resti del teatro romano, ci riportano a un’immagine di Mediolanum molto diversa da quella attuale. In piazza Duomo in particolare sorgevano non una ma tre basiliche e due battisteri. A dicembre 2009 l’area archeologica del battistero di San Giovanni alle Fonti è stata riaperta al pubblico e siamo andati a dare un’occhiata.
La piazza attuale dove camminiamo è sopraelevata rispetto al livello del suolo originario di ben quattro metri; il battistero si trova nello specifico a meno tre metri, per questo lo troviamo “in metropolitana” dove è presente un’uscita di sicurezza. All’area si accede dal Duomo, acquistando il biglietto – 4€, orari 9:30/17:30 – appena entrati, poi girando le spalle all’altare si trovano le scale che portano all’ingresso. Il percorso inizia con quattro pannelli esplicativi sulla storia della piazza. Il battistero, di epoca posteriore all’imperatore Valente (364-378), fu probabilmente voluto da sant’Ambrogio in persona.
San Giovanni alle Fonti - le foto




Si accede al battistero di San Giovanni girandogli intorno anche se purtroppo dell’alzato rimane molto poco, la struttura venne sacrificata allorquando si mise mano al cantiere del Duomo nel XIV secolo. La forma ottagonale che richiama alla resurrezione cristiana caratterizza la vasca centrale, profonda 80 centimetri e larga più di 5 metri, il battesimo avveniva anticamente per immersione, che è la principale attrattiva di questo luogo insieme al silenzio e alla pace che potete trovarci. Fa impressione guardare in alto e immaginare le decine di persone che passeggiano ignare sopra le nostre teste.
Rimangono resti della pavimentazione in opus sectile e un frammento di affresco del XII secolo. Le tessere dei mosaici che dovevano ornare la volta del battistero sono visibili in alcune vetrinette insieme a monete, gioielli e altri reperti rinvenuti durante gli scavi: San Giovanni alle Fonti doveva essere un luogo magnifico che la sistemazione attuale riesce, con i suoi limiti perché sempre di rovine si tratta, a valorizzare. Concludono la visita le tracce della basilica di Santa Tecla, perdute durante i lavori per la Linea Rossa della metropolitana negli anni Sessanta, di cui sopravvive la zona absidale.
frizzone
19 feb 2010 - 09:29 - #1ci andai in gita con la scuola elementare o media tanto tempo fa….praticamente quando S.Giovanni era ancora vivo :-) , suggestivo.
lapo
19 feb 2010 - 11:51 - #2prima di quello str*nzo di Barbarossa Milano era la città più bella del mondo, pare
Feo89
19 feb 2010 - 12:55 - #3@lapo, ma anche prima di quegli str*zi di Portaluppi e della RAF…
pulcinella aviatore
19 feb 2010 - 13:28 - #4e anche prima della Moratti…
markk0
19 feb 2010 - 17:43 - #5…ma anche prima di 02blog, probabilmente.
M.s.m.
19 feb 2010 - 22:08 - #6Intanto Stendhal - fine cultore della bellezza - ha definito il nostro capoluogo la città più bella del mondo. ;o)